La casa della gioia (2000)
Con Gillian Anderson, Dan Aykroyd, Eleanor Bron, Terry Kinney, Anthony La Paglia, Eric Stoltz, Laura Linney, Jodhi May, Elizabeth McGovern, Penny Downie, Pearce Quigley, Helen Coker, Mary MacLeod, Paul Venables, Serena Gordon
La trama
Lily Barth, nella New York di inizio secolo coltiva un sogno, entrare a far parte della high society. Contesa da qualche facoltoso pretendente non accetta compromessi di nessuna sorta. Per raggiugere quello che desidera non intende vendersi e non si abbassa agli intrighi delle sue amiche. Avrebbe bisogno di legarsi ad un uomo importante. Invece l'uomo che ama è un avvocato squattrinato. Così piena di debiti Lily è costretta a chiedere aiuto al marito della sua migliore amica.
L'inglese Terence Davies si ispira al romanzo di Edith Wharton "The House of Mirth" per un esercizio di stile impeccabile ma affatto incisivo. Certo i piani sequenza e il rapporto tra gli spazi sono interessanti, ma Scorsese e il suo "L'età dell'innocenza" restano modello irraggiungibile per tutti.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 48/2000
Interpreti sbagliati e regia assente per un film troppo formale che non ha il coraggio di essere un mélo
L'opinione più recente
Di steno79 scritta il 2008-09-20 20:21:13
Voto al film: 
2008-09-20 20:21:13 Opinione di steno79 su "La casa della gioia"
L'ultimo film realizzato a tutt'oggi da Terence Davies è "La casa della gioia", ("The house of mirth", 2000) tratto dal romanzo di Edith Wharton, dove si narra la storia della caduta di Lily Bart nel frivolo e corrotto mondo dell'aristocrazia newyorchese di inizio Novecento. Lily è una donna bella e affascinante, ma non riesce a decidersi fra l'amore che prova per l'avvocato Selden e la necessità di un matrimonio di convenienza con un uomo ricco. Dopo una serie di scandali e vicende poco...
voto al film: 
2003-12-26 20:50:58 Opinione di Luisa86 su "La casa della gioia"
Rigida visione della brutalità della società, in un film che pecca di freddezza ed è solo preciso, ma non sentito, dove spesso gli attori creano un atmosfera da soap opera e restano solo una marea di oggetti perfetti in bella mostra - per ricalcare L'età dell'innocenza - , una fotografia lucidissima tanto da sembrare assurda, e una serie di dialoghi intelligenti mal pronunciati.
voto al film: 
2003-07-25 18:57:41 Opinione di superficie 213 su "La casa della gioia"
UN FILM BUTTATO LI' SENZA UN VERO PERCHE'.LA ANDERSON E' BRAVA E LA FOTOGRAFIA DA MANUALE.PECCATO PERCHE' LA REGISTA QUALCHE DOTE CE L'HA,SOLO CHE IL RITMO NON SALE E LA STORIA NON PRENDE PIU' DI TANTO.
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