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In the Mood for Love (2000)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in In the Mood for Love: assente
Ritmo ritmo in In the Mood for Love: presente
Impegno impegno in In the Mood for Love: forte
Tensione tensione in In the Mood for Love: minimo
Erotismo erotismo in In the Mood for Love: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a In the Mood for Love

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a In the Mood for Love (voti: 205 media: 4,10) 205

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La trama

Un uomo e una donna a Hong Kong, nel 1963: storia dei brevi incontri ritrosi tra Chow Mo-Wan e Su Li-zhen, vicini di casa che scoprono casualmente che i rispettivi coniugi sono amanti e inscenano, come in una prova, le rispettive rivelazioni. Si incontrano, si chiedono cosa staranno facendo gli altri due, si parlano come se parlassero a loro, si guardano allontanarsi, e inevitabilmente senza dirserlo mai, finiscono per amarsi.  

"In the Mood of Love" non è solo il film più bello di Wong Kar-wai (dove si fondono in filigrana le due anime del suo cinema, quella intimista e romantica e quella che osserva puntigliosa luoghi e ambienti), ma è anche un capolavoro senza tempo del cinema costruito sui vuoti, sui neri che scorrono tra una scena e l'altra, sulle attese, sulle ellissi che riempiono una vita. Sentiamo i pensieri e le emozioni che crescono tra un incontro e l'altro, le parole che i protagonisti non si dicono, il fluire della Storia che cancella il mondo. Quella Hong Kong è sparita, consegnata, come ogni segreto che davvero conti, da Wong Kar-wai alla pellicola, che ci restituirà per sempre le caviglie evanescenti di Maggie Cheung, la passione sottile negli occhi di Tony Leung, la malinconia calda di Nat King Cole che canta "Quizàs, quizàs, quizàs".

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 46/2000

La sensualità delle vite disperate in una storia d’amore assoluto. Un uomo e una donna a Hong Kong: il gioco dei silenzi, l’intimità dei luoghi, le ellissi che riempiono una vita. Capolavoro

Se hai un segreto veramente importante, confidalo alla fessura di un albero secolare, che lo conserverà per sempre. Un uomo e una donna a Hong Kong, nel 1963: storia dei brevi incontri ritrosi tra Chow e Li-zhen, vicini di casa che scoprono casualmente che i rispettivi coniugi sono amanti e inscenano, come in una prova, le rispettive rivelazioni. Si incontrano, si chiedono cosa staranno facendo gli altri due, si parlano come se parlassero a loro, si guardano allontanarsi, e inevitabilmente, senza dirselo mai, finiscono per amarsi. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di yume scritta il 18/02/2011 - utile per 14 utenti

