Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975)
Con Paolo Bonacelli, Giorgio Cataldi, Umberto Paolo Quintavalle
La trama
Un Duca, un Monsignore, un Presidente della Corte d'Appello e il Presidente, fanno sequestrare in una villa controllata dai soldati repubblichini e dalle Ss alcuni giovani di entrambi i sessi. Guidati da quattro megere ex prostitute e stimolati dai loro racconti, li sottopongono a tortura e li usano per i propri perversi piaceri.
Riflessione sulla cultura della morte e della sopraffazione che regola i rapporti sociali nella contemporaneità. Un film sul potere come arbitrio, letto attraverso Sade, e ambientato nel momento storico in cui il potere aveva mostrato il volto più irrazionale (ma come atroce metafora del presente). Nonostante lo spessore del discorso "Salò" si tiene lontano da qualunque didascalismo "rivoluzionario". È un testamento sofferto e quasi insostenibile. Uscito dopo la morte di Pasolini, fu oggetto di una assurda querelle giudiziaria.
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 10/11/2010 - utile per 19 utenti
Voto al film: 
I campi di concetramento nazisti, gli eccidi stalinisti, tutti i morti che si sono affastellati nel corso della storia in nome di guerre sante o non sante? Tutti i cadaveri martoriati pisciati, cagati, torturati a morte? Chi li ha prodotti se non l'uomo? Tutti gli abusi di potere,gli atti di sciacallaggio, le sopraffazioni sessuali, gli atti pedofili, le violenze psicologiche nel recinto di una stanza?
PierPaolo vive sulla sua pelle l'ipocrisia di un mondo che fa finta di non vedere, si inebetisce davanti alla televisione e poi parte in quarta per crociate bigotte. PierPaolo è il bersaglio. Il sodomita scomodo, il filosofo anarchico, il bizzarro sessuale. Con Salo' Pasolini pone la parola Fine a un certo tipo di cinema. Dopo di lui il diluvio.
Il libro dal quale è tratto il film è “Le 120 giornate di Sodoma” di De Sade ma naturalmente ogni tentativo di sottolineare parallelismi tra opera scritta e opera filmica è assolutamente pretestuoso.
La sceneggiatura scitta con Citti e Pupi Avati (che farà ritirare il suo nome dal progetto, anche se lo stimolo iniziale per fare il film nasce proprio dal regista emiliano) è rigorosa e maniacale. 4 sezioni (Antinferno, Girone delle Manie, Girone della Merda, Girone del Sangue), 4 uomini di potere (il duca, il monsignore, il presidente, il magistrato), 4 meretrici che aizzano verbalmente i 4 signori, 4 mesi a cavallo tra il 1944 e il 1945 (per un totale esatto di 120 giorni 30 +31+31+28), 4 come il numero della morte (4 che portano una bara). Le interpretazioni sul significato di questo film sono molteplici, c’è chi parla di metafora del potere corrotto, c’è chi parla di sessualità bloccata allo stato infantile, c’è chi pone in primo piano l’accento fortemente politico ed eversivo del film. All’uscita della pellicola le reazioni furono abnormi e i dibattiti molto accesi, soprattutto dopo il sequestro per oscenità e le accuse di pedofilia. Quello che risulta evidente è l’intento provocatorio di Pasolini, al di là di ogni accento politico, la necessita di suscitare una reazione soprattutto in una classe intellettuale che si autocompiace del proprio livello culturale. Il regista friulano contesta apertamente questa enorme distanza tra cultura d’elite e cultura popolare, questo abisso da sempre presente nella società italiana e che rimane il grande limite per una ulteriore possibilità di progresso. ESPANDI +
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18 marzo 2012 Opinione di GIMON 82 su "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
Che cos'e il potere? un mostro invisibile che muove e manipola coscienze umane ed inconsapevoli e che fa dell'essere umano quello che vuole? Pier Paolo Pasolini sembra averlo capito bene e lo mette in mostra, in maniera criptica e volutamente ripugnante in questo capolavoro gelido e assuefatto da un'aria di morte.Il potere ha le facce di un duca,di un monsignore,di un presidente della banca centrale,e di un magistrato: quindi potere nobiliare,ecclessiastico,economico e giuridico,i 4...
