Gostanza da Libbiano (2001)
Con Lucia Poli, Valentino Davanzati, Renzo Cerrato, Paolo Spaziani
La trama
Il processo a una presunta strega.
Siamo a San Miniato nei pressi di Pisa, l'anno è il 1594. Si sta istruendo un processo contro Gostanza da Libbiano, una presunta strega. Il potere ecclesiastico ha il volto di due inquisitori all'antica che vorrebbero mandare la donna sul rogo e di un terzo inquisitore sottile e moderno, padre Costacciaro, che sei anni dopo processerà Giordano Bruno e che vuole invece negare alla donna ogni identità, soprattutto quella, pericolosa di strega, indice di femminilità eversiva, sessualmente provocatoria.
Volete fare una deviazione dalle parti del cinema allo stato puro, pensato inquadratura per inquadratura, messo in scena con la consapevolezza e il gusto per la bellezza e la passione? "Gostanza da Libbiano", ultimo atto di una trilogia sul potere che comprende "Il bacio di Giuda"e "Confortorio" quarto lungometraggio di Paolo Benvenuti, Gran Premio Speciale della Giuria a Locarno, è quel che ci vuole. Una battaglia tra libertà e paura, cento inquadrature lavorate una per una, un film altro dal cinema consueto, una donna strega che confessa e ti tramortisce, un viaggio nella stregoneria che è una discesa dentro noi stessi. Lucia Poli straordinaria. E un Benvenuti che non sfigura nel confronto con un grande, il Dreyer di "Dies Irae", del cinema stregonesco, con o senza rogo.
La recensione di FilmTv
Di Bruno Fornara - FilmTV n. 10/2001
L'opinione più votata
Di yume scritta il 01/08/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Il reverendo magistro padre Mario Porcacchi da Castiglione, inquisitore vicario del Sant’Uffizio in San Miniato e una bambina entrano frettolosi nello spazio in controluce della campagna toscana, un’alta torre liscia, squadrata e senza merli indica il cielo a chi vuol guardarlo, brume lattiginose sfumano nell’alba imminente.
Lucciola lucciola vieni da me
ti darò il pan del re
il pan del re e della regina
lucciola lucciola vieni vicina
La bambina canticchia e saltella intorno al pozzo della corte, il reverendo messer Tommaso Roffia, vicario foraneo del reverendissimo monsignor vescovo di Lucca nella terra di San Miniato, la guarda severo dalla finestra dell’avìto palazzo della curia vescovile.
Ha in mano una bacchetta, tra poco entrerà dietro il suo scranno e dirigerà la fase istruttoria del processo alla strega di San Miniato, monna Gostanza da Libbiano, accusata di pratiche magiche e mercimonio col diavolo.
Ser Vicenzo Viviani, notaro pubblico fiorentino, registra tutto con bella grafia e penna d’oca intinta con gesto sicuro nel calamaio, nel 1989 Franco Cardini ricostruisce con precisione documetaria la vicenda (Franco Cardini, Gostanza, la strega di San Miniato: Processo a una guaritrice nella Toscana medicea” Bari, Laterza, 1989) e nel 2001 Paolo Benvenuti e gli Arsenali Medicei filmano quel che successe 407 anni prima in quelle amene contrade.
“Nel 1594 nel castello di Lari, vicino a Pisa, due donne e due uomini, di fronte a un notaio e al vicario del vescovo di Lucca, accusano Gostanza da Libbiano di aver provocato la morte di alcuni bambini per mezzo di pratiche stregoniche; Gostanza, interrogata al processo che si svolse a San Miniato, ammette di aver usato alcuni unguenti e di aver posto sulle partorienti una candela in segno di buon augurio, ma nega di aver causato la morte dei neonati…” [1]
Un rintocco di campana per ogni titolo di testa, quindi si apre il processo, tutto è bianco oppure nero, inchiostro, pece o notte senza luna, bianca la mano di Gostanza che giura, nero il Vangelo che il Vicario le porge, bianchi i capelli, la pelle del viso, la benda che le incornicia le guance, nero il suo corpo nudo appeso alla fune sullo sfondo chiaro della finestra, che urla ascendetemi, ascendetemi quando lo strazio la vince.
