Opinioni del pubblico su Lo zio di Brooklyn
Con Salvatore Gattuso, Pippo Augusta, Salvatore Schiera, Gaspare Marchione, Francesco Arnao, Antonino Bruno, Rosario Carollo, Pietro Rizzo, Natale Lauria, Luigi Cinà, Bruno Di Benedetto, Salvatore Farina, Umberto Fiorulli, Pietro Giordano, Giovanni Gucciardi
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L'opinione più votata dalla community su Opinioni del pubblico su Lo zio di Brooklyn (1995)
15 ottobre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Lo zio di Brooklyn"
La famiglia Gemelli è formata dal padre Gaetano, tre figli e un nipote che vive su una sedie a rotelle. Il vecchio padre muore e mentre i tre figli ritornano dal funerale vengono avvicinati da due nani che gli intimano di ospitare a casa loro un vecchio padrino italo-americano, lo zio di Brooklyn, un misterioso uomo che non dice una parola. I due mafiosi lo devono nascodere alla vista di don Masino, il capofamiglia della zona con cui sono andati in contrasto e i fratelli Gemelli non possono in alcun modo rifiutarsi di fargli questo favore. Ma la trama è solo un pretesto per...
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30 aprile 2012 Opinione di flash41_99 su "Lo zio di Brooklyn"
In una Palermo desolata e semidistrutta dove lo squallore fa da padrone vive una sola categoria vivente ai limiti del genere umano. Uomini grassi, sporchi, disorientati e tristi in una realtà da purgatorio dantesco.Una famiglia formata da quattro figli(uno dei quali e paraplegico) e il padre Gaetano vivono in una casa poverissima e semidiroccata. Il padre Gaetano, mentre ingurgita cibo in modo, a dir poco, disgustoso, muore. Durante il funerale due boss della mafia locale "i nani"...
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15 ottobre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Lo zio di Brooklyn"
La famiglia Gemelli è formata dal padre Gaetano, tre figli e un nipote che vive su una sedie a rotelle. Il vecchio padre muore e mentre i tre figli ritornano dal funerale vengono avvicinati da due nani che gli intimano di ospitare a casa loro un vecchio padrino italo-americano, lo zio di Brooklyn, un misterioso uomo che non dice una parola. I due mafiosi lo devono nascodere alla vista di don Masino, il capofamiglia della zona con cui sono andati in contrasto e i fratelli Gemelli non...
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13 aprile 2010 Opinione di maldoror su "Lo zio di Brooklyn"
Penso sia un po' superfluo rimarcare più di tanto le considerazioni sulla Palermo postatomica come allegoria del mondo contemporaneo o sull'umanità degradata e desolata messa in scena da Ciprì e Maresco, essendo ormai discorsi più che noti soprattutto a chi ha familiarità col loro cinema. Credo sia interessante invece fare qualche considerazione sulla ricerca formale e più prettamente cinematografica messa...
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25 giugno 2009 Opinione di Marco M su "Lo zio di Brooklyn"
Il Trash in trionfo, un grottesco mare (aperto) di trash, coraggiosamente trash, originalmente trash,scandalosamente trash,inequivocabilmente trash, spudoratamente trash...buttarsi a capofitto nel trash.
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25 ottobre 2008 Opinione di mm40 su "Lo zio di Brooklyn"
Galleria del grottesco e dell'osceno, spesso gratuito e sempre impietoso. Una trama disarticolata e quasi minima lascia spazio ad una serie di freak che si producono in scenette indice del sottosviluppo e della bestialità della vita (siciliana? italiana? moderna? in generale?). Nani, storpi, analfabeti, grassoni, vecchi, coprolalia, dialetto stretto, peti, escrementi: Ciprì e Maresco non si fanno mancare niente; se si riemerge da tanto disgusto senza vomitare, si è probabilmente pronti a...
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20 marzo 2007 Opinione di carlos brigante su "Lo zio di Brooklyn"
Grottesco, surreale, esplicito, visionario. Di sicuro un esempio di opera "border-line" italiana di fine millennio. Se non l'unico, è uno dei pochi casi italiani di cinema fuori dagli schemi e dagli stereotipi a cui si è abituati. Ambientato in una Palermo desolata e deserta (dove si muovono personaggi più simili a freaks), in cui i bambini e le donne non esistono (quelle due che ci sono non sono donne vere e proprie...), il tutto ritratto da una fotografia in bianco e...
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29 gennaio 2007 Opinione di sasso67 su "Lo zio di Brooklyn"
Nella prima scena, un tizio - che poi si scopre essere San Polifemo - si toglie un occhio. Nella seconda, un uomo sodomizza un ciuco. Che dire di un film che comincia così? Forse soltanto che va visto, possibilmente non durante i pasti. Riguardo a "Lo zio di Brooklyn", per una volta, sono perfettamente d'accordo con Mereghetti, che ne ha magnificamente sintetizzato le qualità dicendo che si tratta del "film più insolito ed estremo del cinema italiano. [...] Ambientato in una periferia...
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1 agosto 2005 Opinione di Ramito su "Lo zio di Brooklyn"
Debutto col mezzo botto per Ciprì e Maresco. Lavoro che porta in scena le comparse di "Cinico TV", grande e tragico affresco di una Palermo che c'è e non c'è. A volte straziato, forse guarda un po' troppo a se stesso, ma con coraggio
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22 novembre 2004 Opinione di bamba su "Lo zio di Brooklyn"
La città di Palermo come non l'avete mai vista.Insolita,desolata,surreale quasi apocalittica.I registi palermitani ideatori di Cinico Tv(in onda su Blob)mettono in scena un film che non ha nè arte nè parte(lo stesso per i personaggi).
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22 novembre 2004 Opinione di kotrab su "Lo zio di Brooklyn"
Un'umanità rivoltante ma anche esilarante, fil(r)mata da due fantastici registi.8 1/2
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7 settembre 2003 Opinione di will kane su "Lo zio di Brooklyn"
Grassoni che ruttano fieramente,nani vestiti da donna,uomini informi che si berciano con rudezza improperi in siciliano,il tutto con uno sfondo di rara desolazione architettonica.Detto cosi',il primo film di Daniele Cipri' e Franco Maresco puo'sembrare una sozzeria,in realta' "Lo zio di Brooklyn" ha una sua poetica nascosta,la bellissima fotografia in bianco e nero che illumina il panorama ispido,brutale e avvilente del duo di registi siciliani è uno dei punti a favore di un film senz'altro...
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3 novembre 2002 Opinione di Harlock su "Lo zio di Brooklyn"
La genialità de "Lo Zio Di Brooklyn" risiede inoltre nell'incredibile rigore applicato alla forma filmica: ogni scena è studiata nei minimi dettagli, ogni inquadratura sembra essere la migliore possibile, e in generale si tende a rappresentare le bruttezze nel modo più poetico possibile. Sebbene risulti altamente divertente e grottesca (e pure tanto), e sia farcita di scenette gustosissime, siamo di fronte ad un'opera tristissima e straziante, che osserva il degrado umano e urbano di un...
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