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Dancer in the Dark (2000)

[Dancer in the Dark, Danimarca 2000, Drammatico, durata 139']   Regia di Lars von Trier
Con Björk, Catherine Deneuve, Peter Stormare, David Morse



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Dancer in the Dark: minimo
Ritmo ritmo in Dancer in the Dark: forte
Impegno impegno in Dancer in the Dark: forte
Tensione tensione in Dancer in the Dark: forte
Erotismo erotismo in Dancer in the Dark: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Dancer in the Dark

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Dancer in the Dark (voti: 98 media: 3,83) 98

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La trama

Selma, una giovane cecoslovacca emigrata in America e con la passione del musical, fa l'operaia alla catena di montaggio, vive in uno squallido sobborgo di motorhomes, sta diventando cieca e mette via ogni centesimo per far operare il suo bambino e salvarlo dalla cecità che gli ha trasmesso geneticamente mettendolo al mondo. Infagottata in vestitini da quattro soldi, con le lenti spesse e lo sguardo sperso di chi non vede quasi più Selma si arrabatta e si vede costretta all'omicidio quando qualcuno le ruba tutti i suoi risparmi.  

Ogni rumore, o concatenazione di rumori, lo stridio di una macchina, le voci e le "entrate" che si accavallano in un processo, il battito di un treno sulle rotaie o quello sordo e terrorizzato di un cuore, tutto serve a Selma per creare davanti a ai suoi e ai nostri occhi il sogno di una vita cinematografica, da "Tutti insieme appassionatamente" (che fa da "guida"al film), a "Sette spose per sette fratelli", dal modernismo alla Bob Fosse al vitalismo del musical sovietico anni '50, all'omaggio vivente a Jacques Demy e alle sue "demoiselles" che è Catherine Deneuve, operaia tenerissima, dalla faccia pulita, quasi ringiovanita. Nel film (anche il titolo è una citazione minnelliana), ci sono un dolore e un amore enormi, intrecciati appassionatamente nella più impossibile, ma per alcuni anche la più quotidiana delle finzioni: sognare la perfezione del cinema per resistere all'orrore della vita.

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 44/2000

Dolore e amore intrecciati nel sogno della perfezione del cinema da un grande Von Trier. Con Björk che rivela un bel talento di attrice

Una vita infame: Selma, una giovane cecoslovacca emigrata in America, fa l’operaia alla catena di montaggio, vive in uno squallido sobborgo di motorhomes, sta diventando cieca e mette via ogni centesimo per far operare il suo bambino e salvarlo dalla cecità che gli ha trasmesso. Infagottata in vestitini da quattro soldi, con le lenti spesse e lo sguardo sperso di chi non vede quasi più, Björk si arrabatta e viene costretta all’omicidio nell’America appiattita dai colori desaturati che Lars von Trier le ha costruito intorno. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Utente rimosso (signor joshua) scritta il 2010-08-31 20:50:24 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Basterebbe la trama di per se a rendere il film interessante e politicamente pericoloso, fuso poi allo stile asciutto di Von Trier, si sarebbe a posto: la quasi totalità dei suoi film, sono girati in modo serrato, quasi sempre con la camera a mano, con una pasta e con delle inquadrature da film casalingo, senza neanche un accenno di immagini costruite o artefatte, luce naturale, e storie di piccola vita quotidiana. Con queste singolari caratteristiche, non si corre certamente il rischio di scadere in inutili spettacolarità, o in scialba retorica, la peggior nemica di un certo tipo di cinema politico, quindi il gioco è fatto: una madre che sta diventando ceca, risparmia soldi per impedire che al figlio tocchi lo stesso destino, ma uno scherzo del fato vuole che un poliziotto disperato la imbrogli e che ci scappi il morto. Non serve altro per parlare di un aspetto dell'America che ancora oggi fa mordere le mani a tanta gente, perché tutti sono disposti a credere che un poliziotto sia innocente, e che l'immigrata di turno sia una ladra ed un'assassina, ma pochi sono disposti a credere il contrario: la bontà delle persone si misura in base alla loro forza d'animo, se sono disposti a soffrire ed a soccombere per il bene altrui (cosa che accade, perché il male utilizza strade terrene ben più “appariscenti”), allora possono davvero meritarsi di essere ricordate per il loro spirito candido, ed è per questo che esistono le religioni, per sperare in una ricompensa che possa ripagarci dei sacrifici e delle sofferenze della vita, causate dalla generosità propria, e dalla crudeltà degli ingiusti. E non importa se la gente conosce la verità, anche se tutti sanno che la protagonista è innocente, il sangue deve essere versato: come chi non ha assistenza medica muore, chi non può pagarsi assistenza legale perché deve usare i suoi soldi per far operare il figlio che altrimenti diventerebbe cieco, anche se tutti riconoscono la sua innocenza, deve salire sul patibolo, semplicemente perché non ha seguito le regole di un sistema che legalizza l'omicidio. Da un punto di vista etico, il film riflette in maniera impietosa sulla mediocrità del sistema americano e sulle sue ideologie barbare, che infangano ogni possibile atto di bontà, sopprimendo la stessa natura unitaria della sua costituzione, e lo fa attraverso scene terribili e tristissime (l'esecuzione finale, i dialoghi in prigione, la disperazione da parte di tutti i personaggi per il loro destino oscuro), ed aiutato da attori fenomenali (David Morse è un mostro di bravura, Bjork, oltre ad avere un suo certo fascino è anche una bravissima attrice, ma vanno degli elogi anche alla dolcissima Catherine Deneuve, e a Peter Stormare e al suo sofferto personaggio. Da un punto di vista cinematografico, invece, il film è ancora più interessante: Von Trier riflette sul musical come genere indipendente, ma anche, sul rapporto che esiste tra immagini, vita, e musica. Utilizzando pezzi originali ed interessanti, con coreografie ancora più curiose ed atipiche, il regista contrappone la spettacolarità intrinseca del genere più usurato e stantio di Hollywood, con la scarnificazione del suo Dogma, riuscendo perfettamente ad equilibrare le due cose, nel mondo più semplice ed efficace: creare la musica dai suoni che ci circondano, far uscire le parole direttamente dalla mente dei personaggi interessati (le scene di ballo infatti sono immaginarie, dopo si riprende con il film normale), e far muovere i protagonisti della scena secondo le loro sensazioni momentanee. Insomma, un bel lavoro, originale e anche dovuto.
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SI