Parlerà e dirà ai torturatori di visioni stupende nella “Città del Diavolo”, oro e meraviglie ovunque…
Vedeste! Un palazzo tutto parato d’oro, ci si dava al buon tempo e si godeva, si chiama il paese del gran diavolo nella sua città, che di qua non ce n’è di quelle città, più bella di Firenze, belle mura parate, bei palazzi e cornici fiorite…chi v’andava una volta vi sarebbe tornato sempre…
e lui, il Diavolo, bellissimo, una guardatura fiera, e stava seduto su una sedia d’oro, che là ogni cosa è d’oro e ognuno che giungeva gli faceva riverenza con un bell’inchino…
Vi facevano giurare sul Libro? ESPANDI +
1 agosto 2011 Opinione di yume su "Gostanza da Libbiano"
San Miniato al Tedesco nel Granducato di Toscana, Novembre 1594. Il reverendo magistro padre Mario Porcacchi da Castiglione, inquisitore vicario del Sant’Uffizio in San Miniato e una bambina entrano frettolosi nello spazio in controluce della campagna toscana, un’alta torre liscia, squadrata e senza merli indica il cielo a chi vuol guardarlo, brume lattiginose sfumano nell’alba imminente. Lucciola lucciola vieni da me ti darò il pan del re il pan del...
voto al film: 
14 settembre 2010 Opinione di mm40 su "Gostanza da Libbiano"
E' difficile valutare il reale peso di un'opera, quando nella sua costituzione la forma prevale ampiamente sulla sostanza. Certo, questo film è arte: il 90% del cinema italiano (diciamo pure mondiale) suo contemporaneo non può vantare un simile approccio purista all'immagine, nè ambizioni tanto alte e per di più raggiunte. E che Benvenuti non fosse affatto l'ultimo arrivato si sapeva (Wikipedia lo indica come proveniente dalla pittura: ed è un'indicazione...
voto al film: 
13 ottobre 2009 Opinione di Peppe Comune su "Gostanza da Libbiano"
Il film narra del processo istituito contro Gostanza da Libbiano accusata di essere una strega. E' una storia vera che Benvenuti riprende con il suo solito rigore storiografico. E' un film di lunghi primi piani in cui svetta una grande Lucia Poli nei panni di monna Gostanza. E' un film girato in un bianco e nero tanto forte da accecare. E' un film di dialoghi in cui l'intreccio tra il disquisire aulico degli inquisitori è il parlare del volgo dell'imputata ne accresce...
voto al film: 
30 giugno 2008 Opinione di sasso67 su "Gostanza da Libbiano"
Basato su documenti autentici, "Gostanza da Libbiano" è il miglior film del pisano Benvenuti, sia per i contenuti che per tecnica puramente cinematografica. Dal punto di vista concettuale il film sarebbe piaciuto, con ogni probabilità, al Verri e al Beccaria, nonché al Manzoni della "Colonna infame". La condanna dell'uso della tortura, finalizzato ad estorcere delle confessioni dagli accusati, è infatti più che esplicita. Benvenuti ci fa vedere, inoltre, che all'interno della Chiesa vi...
voto al film: 
21 settembre 2007 Opinione di slim spaccabecco su "Gostanza da Libbiano"
Un processo storico. La collocazione potrebbe essere da "Fuori orario". Direi difficile da seguire, perchè girato in una stanza e praticamente un lungo dialogo tra tre-quattro persone. Da apprezzare l'impegno e la fotografia. Consigliabile però solo per gli amanti del cinema; gli altri se ne stuferebbero dopo pochi attimi.
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20 novembre 2006 Opinione di jeffwine su "Gostanza da Libbiano"
Bellissimo, intenso, profondo, sia nelle inquadrature che nella recitazione (bravissima Lucia Poli). Un film che dovrebbe essere proiettato nelle scuole, soprattutto di questi tempi, per capire e vedere cosa era l'inquisizione. Voto 9.
voto al film: 
5 novembre 2003 Opinione di diego su "Gostanza da Libbiano"
perfetto nella regia, nella recitazione, Gostanza da Libbiano è un film come se ne vedono (di questi tempi)pochi, di una bellezza notevole e con una dura e coraggiosa critica all'istituzione ecclesiastica che, amaramente, ci rivela impotenti davanti a lei, senza più neppure le libertà di giudicare le nostre stesse gesta.
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