La fontana della vergine (1960)
Con Max Von Sydow, Birgitta Petterson, Axel Düberg, Tor Isedal
La trama
Un delitto, la vendetta, il miracolo: itinerario bergmaniano fra ragione e passione.
Nella Svezia medievale, oscura e barbarica, una giovane viene stuprata e assassinata da tre pastori che poi, per sfuggire alla cattura, si rifugiano proprio dai genitori della ragazza. E quando costoro, smascherati i visitatori, fanno giustizia, una fontana inizia miracolosamente a zampillare presso il cadavere della vittima.
Silenzioso, essenziale, connotato da uno studio sulle scenografie e sui volti dei personaggi capace di tradurre con una potenza visiva inaudita le istanze etiche, religiose e culturali del testo (tratto da una leggenda del XIV secolo). Uno dei Bergman maggiori, spietato ma al contempo aperto a uno spiraglio di speranza.
L'opinione più votata
Di cantautoredelnulla scritta il 05/06/2011 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Il film comunica la storia attraverso tutti i mezzi a sua disposizione. Mi vengono in mente per esempio le mani: all'inizio quelle di Inger aggrappate alla pertica che tiene aperto un lucernaio sul tetto da dove viene eliminato il fumo del fuoco, mentre lei implora il dio pagano Odino affinché ascolti le sue parole; alla fine le mani di Tore, che lui ha guardato in precedenza con orrore e tremanti dopo il massacro degli assassini della figlia, che innalza al cielo con un gesto sacro per invocare il perdono di Dio promettendo di costruire una chiesa con la calce e i mattoni nel punto in cui la figlia innocente è stata massacrata. E poi, sempre seguendo questo tipo di percorso, ci sono le mani di Karin, unite in preghiera, illuminate da una fotografia che oscura gli aguzzini al suo fianco, comunicandoci insieme alle mani degli assassini stessi che sfiorano con cupidigia ma non toccano il corpo della vergine il sacrificio che presto le sarà richiesto.
Ci sono poi molti simboli che richiamano la cristianità e il paganesimo: il fuoco degli inferi e quello che invoca il dio pagano; il rospo che annuncia un cattivo presagio; tutti gli amuleti dell'anziano pastore che vive alle porte del bosco; la flagellazione del padre per prepararsi alla vendetta; la croce affissa sulla facciata della casa. Non è un caso, il film si trova ambientato esattamente nel periodo a cavallo tra il paganesimo e l'avvento del cristianesimo, le persone si convertono, ma non dimenticano vecchie abitudini e tradizioni, la superstizione regna ancora sovrana.
Altro aspetto bellissimo del film, il confronto tra marito e moglie: lei che si rimprovera di essere stata gelosa del bene che la figlia ha voluto al marito; lui che le fa notare quanto lei sia più indulgente (su questa parola mi sono soffermato: è bellissima, potente, ma nel cinema contemporaneo quale autore avrebbe il coraggio di usarla, di darle tanta forza e passione?) mentre lei, d'altro canto, rimprovera a lui di essere troppo severo. Incredibile immaginare che in un'epoca tanto distante dalla nostra i dubbi dell'uomo siano stati sempre gli stessi.
Infine c'è il finale in cui Tore chiede a Dio dov'è, come può avere permesso il massacro di un'innocente, se si rende conto delle conseguenze che quell'omicidio ha portato. E curioso è che proprio in questo film, che anticipa la trilogia del Silenzio di Dio, Bergman decide di far parlare Dio, il quale risponde all'implorazione di Tore donando una sacra fontana la dove la figlia uccisa poggiava la testa. Un dettaglio di poco conto che Bergman stesso cercherà di emarginare; però resta un simbolo forte, l'acqua è per tutte le religioni simbolo di purezza, di nascita e Tore vede rinascere in quel momento una nuova vita davanti a sé. Il dolore si è trasformato in energia costruttiva, una lezione importante che dona questo cinema all'uomo di tutti i tempi.
7 aprile 2012 Opinione di emmepi8 su "La fontana della vergine"
Siamo nel discorso di Dio, che precede di pochissimo quello che sarà la trilogia de Il Silenzio di Dio; Bergman si rifà ad un antica leggenda scandinava e la sfrutta in maniera adeguata e la racconta mettendo in gioco un discorso fra profano, religioso e pagano, portando poi ad una conclusione a cui questi vari rivoli sfociano. Si inizia con la proposta del personaggio di Inger che è una figura che si rivolge ad un mondo pagano, che prega con sfida di vendetta, verso un mondo che la...