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17 marzo 2012 Opinione di emmepi8 su "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
Ultimo film di Pasolini, e senza volerlo anche il suo testamento, anche se Salò sarebbe stato il primo capitolo di una trilogia della morte, certamente un film difficile da digerire, respingente, fatto con un coraggio fortissimo avvalendosi di un tipo di racconto decameronico e che si avvale dello stesso DeSade ed del suo omonimo romanzo. Il ricordo dell'inferno dantesco è sempre presente e le scene raccapriccianti non tendono a sminuire niente, se non di fa vedere la rappresentazione...
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31 gennaio 2012 Opinione di bellahenry su "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
un film di una schifezza voluta geniale e irripetibile a rappresentanza di un potere che può avere l'uomo sui suoi pari , con comportamenti atroci e di una cattiveria che solo il nostro genere può raggiungere.
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6 novembre 2011 Opinione di tafo su "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
Guardare in faccia il potere per quello che è, per quello che non può non essere teatro di sangue merda e morte. L'ultimo ( ahilui e ahinoi ) film di Pasolini è una profezia lucidissima che parte dal fascismo di ieri per arrivare al fascismo di oggi. Un film ultimo senza speranza dove il potere ha gettato la sua maschera, l'ordine si regge sul disordine, la felicità si regge sul dolore e la vita si regge sulla morte. Un film post-cristiano dove l'incapacità da parte della chiesa di...
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24 settembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
Un autore che da sfogo a tutto ciò che gli rodeva dentro, questo è secondo me il riassunto di questo film. Pasolini è secondo me esattamente quello che un intellettuale (o un cineasta) non dovrebbe mai diventare. Film eccessivo, inutilmente sgradevole e la cui visione aiuta a capire lo spirito della RSI tanto quanto mangiare una brioche aiuta a capire quello del panettiere che l’ha sfornata.
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23 luglio 2011 Opinione di cheftony su "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
"Deboli creature incatenate, destinate al nostro piacere, spero non vi siate illuse di trovare qui la ridicola libertà concessa dal mondo esterno. Siete fuori dai confini di ogni legalità. Nessuno sulla Terra sa che voi siete qui. Per tutto quanto riguarda il mondo, voi siete già morti." Antinferno Duca, Monsignore, Presidente di Corte d'Assise, Presidente: quattro fascisti fra il 1944 e il 1945, in piena Repubblica di Salò, mettono in atto il loro diabolico...
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13 giugno 2011 Opinione di Viola96 su "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
Il potere produce schiavi.Pasolini lo urla con tutta la sua rabbia.L'universo dantesco fatto inferno da lui creato è nulla in cospetto alla realtà.Pasolini è un grandissimo regista di film,diciamo particolari.I tre gironi(4 se consideriamo l'anti-inferno) sono costellati da scena scioccanti e drammatiche,con esasperato erotismo e masochismo.La tremenda realtà viene raccontata attraverso la naturale decomposizione di alcuni ragazzi.L'inferno è sulla...
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2 aprile 2011 Opinione di agathe67 su "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
un film forte, dirompente, un pugno nello stomaco x lo spettatore...se poi pensiamo che uscì dopo la morte di Pasolini e al corpo martoriato dello scrittore possiamo pensare ad esso come ad un film maledetto (una delle ultime ipotesi sulla morte del poeta-regista è che in realtà quella notte Pasolini si recò all'idroscalo di Ostia x riavere le "pizze" di alcune scene del film che gli erano state rubate). L'avevo visto la prima volta e ne ero uscita sconvolta tanto...
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23 marzo 2011 Opinione di Toni81 su "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
questo film fa capire chiaramente perchè pasolini era ghei e depravato. i soliti finti esperti del cazzo se ne scono dicendo che è un simbolo del potere. a me sembra solo una scusa per far vedere scene zozze di petofili che sinchiappettano ragazzi e gli fanno mangiare la cacca. che schifo!!! al rogo pasolini!!!
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25 gennaio 2011 Opinione di antonio de curtis su "Salò o le 120 giornate di Sodoma"
Ultimo film di Pasolini ( non certo il suo migliore).Sicuramente sono molto più belli altri film del poeta e regista friulano
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