Opinioni su Dancer in the Dark


2011-12-06 21:44:47 Opinione di negro su "Dancer in the Dark"
negro

Forse la miglior performance di Lars von Trier

voto al film: negro assegna il voto buono a Dancer in the Dark (2000)


2011-08-26 21:15:10 Opinione di sillaba su "Dancer in the Dark"
sillaba

Esagerato, troppo volutamente tragico. Qui Von Trier si perde.

voto al film: sillaba assegna il voto pessimo a Dancer in the Dark (2000)



2011-01-26 00:21:40 Opinione di bluefalcon su "Dancer in the Dark"
bluefalcon

Questo è il mio secondo film di Von Trier e con ogni probabilità sarà anche l'utlimo. Non riesco a comprendre, o meglio, non riuscrirei davvero a comprendere la radice di tutta questa sua voglia di distruzione, se non fossi consapevole che il suddetto è in depressione da più di dieci anni. Von Trier riesce a trasmettere al pubblico tutta la sua negatività e la visione pessimistica dell'esistenza che non si esime da un malcelato e squallido disegno...

voto al film: bluefalcon assegna il voto mediocre a Dancer in the Dark (2000)

1 commento

2010-08-31 20:50:24 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "Dancer in the Dark"
Utente rimosso (signor joshua)

Basterebbe la trama di per se a rendere il film interessante e politicamente pericoloso, fuso poi allo stile asciutto di Von Trier, si sarebbe a posto: la quasi totalità dei suoi film, sono girati in modo serrato, quasi sempre con la camera a mano, con una pasta e con delle inquadrature da film casalingo, senza neanche un accenno di immagini costruite o artefatte, luce naturale, e storie di piccola vita quotidiana. Con queste singolari caratteristiche, non si corre certamente il...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto buono a Dancer in the Dark (2000)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


2010-07-17 19:27:53 Opinione di XANDER su "Dancer in the Dark"
XANDER

L'unico film di Lars Von Trier che mi sia piaciuto tanto. Una storia drammatica, pesante, commovente e straziante. Ogni tanto vengono inseriti numeri musicali con belle coreografie. Guardatelo e ne rimarrete stupiti

voto al film: XANDER assegna il voto ottimo a Dancer in the Dark (2000)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

2010-01-20 16:52:23 Opinione di the smiths su "Dancer in the Dark"
the smiths

Sullo stesso livello de Le onde del destino. Altro film indimenticabile tra quelli da conservare nella propria cineteca, qualcuno invece lo getterà nella spazzatura. E dire che io non sopporto i musical, tranne rare eccezioni. Bravissima Bjork

voto al film: the smiths assegna il voto buono a Dancer in the Dark (2000)



2010-01-11 01:02:21 Opinione di bradipo68 su "Dancer in the Dark"
bradipo68

La danza nell'oscurità,finalmente sola a diffondere uno spiraglio d'amore.Uno schermo scuro,diversi minuti di attesa.E'il modo di Von Trier nel farci entrare nella soggettiva della protagonista,una immigrata nella terra del Sogno che è condannata al buio per una rara malattia agli occhi.Malattia che ha anche il figlio per amore del quale sta risparmiando soldi per farlo operare e non fargli vivere il buio che la sta sfiorando,a cui sogna ogni minuto di sfuggire,cantando e...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Dancer in the Dark (2000)

5 commenti
[utile per 2 utenti]

2009-06-16 19:30:42 Opinione di mm40 su "Dancer in the Dark"
mm40

Atipico come forma estetica (la camera non è quasi mai fissa, luci forti, montaggio rapido che si conforma alla realtà come appare ai personaggi), atipico come musical (le canzoni sono parte integrante del lavoro, ma non sono molte; per lo più le vicende sono narrate in forma di film), atipico come tematiche (un musical, genere solitamente spensierato, su una condannata a morte): Von Trier esagera come è abituato a fare e dà il meglio di sè stesso. E di Bjork, protagonista bravissima...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Dancer in the Dark (2000)

3 commenti


2008-12-06 20:21:18 Opinione di LorCio su "Dancer in the Dark"
LorCio

Stavo notando che molti registi coltivano verso il musical una sorta di passione proibita. Pensavo, ad esempio, a Nanni Moretti, che annuncia di voler realizzare un musical da una vita, e si è limitato ad un intermezzo nel discontinuo “Aprile”. C’è quasi un pudore nel non invadere territori nobili come quelli del musical, il genere che maggiormente si lega ad una tradizione classica. Allora c’è solo una strada da battere per coltivarlo in modo personale: contaminarlo con altro. A...

voto al film: LorCio assegna il voto sufficiente a Dancer in the Dark (2000)


2008-11-18 12:58:37 Opinione di SaintlySinner su "Dancer in the Dark"
SaintlySinner

"Dancer in The Dark" è un film che ti colpisce al cuore,ti commuove,ti traumatizza, ti sconvolge.Lars von Trier fa un ottimo lavoro,e ancora di più lo fa Björk che è immensa.CAPOLAVORO.

voto al film: SaintlySinner assegna il voto ottimo a Dancer in the Dark (2000)




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