Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Lo zio di Brooklyn (1995)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Lo zio di Brooklyn: presente
Ritmo ritmo in Lo zio di Brooklyn: presente
Impegno impegno in Lo zio di Brooklyn: assente
Tensione tensione in Lo zio di Brooklyn: assente
Erotismo erotismo in Lo zio di Brooklyn: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Lo zio di Brooklyn

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Lo zio di Brooklyn (voti: 19 media: 3,95) 19

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Lo zio di Brooklyn

Acquista Lo zio di Brooklyn

Scegli tra i formati disponibili

Lo zio di Brooklyn disponibile in DvdLo zio di Brooklyn non disponibile in Blu-RayLo zio di Brooklyn non disponibile in Umd

La trama

La famiglia Gemelli è formata dal padre Gaetano, dai suoi tre figli, dal nipote paraplegico con qualche problema di carattere mentale. Il gruppo familiare vive in una Palermo che sembra essere scampata alla fine del mondo. I tre figli di ritorno dal funerale del padre incontrano due nani, boss della mafia. I due individui annunciano loro che dovranno ospitare in casa uno strano individuo, lo zio di Brooklyn. I Gemelli non possono rifiutare l'ospitalità a un simile personaggio che, una volta entrato in casa, non mangia, non parla e non dorme.  

Gli autori di Cinico Tv, esordiscono con un film apocalittico e devastante. Nel bianco e nero di Luca Bigazzi, in una Palermo astratta e disumana, si aggirano scampoli di umanità a mimare una pantomima che allude a simbologie cattoliche. Un film indigesto e sgradevole, ma anche una delle poche esperienze visionarie del cinema italiano di fine secolo.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 2010-10-15 00:51:23 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto buono

La famiglia Gemelli è formata dal padre Gaetano, tre figli e un nipote che vive su una sedie a rotelle. Il vecchio padre muore e mentre i tre figli ritornano dal funerale vengono avvicinati da due nani che gli intimano di ospitare a casa loro un vecchio padrino italo-americano, lo zio di Brooklyn, un misterioso uomo che non dice una parola. I due mafiosi lo devono nascodere alla vista di don Masino, il capofamiglia della zona con cui sono andati in contrasto e i fratelli Gemelli non possono in alcun modo rifiutarsi di fargli questo favore. Ma la trama è solo un pretesto per dare un minimo di linearità alla grottesca rappresentazione di "un'apocalisse", per cercare di mettere insieme i cocci di un mondo pietrificato dalla perdita di coordinate affettive."Lo zio di Brooklyn" rappresenta l'esordio cinematografico di Daniele Ciprì e Franco Maresco dopo l'esperienza di "Cinico tv" e dalla televisione traslano al cinema le loro illuminanti provocazioni visive, sia riproponendo gli stilemi di una poetica unica e inconfondibile che attraverso la presenza di personaggi quali Pietro Giordano, che gira in mutande con un martello e dei chiodi intento a chiudere bare, il ciclista Tirone, a cui viene rubata la bicicletta, Miranda, che se ne sta immobile come un Cristo senza croce e Paviglianti, che mangia, beve, rutta e ripete "certamente". Segni indicatori di un'umanità senza meta e senza più indirizzi, che recita dei rituali imparati a memoria, con l'istintività del corpo e senza l'ausilio della ragione. In una Palermo desertificata, contrappuntata nella sua desolante degradazione urbana da diversi campi lunghi e da un bianco e nero (di Luca Bigazzi) che ne accentua la sgradevolezza, troviamo questi superstiti della fine del mondo, un'umanità ridotta al massimo grado di miseria e di perdita della propria dignità, devastata dalla pervasività del brutto e mascolinizzata dalla continua profanazione del sacro. In balia dello spazio e del tempo, canta spesso, canta sempre, come a volersi orientare in un'ambiente che sembra poter essere ogni spazio e in ogni tempo. "Playboy,playboy,playboy io non sono un playboy. Sono un ragazzo romantico che crede ancora nell'amore, perciò ti dico no ! Playboy, playboy, playboy è quello che ha i soldi, anche se è pelato, grasso, basso, playboy, playboy....., ripete un motivo. Il cinema di Ciprì e Maresco è volutamente svuotato di senso e di contenuto per porsi come l'antitesi migliore possibile di una società votata al culto dell'etica televisiva. All'estetica dell'immagine sostituiscono l'estetizzazione di uno stile che tende ad emanciparsi dalla necessità ricattatoria di cospargere l'opera d'arte di segni rassicuranti e alla finzione del linguaggio televisivo ipocritamente consolatorio oppongono la verità di corpi straziati dal degrado. L'estrema radicalità delle loro posizioni non poteva che produrre pochi film ("Totò che visse due volte", per me, è un autentico capolavoro). Ciò che dovevano dire lo hanno detto benissimo in tre lungometraggi, rappresentando la degenerazione morale e culturale in atto attraverso un percorso artistico di assoluta e pregevole originalità. Un contributo sufficiente e necessario direi, perchè la loro consapevole eresia induce a riflettere sull'apologia del brutto che continua a mettere radici sempre più solide e può servire a porvi rimedio.
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Lo zio di Brooklyn


2010-10-15 00:51:23 Opinione di Peppe Comune su "Lo zio di Brooklyn"
Peppe Comune

