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Opinione di luisasalvi su Deserto rosso





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28/07/2009 voto al film: voto mediocre

Sul film

All’uscita del film lo avevo studiato, forse non abbastanza da dedicargli uno scritto, o forse ne ho scritto ma senza trascrivere dopo a computer; fatto sta che ora (28-07-2009) non ho trovato un mio giudizio dell’epoca da confrontare che le impressioni attuali; mi pare di ricordare che fosse positivo, e ricordavo l’incanto della favola sulla celebre spiaggia rosa dell’isola di Budelli nell’arcipelago della Maddalena, un affascinante “deserto rosso” alternativo a quello soffocante dello squallido ambiente industriale che fa da sfondo al dramma di Giuliana. Ho registrato il film in DVD perché mi sembrava di ricordarlo meritevole, invece è stato noioso e deludente, tanto che pensavo di non scriverne, o almeno di non mandarne l’opinione a film.tv, dove già più volte mi si accusa di volute provocazioni se critico film molto apprezzati da altri. Poi però ho visto che fin da allora, e ancora adesso, il film è stroncato da molti, anche se classificato “capolavoro” da film.tv da altri, spesso travisandone perfino la elementare vicenda e perdendone proprio gli elementi che potrebbero consentire un giudizio positivo: Giuliana, fra pochi, confusi e spesso banali frammenti di dialogo, confessa che l’incidente, che gli altri ritengono causa della sua grave depressione, era stato invece un tentativo di suicidio, sicché la sua depressione è dovuta al tipo di vita e di ambiente e non all’incidente (cosa che sarebbe assai più banale e ancor meno giustificherebbe il giudizio positivo al film); inoltre Giuliana, cercata ambiguamente dall’amico del marito, non “ne diviene l’amante” (che sarebbe un’altra banalità ingiustificata rispetto al tema del film) bensì finisce per accettare, dopo qualche rifiuto, di fare l’amore, senza voglia e senza uscire dalla sua depressione. Il film ha una sua coerenza, forse soprattutto ecologica, ma anche di critica all’ambiente di alta borghesia industriale… ma lo fa astrattamente, in un modo ripetitivo che diventa stucchevole, mai argomentato bensì espresso in immagini molto belle, ma a loro volta compiaciute e ripetitive, che stancano; i personaggi messi a fuoco in secondo piano mentre in primo piano ci sono oggetti banali, angoli di finestre o di reti o qualunque altra cosa, fortemente sfocati, possono avere un forte impatto espressivo all’inizio, ma non quando sono ripetuti a lungo; solo alcune appaiono davvero geniali (come ha acutamente osservato a suo tempo Pasolini) e ci ricordano, troppo saltuariamente, che Antonioni potrebbe essere un grande regista. Perfino le belle immagini solari della spiaggia di Budelli suonano retoriche e convenzionali…


SI

Commenti

  • 28 luglio 2009, 16:57 di jonas

    Ti faccio avere la mia solidarietà preventiva, prima che qualcun altro massacri le tue ragionevoli argomentazioni. Per me Antonioni continua a essere un equivoco critico: ottime intenzioni, pessimo svolgimento. Ciò che mi fa più rabbia è che aveva iniziato bene, con Cronaca di un amore e La signora senza camelie; poi si è perso nei gorghi dell'incomunicabilità, per ritrovarsi (ma in modo parziale e ambiguo) solo a fine anni '60.

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  • 24 luglio 2010, 22:43 di tabula rasa elettrificata

    Sia ringraziato Colui il cui nome non pronunzierò , per aver creato qualche essere umano che la pensa come me ; avevo dubbi su ciò che pensavo d'aver visto , tanto era grande la distanza con la nota di scheda di film.tv , ma ora nei vostri scritti trovo un conforto psicologico :) Ciao a tutti e guardate Bunuel , camperete 100 anni.........o magari meno , ma saranno da ricordare !

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  • 30 settembre 2010, 16:37 di fox1969

    Confermo la tua opinione. Il problema fondamentale di questi film è la lunghezza e la ripetitività che creano noia....magari non a tutti ma ad una buona parte degli spettatori..."medi"...che non se la sentono di concentrarsi per ore cercando di intuire....leggere tra le righe....intravedere....immaginare....in un viaggio lungo e tortuoso. Le caratteristiche interessanti del film sono molte e non sto a ripeterle ma il tutto poteva essere espresso in meno tempo tagliando e modificando sceneggiatura e storyboard. Voglio generalizzare il discorso verso una qualsiasi forma d'arte....ad esempio musicale, pittorica o scritta dove l'ascoltare e il guardare...il leggere...deve essere soprattutto un piacere, quando questo si trasforma in uno sforzo di concepire a tutti i costi il pensiero dell'autore o di altri critici allora qualcosa non va..... Questo è molto comune in campo musicale dove....quando il virtuosismo e la sperimentazione raggiungono alti livelli spesso.....si restringe anche la cerchia di persone che possono seguire e comprendere....

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