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Nashville (1975)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Nashville: presente
Ritmo ritmo in Nashville: forte
Impegno impegno in Nashville: forte
Tensione tensione in Nashville: forte
Erotismo erotismo in Nashville: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Nashville

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Nashville (voti: 51 media: 3,96) 51

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locandina di Nashville

27/11/2010

Sequenze. I'm easy.

A Nashville il tempo si è fermato. Se è in attesa che il paese recuperi lo smalto dei tempi migliori, che si rimarginino le ferite che lo hanno segnato e che ritorni forte come...

di Peppe Comune

La trama

Un affresco polifonico e "aperto" dell'America degli anni '70.

Per cinque giorni la città di Nashville diventa il centro attorno al quale gravita una serie di storie intrecciate fra loro. Sullo sfondo un raduno di musicisti pop e country, organizzato per sostenere la campagna elettorale di un candidato ambiguo e populista. Alla fine una delle cantanti morirà sul palco, nell'indifferenza generale.  

Una delle opere fondamentali per comprendere l'America (e il cinema) della "restaurazione" post-'68. Nessuno come Altman ha saputo tradurre in forma cinematografica - il montaggio, il sonoro, la messa in scena - il senso di totale spaesamento e di "perdita di centro" che pervadeva la società di quegli anni.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 08/10/2010 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto ottimo

Un festival di musica country fa convogliare a Nashville un nutrino numero di musicisti, volti noti come i popolarissimi Barbara Jean (Ronee Blakley) e Haven Hamilton (Henry Gibson), i fascinosi Tom Frank ( Keith Carradine) e Connie White (Karen Black) e altri in cerca di un trampolino di lancio e di un pò di visibilità. Per cinque giorni, la capitale del Tennessee diventa il centro attorno al quale ruotono le esperienze di vita di diverse persone. Sullo sfondo c'è la preparazione della campagna elettorale per le presidenziali e il candidato repubblicano Hal Philip Walker (che non viene mai mostrato) squinzaglia i suoi galoppini per usare strumentalmente la kermesse musicale per le proprie finalità propagandistiche e sceglie il sud come punto focale della sua ascesa politica perchè questa è la parte del paese più ricettiva ai proclami repubblicani. Così, mentre la città si popola di persone e si alternano le esibizioni canore, un furgoncino si aggira con tanto di megafono per perorare il programma "ultrapopulista" del candidato repubblicano alla Casa Bianca. "Nashville" è un capolavoro che riesce nel miracolo di far trasparire la confusione esistenziale di un'intera generazione attraverso l'apparente casualità con cui le persone e i fatti rappresentati si incontrano tra di loro. Robert Altman armonizza con raffinata maestria un mosaico multiforme di personaggi e situazioni si da far emergere uno dei quadri più lucidi e veritieri sull'America degli anni settanta che il cinema (e non solo) ci abbia mai proposto. A Nashville si intrecciano cinismo, ambizione, disincanto, demagogia, ipocrisia, nevrosi, crisi esistenziali, regole dello show business, e il tutto fa il cuore pulsante di un paese alle prese da una profonda crisi identitaria, ancora claudicante per i fatti di Dallas e sconvolto dallo scandalo del Watergate e la guerra in Vietnam. Un paese che si scopre uguale agli altri, con gli stessi drammi e le stesse debolezze strutturali. Ecco, la maestria di Altman sta nel fatto che la sensazione di spaesamento di un intero popolo, l'agonia del "sogno americano", si percepiscono tra le pieghe di esperienze umane che sembrano rimaste sospese in una sorta di limbo atemporale, incerte su cosa sia più giusto fare, strette tra un passato recente pregno di speranze e un presente votato all'incertezza. Una condizione che genera più tensioni sociali di quanta riesca a produrne la loro perdita di coordinate. Ed è sullo sfondo di questo stato di tensione latente che Altman ci prepara un finale di desolante amarezza. Al concerto di musica country organizzato per favorire la vittoria elettorale di Hal Philip Walker si consacra, tanto il collante forte tra due simboli della "vecchia America", portatori della più genuina anima conservatrice, quella che starebbe per essere spazzata via dai nuovi suoni che giungono da Woodstock emblema di una nuova generazione in rivolta, quanto il punto di maggior cesura tra due "epoche"che non sanno più armonizzare pacificamente le rispettive esigenze. Nello scenario fasullo del "Partenone" di Nashville, tra la folla giubilante, spunta una pistola che colpisce mortalmente Barbara Jean. La storia si ripete di nuovo acuendo il grado di degenerazione sociale. Emblematiche le parole di Haven Hamilton ("State calmi, qui non siamo a Dallas, siamo a Nashville. Fate vedere di che pasta siamo fatti, non possono fare così qui. Coraggio, cantate ! Cantate tutti") che regolarizzano la continuazione di una farsa. La morte non può e non deve fermare lo spettacolo. Il microfono viene preso da Albuquerque (Barbara Harris) che intona "You may say that i ain't free, but it don't worry me" (Puoi pensare che io non sia libera, ma non me ne importa). Il coro e il pubblico iniziano a seguirla in un clima di agghiacciante indifferenza per il sangue che è stato appena versato. E' un inno alla vecchia America probabilmente, per esorcizzare la fine dell'illusione di vivere nel migliore dei mondi possibili. Il film venne candidato a quattro premi Oscar (miglior film, regia, attrice non protagonista per Lily Tomlin e Ronee Blakley) vincendo solo quello per la miglior canzone, la bellissima "I'm Easy" cantata da Keith Carradine che divene un pò la colonna sonora di quegl'anni. Un capolavoro di dissacrante lucidità.
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SI