Voto al film: voto buono

Nella Hong Kong cinese degli anni sessanta, austera, nessun segno di opulenza ma molti presagi sotterranei di future tensioni politiche, il signor Chow lavora in un giornale e la signora Li-Zhen in un'agenzia di trasporti.
La carenza di alloggi costringe a convivere in pochi metri quadri, Chow e Li-Zhen, con consorti al seguito, traslocano nello stesso giorno in due monolocali della esuberante signora Suen, che gioca sempre a majong, cucina tanto, è sempre allegra e vorrebbe  tutti alla sua tavola.
Lo spazio è così angusto che la fotografia di Christopher Doyle (sostituito nel finale da Mark Lee Ping-Bin), si muove quasi con circospezione lungo il corridoio su cui si affacciano le stanze o sulla scalinata che Li-Zhen e Chow salgono e scendono di continuo, lei con la cena di ravioli al vapore comprata per strada (il marito la lascia spesso a lungo per viaggi d’affari), lui con giornale o senza (la moglie, pressochè invisibile, ha strani orari in ufficio, qualcuno l’ha vista in compagnia di un uomo, giorni prima) e s’incontrano con brevi sguardi, un saluto appena sussurrato, un sorriso di circostanza.
Marito e moglie sono ombre sullo sfondo, a volte voci fuori campo, vivono essenzialmente come motore della vicenda nella mente dei due che scoprono, quasi contemporaneamente, la loro relazione.
Assenze prolungate, coincidenze, una cravatta, una borsa, regali rivelatori.
Spazi claustrofobici ora li stringono sempre più, il corridoio ingombro della coabitazione di giorno, tunnel di ombre la sera, stanze che la macchina riprende  di scorcio dall’esterno o da angolazioni improbabili all’interno, sedili posteriori di taxi che li riportano a casa quando cominciano a frequentarsi parlando del problema comune, o, più che parlarne, per vivere insieme l’esperienza di un’esclusione che fa della loro vita un grumo di solitudine e di silenzio.
La loro vicinanza diventa nei giorni uno strano legame, forse amore, ma sospeso, fatto di intermittenze, di non detto.
Brevi incontri, una cena insieme al pub, le posate che tagliano svogliate la carne, grandi piogge che li bagnano su strade dove pare esistano solo loro, soste alla luce fioca dei lampioni, telefono che squilla in ufficio, e a volte si sceglie di non rispondere.
La loro non-storia nasce così, non vissuta (quel “Noi non saremo mai come loro” è troppo saldo, orgoglioso, non dà abbastanza spazio alle ragioni del cuore) il ralenti ferma il tempo, lo prolunga, la sceneggiatura è ellittica, la recitazione di Maggie Cheung e Tony Leung  è stilizzata, essenziale, di una gestualità elegante e sinuosa, come i loro corpi levigati e le volute azzurrine del fumo di sigaretta, come i colorati, floreali cheongsam di Li-Zen, che fasciano morbidamente il suo corpo sottile di giunco,come la capigliatura lucida, compatta di Chow e il suo sorriso gentile.
Il tema sonoro, l’indimenticabile "Yumeji's theme" di Shigeru Umebayashi, il tema del sogno, riempie di sé il film, tiene sospesi fino all’ultimo titolo di coda, insieme agli interventi di Michael Galasso e alle strepitose oldies di Nat King Cole, "Aquellos ojos verdes" e "Quizas, quizas, quizas”, fatte malinconia leggera e sensualità latina.
Lui si trasferirà a Singapore, lei si rifarà una vita con un figlio. Gli anni trascorrono, il tempo fa del passato come un vetro polveroso da cui guardare figure sbiadite.
“Se hai un segreto veramente importante, confidalo alla fessura di un albero secolare, che lo conserverà per sempre” .
Tra le rovine dei templi di Angkor Wat, in Cambogia, Chow confiderà il suo segreto, l'amore per quella donna, ad un foro scavato nella parete del tempio.
Forse anche lei lo amava, forse l’amore malato che nasce dalle ferite non può vivere, o forse, come canta ancora Sam…… “You must remember this / A kiss is still a kiss / A sigh is just a sigh / The fundamental things apply / As time goes by. / And when two lovers woo, / They still say, "I love you" / On that you can…..”
Ricordare è meglio che vivere?  
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SI

Opinioni su In the Mood for Love


26 ottobre 2011 Opinione di Baliverna su "In the Mood for Love"
Baliverna

CONTIENE ANTICIPAZIONI - E' l'analisi dell'innamoramento di due persone trascurate e tradite dai rispettivi coniugi. Sono cioè "nello stato d'animo giusto per innamorarsi", che forse è anche la migliore traduzione del titolo in italiano. Rilevati i meriti degli attori (specie di lei, bravissima), è un film molto basato sulla regia, dove cioè il regista si sente molto, perché fa uso di soluzioni di ripresa e di inquadratura molto particolari e appariscenti. Su tutte metto in evidenza...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a In the Mood for Love (2000)


15 settembre 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "In the Mood for Love"
giorgiobarbarotta

Romantico fin dal titolo, elegante e a tratti enigmatico. Ogni scena è una precisa disposizioni di corpi, sguardi, oggetti, ambienti. La meravigliosa Maggie Cheung si muove con grazia attraversando ogni singola scena fasciata di un abito diverso, incrociandosi con un Tony Leung quanto mai caratterizzato da una signorilità d'altri tempi. Ci si innamora, ci si rincorre, ci si sfiora, ci si desidera, ci si rassegna infine (forse) ad un destino di lontananza. Ci si scontra...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto buono a In the Mood for Love (2000)

nessun commento
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15 settembre 2011 Opinione di braddock su "In the Mood for Love"
braddock

Buon film dramatico che trascorre piacevolmente nonstante un ritmo estremamente lento. Di questo regista mi era piaciuto di più ASHES OF TIME con Leslie Cheung che era abbastanza simile come stile ma più spostato sul genere dell' azione, ma anche questo è notevole. I due attori Maggie Cheung e Tony Leung Chiu Wai sono bravi ed espressivi inoltre la regia è realizzata molto bene supportata da una fotografia e una colonna sonora ben indovinate che...

