Un uomo senza scampo (1971)
Con Gregory Peck, Tuesday Weld, Estelle Parsons, Ralph Meeker
La trama
Tennessee, profondo sud degli Stati Uniti. Una giovane disinibita, figlia di un contrabbandiere, fa perdere la testa allo sceriffo di uno sperduto paesino di campagna. L'uomo intuisce il pericolo del ridicolo, ma non riesce a fare meno della donna, furba e scaltra, consapevole della propria avvenenza. Buono il ritratto dell'America rurale e, per i patiti del genere country, ci sono ben cinque canzoni di Johnny Cash.
Un Gregory Peck autunnale e una Tuesday Weld all'apice della bellezza. Lento, ma come erano "lenti" i film trent'anni anni fa, cioè "introspettivi", colmi di silenzi, montati come la vita.
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 02/04/2012 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Nel suo Dizionario, Mereghetti parla di film ambientato durante la Grande Crisi: non sono sicuro a quale periodo si riferisca, ma se intendeva la Depressione post 1929 prende un granchio. È pur vero che la famiglia di Alma McCain (Tuesday Weld) fabbrica alcolici di contrabbando, ma non si può certo sostenere che ci si trovi nel periodo conosciuto come il Proibizionismo.
2 aprile 2012 Opinione di sasso67 su "Un uomo senza scampo"
Film crepuscolare e teso, che rotola lungo una china discendente, come il suo protagonista, destinato a cacciarsi sempre più a capofitto in una situazione senza via d'uscita. Mentre il film andava, mi domandavo se quella di Gregory Peck fosse la scelta giusta per il protagonista, ma penso che Frankenheimer abbia azzeccato anche questa mossa, trovando un attore oltre la soglia della maturità, che non è più rassicurante ma problematico. E cerca, inutilmente, di rigare dritto, come continua...
voto al film: 
22 dicembre 2011 Opinione di wang yu su "Un uomo senza scampo"
Stile della narrazione equilibrato e con un certo sentimentalismo, descrive una realtà fatta di ignoranza e miseria morale, e ai personaggi che quella realtà la vivono la subiscono, quasi tutti in cerca di una seconda chance che possa dare la svolta alla propria esistenza.voto 6,5
voto al film: 
9 aprile 2011 Opinione di zombi su "Un uomo senza scampo"
dio che colpo al cuore rivedere questo film dopo..... 30 anni. ammesso che io possa o riesca ancora a ricordarmi cosa facevo, pensavo o eventualmente vedevo a 10 anni. un film infinitamente triste, dove tutto e triste. è triste la rigogliosa e lussureggiante vegetazione. boschi utili solo per nascondere baracche fatiscenti per distillare whisky da contrabbandare. triste l'idea di lasciare che alcune famiglie distillassero le poche bottiglie utili per riuscire a sopravvivere. triste la...
voto al film: 
26 marzo 2008 Opinione di bradipo68 su "Un uomo senza scampo"
Quando si legge che in cabina di regia c'è il prolifico Frankenheimer si pensa ad un film robusto,in cui l'azione regna sovrana magari a scapito dello studio e della psicologia dei vari personaggi.E invece qui non c'è nulla di tutto questo.Qui c'è il ritratto di un uomo,sceriffo di un paesino sperduto, inaridito dalla sua professione e dalla sua vita privata(con moglie succube e figlia che sono ormai ridotti ad un dettaglio nella sua routine quotidiana)che conosce una ragazza giovane che...
voto al film: 
10 luglio 2007 Opinione di teaestefano su "Un uomo senza scampo"
Altro che cinema di genere. Siamo di fronte ad un sofferto ritratto di un uomo sofferente, per nulla scontato o banale. L'ottimo Gregory Peck interpreta un personaggio in stato di grande aridità esistenziale, per il quale la famiglia è ormai solo una noiosa abitudine, e che si trascina stancamente lungo lo scorrere dei giorni, fregandosi poco di quello che gli accade intorno (vedasi la bella scena iniziale). Per questo si lascia avvinghiare dai lacci di una tresca amorosa sbagliata e senza...
voto al film: 
1 luglio 2006 Opinione di emmepi8 su "Un uomo senza scampo"
Non siamo di fronte al grande periodo di Franknheimer, qui è venuto a patti con un cinema di genere ed al servizio di un divo come Peck. Da una scenggiatura di Sargent, che ha fatto anche delle cose buone, ma che qui ha annacquato molto una storia ed un personaggio rendendolo poco credibile. Il personaggio principale vive una crisi di maturità che viene fuori malissimo e con poca convinzione sostenuta da Peck, attore troppo legnoso e poco malleabile, anche se divisticamente valido.
voto al film: 





















