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Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su Salò o le 120 giornate di Sodoma





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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29/01/2010 voto al film: voto ottimo

Sul film

Si inizia con una scritta che non preannuncia nulla di buono (Antinferno) per poi vedere quattro persone che firmano un libretto di regole, e dei soldati SS che strappano alle loro famiglie dei ragazzi e delle ragazze, che verrano poi selezionati e condotti in una villa isolata. Comincia così, come preannunciato all' inizio, un viaggio tenebroso in un inferno creato dalla pazzia umana, il cui avvio, viene stabilito dalla lettura delle regole : non viene data alcuna speranza di salvezza, ne di libertà, viene anzi riferito che da quando sono finiti tra le grinfie dei soldati, appartengono a loro e sono obbligati a soddisfare ogni richiesta; coloro che si azzarderanno a fuggire saranno puniti con l' asportazione di un arto, coloro che saranno colti a pregare Dio saranno uccisi, insomma è una specie di interpretazione giuridica di "Lasciate ogni speranza o voi che entrate". Da qui in poi è tutto un crescendo di atrocità bestiali divise in tre gironi (delle manie, della merda e del sangue) uno peggio dell' altro, in cui l' uomo viene ridotto a livelli animaleschi(tant' è che vengono obbligati ad abbaiare e a mangiare dalle ciotole come i cani) e tra orge ad ogni ora del giorno tutte le volte che i signori ne hanno voglia, e racconti sconci che arrivano direttamente da delle prostitute, l' essere umano plasma la sua parte folle con quella razionale (i signori, infatti, discutono dell' attualità del paese e della situazione politica in cui esso si trova). Si passa da masturbazioni di gruppo e sodomie a matrimoni misti tra uomini e padri e figlie celebrati in nome di nessuno, per poi arrivare ai banchetti a base di escrementi umani, e alla finale punizione delle vittime finite sulla lista dei disubbidienti, momento in cui si arriva, forse, all' apogeo della violenza, un martirio silenzioso osservato da dietro una finestra con compiaciuto sadismo dai "compagni di merende" di questa atrocità (i poveri ragazzi vengono flagellati, bruciati, scorticati e fatti a pezzi con foga e piacere). Se la trilogia della vita vedeva il sesso come un valore indispensabile per  la socialità e la reale felicità dell' uomo, questo la mette in luce come una macchina di morte, qualcosa per cui si soffre, per si uccide, e si viene uccisi, un rigetto di inumanità che sembrano sempre più umane, dove vince il potente e soffre il sottomesso, quello mostrato è l' antierotismo morboso di De Sade (da cui deriva, appunto, il termine sadismo) rimodernato e ricostruito nell' epoca in cui l' anarchia era una legge assoluta (come ci viene fatto notare da uno dei personaggi, i fascisti sono gli unici ad essere davvero anarchici), e la villa assume dei toni infernali sia per la "qualità" delle immagini che per lo stile di narrazione con cui ci viene presentata : sta in mezzo tra un campo di sterminio in stile Aushwitz e una casa dominata da una setta di potenti come se ne vede tante oggi ; non ci vengono lasciate consolazioni, infatti dopo la violenza inaudità, la vicenda termina con il massacro nel cortile, e con due soldati che ballano un delizioso valzer chiusi in una stanza, mentre fuori, stanno avvenendo degli abomini mostruosi; ed è terribile il grido di agonia di una delle ragazze che si chiede "Dio, perchè ci hai abbandonati", ma Dio non risponde, perchè come viene detto, in quella casa, poco fuori da Salò, isolata da tutto e da tutti, non c' è nessuna giuristizione, neanche quella divina; sarebbe poi bello poter identificare i carnefici come dei demoni, ma come ci ricordano, anche loro avevano una madre. Questa è un angosciante e terribile raffigurazione in chiave tragica della degenerazione del potere da parte di coloro che hanno in mano tutto, che poi sfocia in un racconto crudele e terribilmente scomodo nella sua immensità, sulla sessualità usata come atto sanguinario, freddo ed abominevole, un connubio di tensione e di claustrofobia, perchè in fondo, lo sappiamo come andrà a finire (ma poi non possiamo neanche dire che finisca relmente, perchè c' è ancora un' eternità davanti a noi per dimostrare che ciò che è accaduto, non è altro che una routine della razza umana). Rimane uno dei capolavori di Pasolini, superiore a qualsiasi sua altra opera in tutto e per tutto apparte Il Vangelo secondo Matteo(e ce ne vuole), ed una delle più grandi magnificenze del nostro cinema e di quello mondiale.


SI

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