Opinioni su Nashville


21 agosto 2011 Opinione di luisasalvi su "Nashville"
luisasalvi

Continuo a cercare di distinguere nel film ciò che è storicamente fondato (sia pure, ovviamente, rielaborato e reinventato dal regista, come è inevitabilmente anche in un documentario e come vuole essere qualunque ricostruzione di Altman e di ogni vero regista) da ciò che è totalmente inventato. Non ho trovato recensioni che ne diano notizia; molte presentano tutto come autentico e quasi fedelmente documentato, a parte il montaggio dei pezzi; e certamente...

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a Nashville (1975)


21 ottobre 2010 Opinione di Auguste su "Nashville"
Auguste

Nashville: che capolavoro! Questa opera d'arte di Altman è interessantissima perché descrive l'America in tutti i suoi aspetti, nei suoi falsi miti, nelle sue ipocrisie, nella sua logica del più forte(logica capitalista estremizzata), nelle sue aspettative. E' un Paese reduce di un conflitto che ha generato enormi polemiche e controversie circa la sua utilità; non dimentichiamoci che correva il '75, proprio quando il conflitto del Vietnam si risolse con un nulla...

voto al film: Auguste assegna il voto ottimo a Nashville (1975)

2 commenti
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21 ottobre 2010 Opinione di Auguste su "Nashville"
Auguste

Nashville: che capolavoro! Questa opera d'arte di Altman è interessantissima perché descrive l'America in tutti i suoi aspetti, nei suoi falsi miti, nelle sue ipocrisie, nella sua logica del più forte(logica capitalista estremizzata), nelle sue aspettative. E' un Paese reduce di un conflitto che ha generato enormi polemiche e controversie circa la sua utilità; non dimentichiamoci che correva il '75, proprio quando il conflitto del Vietnam si risolse con un nulla...

voto al film: Auguste assegna il voto ottimo a Nashville (1975)

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8 ottobre 2010 Opinione di Peppe Comune su "Nashville"
Peppe Comune

