Le verità nascoste - La recensione di FilmTv
Con Harrison Ford, Michelle Pfeiffer, Diana Scarwid, James Remar, Miranda Otto
La recensione di FilmTv
Un bel thriller dove aleggia il fantasma di Hitchcock. Una casa sul lago, un matrimonio all’apparenza felice, strane presenze e la tensione che sale lentamente, sino a sfociare in un finale da brivido
I fantasmi di Alfred Hitchcock e di Bernard Herrmann fanno capo ovunque, durante i 130 minuti di “Le verità nascoste”: Zemeckis cita a man bassa, partendo da “La finestra sul cortile” e arrivando a “Rebecca”; Alan Silvestri dissemina stacchi orchestrali che colpiscono sotto la cintura. Tutto già visto, ma il film funziona magnificamente: fa una paura maledetta, e ti costringe a sobbalzare lungo tutti i perigliosi tornanti della sceneggiatura. Sarebbe criminale svelare la trama. Limitiamoci a dire che Harrison Ford e Michelle Pfeiffer sono felicemente (?) sposati e abitano in una villa sul lago decisamente troppo isolata. Mentre lui lavora su esperimenti genetici, lei sta a casa e sente strane presenze. Il primo sospetto è che il vicino abbia ammazzato la moglie: lo spia col binocolo e ben presto la pista si rivela falsa. Ciò non toglie che in casa c’è “qualcuno” o qualcosa: porte che non si chiudono bene, quadri che cascano senza che nessuno li tocchi e quello strano fumo che esce dalla vasca da bagno… Non siamo nemmeno a metà film e ci fermiamo qui. La prima parte è la più insinuante, nel finale si sfocia in un thriller più risaputo. Hitchcock a parte, Zemeckis dimostra di aver letto e digerito “Giro di vite” di Henry James: il modo suadente in cui rende stregata la casa è magistrale. Almeno per 100 minuti “Le verità nascoste” è puro gotico americano, a conferma che l’italo-lituano Zemeckis conosce bene i fantasmi del suo grande paese.
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