voto al film: braddock assegna il voto buono a In the Mood for Love (2000)

nessun commento
[utile per 6 utenti]

30 luglio 2011 Opinione di iPl4y su "In the Mood for Love"
iPl4y

Dramma sentimentale ambientato nella Hong Kong anni '60. Sotterfugi di amanti vengono raccontati per brevi frammenti indiretti, più visivi che parlati. La ricostruzione storica si direbbe accurata, le finezze stilistiche abbondano (anche se certi cambi di scena sono proprio dei tagli scurrili) e la colonna sonora è piuttosto bella (per quanto si regga su un brano, che quando parte quasi stona col resto). Nonostante alcune situazioni ben descritte e introspettive, purtroppo...

voto al film: iPl4y assegna il voto mediocre a In the Mood for Love (2000)



18 febbraio 2011 Opinione di yume su "In the Mood for Love"
yume

Nella Hong Kong cinese degli anni sessanta, austera, nessun segno di opulenza ma molti presagi sotterranei di future tensioni politiche, il signor Chow lavora in un giornale e la signora Li-Zhen in un'agenzia di trasporti. La carenza di alloggi costringe a convivere in pochi metri quadri, Chow e Li-Zhen, con consorti al seguito, traslocano nello stesso giorno in due monolocali della esuberante signora Suen, che gioca sempre a majong, cucina tanto, è sempre allegra e vorrebbe ...

voto al film: yume assegna il voto buono a In the Mood for Love (2000)

4 commenti
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8 ottobre 2010 Opinione di miawallace su "In the Mood for Love"
miawallace

Io non so come dire, però...boh. Nel senso. Film osannatissimo, ritenuto dai più un capolavoro assoluto. Può darsi. Io però un capolavoro devo vedermelo esplodere davanti. Devo restare incantata davanti allo schermo. Devo entrare nella pelle dei personaggi che ho di fronte. Devo sentire quello che sentono loro. Forse non capisco nulla di cinema. Forse anni ed anni di lettura di recensioni ha provocato in me danni irreparabili, inducendomi a torturarmi quando non...

voto al film: miawallace assegna il voto sufficiente a In the Mood for Love (2000)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


3 settembre 2010 Opinione di steno79 su "In the Mood for Love"
steno79

VOTO 10/10  Hong Kong, 1962. Il signor Chow, redattore capo di un giornale locale, trasloca con sua moglie in un nuovo appartamento. Incontra Li-Zhen (nella versione italiana chiamata la signora Chan), una giovane segretaria in un'agenzia di trasporti che si è appena trasferita nell'appartamento adiacente con il marito. Poichè i rispettivi coniugi si trovano spesso fuori casa, Chow trascorre molto tempo in compagnia della signora Chan: i due diventano molto amici, scoprono che i...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a In the Mood for Love (2000)

nessun commento
[utile per 8 utenti]

29 agosto 2010 Opinione di robynesta su "In the Mood for Love"
robynesta

Noioso film d'autore la cui unica utilità è mostrarci che il regista ci sa fare e ha stile.

voto al film: robynesta assegna il voto mediocre a In the Mood for Love (2000)



19 giugno 2010 Opinione di omero sala su "In the Mood for Love"
omero sala

Hong Kong, 1962. Un uomo e una donna (il signor Chow e la signora Su Lizhen), vicini di casa, scoprono casualmente che i rispettivi coniugi sono amanti. La voglia di sapere e capire li avvicina: si studiano a vicenda con prudente circospezione, forse per indagare le proprie inadeguatezze, forse per quel senso di solidarietà che unisce gli esclusi, forse per capire i meccanismi della insoddisfazione e della attrazione, del rapporto inappagante e del tradimento.  La iniziale...

voto al film: omero sala assegna il voto ottimo a In the Mood for Love (2000)

nessun commento
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9 marzo 2010 Opinione di emmepi8 su "In the Mood for Love"
emmepi8

Un film sull’amore, che novità??Eppure lo è ed ad un altezza davvero immensa, una storia formidabile nella sua semplicità e sviluppo minimo, un’emozione che va a pari passo  con il commento musicale che la incalza. Sensualità, passione caso, tempo tutto ci coinvolge in maniera formidabile nel labirinto di una passione vissuta dal di dentro, che non ammette un  racconto plateale, ma che si affida all’intensità ed alla...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a In the Mood for Love (2000)




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