Un festival di musica country fa convogliare a Nashville un nutrino numero di musicisti, volti noti come i popolarissimi Barbara Jean (Ronee Blakley) e Haven Hamilton (Henry Gibson), i fascinosi Tom Frank ( Keith Carradine) e Connie White (Karen Black) e altri in cerca di un trampolino di lancio e di un pò di visibilità. Per cinque giorni, la capitale del Tennessee diventa il centro attorno al quale ruotono le esperienze di vita di diverse persone. Sullo sfondo c'è la...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto ottimo a Nashville (1975)

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11 settembre 2009 Opinione di steno79 su "Nashville"
steno79

VOTO 10/10  Nashville è la capitale della musica country, la città dove si incrociano le vite di diversi personaggi, tutti legati dall'occasione di un festival musicale country che coincide con una campagna presidenziale. Ogni personaggio ci fornisce una chiave di lettura differente su un'America disorientata e bisognosa di nuove certezze dopo il disastro del Vietnam e lo scandalo Watergate che obbligò a dimettersi il presidente Nixon. Nella brillante sceneggiatura di Joan Tewkesbury si...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a Nashville (1975)

2 commenti
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30 agosto 2009 Opinione di fornarolo su "Nashville"
fornarolo

Lo ritengo uno dei capolavori del cinema americano anni 70 e forse il film più importante di Altman, che usando una tecnica semidocumentaristica e un approccio apparentemente neutro fa emergere la tragedia collettiva di un paese disperato e disorientato

voto al film: fornarolo assegna il voto ottimo a Nashville (1975)



11 luglio 2009 Opinione di mm40 su "Nashville"
mm40

L'atmosfera indifferente in cui si consuma l'omicidio - in pubblico e a sangue freddo - della cantante nel finale del film è un po' il riassunto della tesi dell'opera intera. Il malessere di un'America arrivista e qualunquista (come il candidato al cui comizio avviene l'assassinio) è delineato attraverso i ritratti di numerosi personaggi, positivi o negativi che siano, uomini, donne, più o meno giovani, famosi o persone comuni. La moglie che non sa resistere al richiamo...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a Nashville (1975)


6 novembre 2008 Opinione di jonas su "Nashville"
jonas

Comincia con una canzone che dice “dobbiamo avere qualcosa di buono per essere durati 200 anni”, finisce con un’altra canzone che dice “non me ne importa nulla”. Nel mezzo, tutte le contraddizioni dell’America post-Vietnam e post-Watergate (entrambi citati, ma incidentalmente, perché devono servire solo come sfondo), in un informe caleidoscopio dove la struttura corale tipicamente altmaniana trova la sua massima espressione. E al termine, un...

voto al film: jonas assegna il voto ottimo a Nashville (1975)



4 ottobre 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Nashville"
Mathiasparrow

Cosa significa essere impermeabili al mondo circostante? E’ quando attorno a noi accade di tutto ma ognuno prosegue per la propria strada senza mai voltare lo sguardo, a testa bassa, per scelta. Una richiesta di solidarietà, aiuto o anche solo compagnia cadrebbe nel vuoto più assoluto. Questa è Nashville, dice Altman. Il regista fa della cinepresa la sua bacchetta magica: ogni cosa che tocca si apre, svelandosi come per magia, rivelando quanto sia unica ma allo stesso tempo invisibile...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a Nashville (1975)


30 agosto 2008 Opinione di emmepi8 su "Nashville"
emmepi8

Il grande film corale che fece prendere il volo definitivo al regista per quest tipologia cinematografia, che solo pochissimi riesconoa amneggairea lla perfezione. Un film coraggioso che da un pugno forte nello stomaco della società america dell'epoca, ma che rivisto anche oggi rimane benissimo nell'attualità. Ebbe diverse candidature, ma vinse solo per la canzone simbolo del film I'm Easy cantata da Keith Carradine, che poi divetò uno dei suoia ttorim preferiti. Una fotografia piina...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Nashville (1975)




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