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28 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "La fontana della vergine"
Tutto vero, l'ultima casa a sinistra di Wes Craven ed il discreto remake del 2009 sono ispirati da questa splendida pellicola di Bergman. Ma l'ispirazione è solo nell'idea di fondo, solo nel tema degli stupratori che finiscono ospiti della famiglia della vittima. Solo lì, perché Bergman costruisce un capolavoro di spiritualità mentre Craven e Iliadis provano a costruire un thriller dai risvolti sadici. Non che qui manchi la tensione ma semplicemente non è quella che decide delle sorti...
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5 giugno 2011 Opinione di cantautoredelnulla su "La fontana della vergine"
Un film essenziale, dove il bianco e nero, la regia e la recitazione sono i tratti dominanti della poetica di Bergman. Il film comunica la storia attraverso tutti i mezzi a sua disposizione. Mi vengono in mente per esempio le mani: all'inizio quelle di Inger aggrappate alla pertica che tiene aperto un lucernaio sul tetto da dove viene eliminato il fumo del fuoco, mentre lei implora il dio pagano Odino affinché ascolti le sue parole; alla fine le mani di Tore, che lui ha guardato in...
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13 maggio 2010 Opinione di OGM su "La fontana della vergine"
Nel cinema nordico, la donna è un segnavia del percorso del male; la sua bellezza è il fragile specchio in cui si riflette la brutalità del mondo, infrangendolo, graffiandolo, rendendolo opaco. La sua malattia si chiama verità nascosta, che è stregoneria occulta, peccato inconfessabile, trauma rimosso, e rimane rapacemente aggrappata alla sua anima, dentro cui scatena incubi e sortilegi. Nell'universo femminile di Bergman, alchimia e psicanalisi si...
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10 giugno 2009 Opinione di mm40 su "La fontana della vergine"
Il miracolo entra a far parte dell'immaginario (mitologia?) bergmaniano. La fontana della vergine è la prova dell'esistenza divina, ma non ci si illuda: è solo un fuoco di paglia, il glaciale misantropo pessimista che vive nel regista porterà a termine negli anni immediatamente seguenti la sofisticata ed angosciante trilogia del silenzio di Dio (Come in uno specchio, Il silenzio, Luci d'inverno). Eppure qui il perdono divino esiste, quindi con esso l'entità suprema; il segnale finale è...
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18 settembre 2008 Opinione di steno79 su "La fontana della vergine"
Ispirata a una ballata medievale svedese, è un'amara parabola sulla violenza e il conseguente bisogno di vendetta che si conclude con un intervento diretto di Dio attraverso un miracolo, che segna uno dei momenti di massimo avvicinamento alla fede da parte del laico Bergman. Teso, livido, spoglio, di ammirevole densità espressiva e, a tratti, di notevole forza visiva (soprattutto nelle sequenze ambientate nella foresta). Sconvolgenti ma estremamente ben realizzate le...
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29 maggio 2008 Opinione di SaintlySinner su "La fontana della vergine"
Bellissimo film di Bergman,dove si contrappone la fede al peccato (vendetta).Spietato e crudo.Le scene di violenza e vendetta furono allora censurate.
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22 marzo 2008 Opinione di hupp2000 su "La fontana della vergine"
Voto 9. Uno dei film più “freddi” di Bergman. Ambiente povero, contadino, nordico, in cui si consuma la tragedia di una ragazza violentata e uccisa da tre fratelli pastori. Segue la vendetta del padre della vittima, che a sua volta uccide i tre. Storia tetra, ma ottimamente descritta. Si ha letteralmente “freddo” dall’inizio alla fine. Il tutto è accompagnato e pervaso dalla religiosità contadina, con i suoi riti, la sicurezza e i punti di riferimento che offre. (Appunto scritto...
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14 febbraio 2008 Opinione di willywonka14 su "La fontana della vergine"
Uno dei film più belli che io abbia mai visto. Il connubio tra fede e vendetta è di una bellezza rara anzi direi unica. Questa pellicola lascia senza parole, è di un'onestà e di una purezza rarissime.
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30 agosto 2006 Opinione di GREENY su "La fontana della vergine"
BERGMAN INDUBBIAMENTE!...CON LA SUA 'EPICITA' ',LA SUA SINCERA 'FILIGRANA' PROFONDAMENTE RELIGIOSA,IL SUO SENSO DI SPERANZA...ENCOMIABILE!
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