Opinione di emmepi8 su Todo modo
Con Gian Maria Volonté, Franco Citti, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
“Todo modo para buscar la voluntad divina”, concetto espresso da Sant’Ingnazio, con questo spunto Sciascia ha preso l’argomento per il suo romanzo a sfondo giallo, che Petri ha rimaneggiato sfruttando un tema espresso da Pasolini sul libro, che lo ha visto come una metafora del partito di potere che è stata la Democrazia Cristiana. Bisogna tenere conto di quello che succedeva in quegli anni, dove la reazione al periodo post sessantottino si manifestò con la venuta del terrorismo, e la Dc era il simbolo della negazione della fantasia al potere, dato che era stata l’emblema dal dopo guerra in poi del potere, un potere gestito fra i diversi rivoli che la componevano, ma che venivano gestiti sempre all’interno di questo grosso amalgama. Un film che punta tutto su questo concetto, liberandosi dello schema più libero che aveva il libro di Sciascia, e consacrando il concetto politico ad un ritmo grottesco anche esasperato e teatrale, con un’ambientazione e scenografia diciamo perfette curate dal grande Dante Ferretti che riesce ad entrare in piena sintonia con il clima voluto dal regista. Il film scegliendo questa impostazione limita moltissimo quello che lo scrittore aveva in mente, e fa delle vere e proprie invettive contro il partito al potere, quasi, assoluto, coinvolgendolo in una necessaria e salutare autodistruzione, portando tutti i vari nodi al pettine che la sinistra fin dagli inizi rinfacciava. Un film faticoso per i concetti espressi e forzatamente adeguati ad un percorso ed un pensiero politico; un estremo della filmografia di Petri, che non riesce a raggiungere i vertici di Un Cittadino al di Sopra di ogni Sospetto, pur nell’ambito della scelta grottesca, ottiene comunque un aderenza interpretativa da parte degli attori molto efficace, pur nell’ambito prima espresso, con una vetta , quasi, inaspettata da parte di Ciccio Ingrassia che veramente stupisce con la sua estrema interpretazione e con la messa a disposizione della sua fisicità che completa il cerchio del personaggio. Vedendo il film, il pensiero va naturalmente ad Aldo Moro ed a quello che successe due anni dopo, se il film fosse stato fatto qualche anno più tardi, con Petri in vita naturalmente, il personaggio sarebbe cambiato? Il film fu ritirato dalla circolazione per i fatti avvenuti, ed oggi non trasmesso da nessuna televisione, non che fu ritrovata bruciata la pellicola originale. Naturalmente non si può dimenticare con questo la lezione di cinema che fin dai suoi primi film Petri ci ha lasciato, e ritenendosi, negli ultimi tempi, una vittima delle scelte che il pubblico ed una produzione, non più determinata a rinnovarsi, aveva fatto; Petri diceva che il cinema scomodo non era più accettato, il cinema a rischio argomenti anche difficili veniva da subito messo da parte, quindi per lui una vera fatica, che anche con l’amore che aveva per il suo lavoro era difficile portare avanti, il regista morì nel 1982 e quindi quello che aveva espresso venne fuori a dismisura, e di fatto il cinema italiano ancora oggi ne sta subendo le conseguenze.
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