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Lo sgarbo (1975)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Lo sgarbo: assente
Ritmo ritmo in Lo sgarbo: minimo
Impegno impegno in Lo sgarbo: assente
Tensione tensione in Lo sgarbo: minimo
Erotismo erotismo in Lo sgarbo: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a Lo sgarbo

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a Lo sgarbo (voti: 2 media: 1,50) 2

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La trama

Un pesce piccolo si mette contro la mafia.

Il picciotto Salvatore, di ritorno dagli Stati Uniti, dove ha avuto qualche problema con Cosa Nostra, viene rimandato in Sicilia. Viene affidato alla tutela di don Mimì, boss della mafia palermitana. Nonostante il suo handicapp, è costretto su una carrozzella, don Mimì si è fatto un'amante. Si tratta di Marina, un'orfana che il boss ha adottato in tenera età. Il grave sgarbo di Salvatore è che gli mette gli occhi addosso provocando le ire di don Mimì. Braccato dagli uomini del padrino è costretto a fuggire a Londra dove diventa il capo del racket della prostituzione.  

Pellicola di serie B con un attore italoamericano che aveva avuto una piccola parte nel "Padrino" di Coppola.

L'opinione più votata

Di mm40 scritta il 27/10/2010 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto pessimo

La mafia porcellona: chi l'avrebbe mai potuto immaginare? Esiste un risvolto maialone anche per Cosa nostra, e serviva proprio Marino Girolami (che qui si camuffa con lo pseudonimo di Franco Martinelli) per sviscerarlo. Così tante tette - e così tanto grosse e morbide e burrose e gloriose e invoglianti e rotondeggianti e... eccetera - non si vedono nemmeno in un film della serie delle Dottoresse, delle Liceali o delle Ripetenti: un vero tripudio di mammelle e più in generale di corpi femminili costantemente intenti nella fornicazione. A parte ciò - ed è difficile considerare la pellicola prescindendone - quella de Lo sgarbo vorrebbe essere una rilettura in chiave 'proto-poliziottesca' del Padrino, una sorta di prosieguo delle avventure dei Corleone virata però al ritmo, all'azione, al sesso. Inutile dire che le intenzioni sono molto lontane dal risultato; rimane, di affine al Padrino, solo la musichetta (chiamarla colonna sonora è eccessivo) che ricalca pesantemente il celeberrimo tema di Fortunella scritto da Nino Rota (qui la colonna sonora è di Vasili Kojucharov) e, a quanto pare, la partecipazione, in veste di attori, di due doppiatori della versione italiana del film di Coppola: Guido Celano ed Arturo Dominici. Insomma: una parentela di trecentesimo grado. Scritto dagli autori di serie B Luigi Russo ed Antonio Margheriti, Lo sgarbo è un prodottuccio misero, non orribile, ma che semplicemente non riesce ad andare oltre alla mediocrità con cui è stato realizzato. 3/10.
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SI

Opinioni su Lo sgarbo


27 ottobre 2010 Opinione di mm40 su "Lo sgarbo"
mm40

La mafia porcellona: chi l'avrebbe mai potuto immaginare? Esiste un risvolto maialone anche per Cosa nostra, e serviva proprio Marino Girolami (che qui si camuffa con lo pseudonimo di Franco Martinelli) per sviscerarlo. Così tante tette - e così tanto grosse e morbide e burrose e gloriose e invoglianti e rotondeggianti e... eccetera - non si vedono nemmeno in un film della serie delle Dottoresse, delle Liceali o delle Ripetenti: un vero tripudio di mammelle e più in...

voto al film: mm40 assegna il voto pessimo a Lo sgarbo (1975)

2 commenti
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30 giugno 2002 Opinione di CRISPINO su "Lo sgarbo"
CRISPINO

Marino Girolami sotto il consueto nome di Franco Martinelli dirige confusamente una pellicola che non riesce mai a destare interesse. Ambientato tra America e Sicilia in un miscuglio di droga, mafia e sesso ha come protagonista un attore italo-americano che aveva avuto una piccola parte ne "Il Padrino".

voto al film: CRISPINO assegna il voto mediocre a Lo sgarbo (1975)




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