La famiglia Gemelli è formata dal padre Gaetano, tre figli e un nipote che vive su una sedie a rotelle. Il vecchio padre muore e mentre i tre figli ritornano dal funerale vengono avvicinati da due nani che gli intimano di ospitare a casa loro un vecchio padrino italo-americano, lo zio di Brooklyn, un misterioso uomo che non dice una parola. I due mafiosi lo devono nascodere alla vista di don Masino, il capofamiglia della zona con cui sono andati in contrasto e i fratelli Gemelli non...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Lo zio di Brooklyn (1995)

nessun commento
[utile per 13 utenti]

2010-04-13 00:49:38 Opinione di maldoror su "Lo zio di Brooklyn"
maldoror

Penso sia un po' superfluo rimarcare più di tanto le considerazioni sulla Palermo postatomica come allegoria del mondo contemporaneo o sull'umanità degradata e desolata messa in scena da Ciprì e Maresco, essendo ormai discorsi più che noti soprattutto a chi ha familiarità col loro cinema. Credo sia interessante invece fare qualche considerazione sulla ricerca formale e più prettamente cinematografica messa...

voto al film: maldoror assegna il voto buono a Lo zio di Brooklyn (1995)

nessun commento
[utile per 3 utenti]


2009-06-25 23:00:20 Opinione di Marco M su "Lo zio di Brooklyn"
Marco M

Il Trash in trionfo, un grottesco mare (aperto) di trash, coraggiosamente trash, originalmente trash,scandalosamente trash,inequivocabilmente trash, spudoratamente trash...buttarsi a capofitto nel trash.

voto al film: Marco M assegna il voto sufficiente a Lo zio di Brooklyn (1995)


2008-10-25 21:35:47 Opinione di mm40 su "Lo zio di Brooklyn"
mm40

Galleria del grottesco e dell'osceno, spesso gratuito e sempre impietoso. Una trama disarticolata e quasi minima lascia spazio ad una serie di freak che si producono in scenette indice del sottosviluppo e della bestialità della vita (siciliana? italiana? moderna? in generale?). Nani, storpi, analfabeti, grassoni, vecchi, coprolalia, dialetto stretto, peti, escrementi: Ciprì e Maresco non si fanno mancare niente; se si riemerge da tanto disgusto senza vomitare, si è probabilmente pronti a...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Lo zio di Brooklyn (1995)



2007-03-20 11:39:37 Opinione di carlos brigante su "Lo zio di Brooklyn"
carlos brigante

Grottesco, surreale, esplicito, visionario. Di sicuro un esempio di opera "border-line" italiana di fine millennio. Se non l'unico, è uno dei pochi casi italiani di cinema fuori dagli schemi e dagli stereotipi a cui si è abituati. Ambientato in una Palermo desolata e deserta (dove si muovono personaggi più simili a freaks), in cui i bambini e le donne non esistono (quelle due che ci sono non sono donne vere e proprie...), il tutto ritratto da una fotografia in bianco e...

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Lo zio di Brooklyn (1995)


2007-01-29 00:24:02 Opinione di sasso67 su "Lo zio di Brooklyn"
sasso67

Nella prima scena, un tizio - che poi si scopre essere San Polifemo - si toglie un occhio. Nella seconda, un uomo sodomizza un ciuco. Che dire di un film che comincia così? Forse soltanto che va visto, possibilmente non durante i pasti. Riguardo a "Lo zio di Brooklyn", per una volta, sono perfettamente d'accordo con Mereghetti, che ne ha magnificamente sintetizzato le qualità dicendo che si tratta del "film più insolito ed estremo del cinema italiano. [...] Ambientato in una periferia...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Lo zio di Brooklyn (1995)

1 commento
[utile per 3 utenti]


2005-08-01 23:53:49 Opinione di Ramito su "Lo zio di Brooklyn"
Ramito

Debutto col mezzo botto per Ciprì e Maresco. Lavoro che porta in scena le comparse di "Cinico TV", grande e tragico affresco di una Palermo che c'è e non c'è. A volte straziato, forse guarda un po' troppo a se stesso, ma con coraggio

voto al film: Ramito assegna il voto buono a Lo zio di Brooklyn (1995)


2004-11-22 23:28:23 Opinione di bamba su "Lo zio di Brooklyn"
bamba

La città di Palermo come non l'avete mai vista.Insolita,desolata,surreale quasi apocalittica.I registi palermitani ideatori di Cinico Tv(in onda su Blob)mettono in scena un film che non ha nè arte nè parte(lo stesso per i personaggi).

voto al film: bamba assegna il voto buono a Lo zio di Brooklyn (1995)



2004-11-22 14:27:58 Opinione di kotrab su "Lo zio di Brooklyn"
kotrab

Un'umanità rivoltante ma anche esilarante, fil(r)mata da due fantastici registi.8 1/2

voto al film: kotrab assegna il voto buono a Lo zio di Brooklyn (1995)


2003-09-07 01:47:02 Opinione di will kane su "Lo zio di Brooklyn"
will kane

Grassoni che ruttano fieramente,nani vestiti da donna,uomini informi che si berciano con rudezza improperi in siciliano,il tutto con uno sfondo di rara desolazione architettonica.Detto cosi',il primo film di Daniele Cipri' e Franco Maresco puo'sembrare una sozzeria,in realta' "Lo zio di Brooklyn" ha una sua poetica nascosta,la bellissima fotografia in bianco e nero che illumina il panorama ispido,brutale e avvilente del duo di registi siciliani è uno dei punti a favore di un film senz'altro...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Lo zio di Brooklyn (1995)




scrivi la tua opinione su Lo zio di Brooklyn


Voti a Lo zio di Brooklyn


login

hai dimenticato la password?