Fuoco fatuo (1963)
Con Maurice Ronet, Jeanne Moreau, Lena Skerla, Yvonne Clech
La trama
Gli ultimi giorni di un uomo sull'orlo dell'abisso.
Ad Alain, intossicato dall'alcol e stanco della propria esistenza, restano solo due giorni di vita. Gli incontri con gli amici gli danno l'esatta sensazione dell'assoluta estraneità tra se stesso e il resto del mondo. Esasperato, Alain si rifugia dall'amico Dubourg, che gli consiglia di trovare qualcuno in grado di comprendere il suo dramma. L'incontro con Jeanne gli conferma la sua impossibilità di vivere, e neanche Solange riesce a placare la sua angoscia. A questo punto ad Alain rimane una sola e disperata soluzione.
Malle trae da un romanzo di Pierre Drieu la Rochelle uno dei suoi film migliori. Grande prova (e strepitoso monologo) di Maurice Ronet.
L'opinione più votata
Di steno79 scritta il 24/01/2012 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Data la particolare gravità delle tematiche affrontate, il film non fu un successo di pubblico all'epoca della sua uscita e anche in seguito non è rimasto fra le pellicole più celebri di Malle: qui il regista non ha voluto provocare lo spettatore come lo fece in film quali Les Amants, Pretty baby o Il danno, ma si è messo completamente al servizio del testo di Drieu La Rochelle, spostando l'ambientazione dagli anni Trenta agli anni Sessanta (anche se, a dire il vero, il protagonista talvolta si esprime in una maniera da intellettuale tormentato che sembra più consona agli anni Trenta, ma si tratta di un difetto poco rilevante nell'economia generale dell'opera). Ammirevoli molti episodi come l'incontro con Lydia, un'amica della moglie con con cui Alain ha un fugace rapporto amoroso, oppure l'incontro con monsieur Dubourg, l'ex compagno di bagordi ormai imborghesito che non gli appare più la stessa persona di una volta. Pur con alcune ricercate rotture di tono nel ritmo narrativo, resta però un'opera dall'andamento classico e non ascrivibile alla sperimentazione tipica del movimento della Nouvelle Vague, a cui Malle non volle mai aderire in maniera esplicita, pur restandone influenzato in altre opere. Maurice Ronet è un protagonista straordinario per l'intensità che ha saputo conferire al personaggio e per l'impressionante
immedesimazione a livello fisico, con un volto emaciato che trasuda costantemente paura e angoscia; fra i caratteristi, buone risultano soprattutto le prove di Lena Skerla, Alexandra Stewart, Bernard Noel, Jeanne Moreau (in un piccolo ruolo) e, in una brevissima apparizione, si rivede anche Henri Serre, protagonista di Jules e Jim di Truffaut, in seguito praticamente sparito dallo schermo. Ottima anche l'utilizzazione della musica non originale di Erik Satie dal sapore malinconico, perfettamente adeguata alle immagini in bianco e nero. Per la sua sobrietà e il rifiuto di facili effetti drammatici questo film fa pensare spesso a Bresson, di cui Malle era stato aiuto-regista prima di debuttare in proprio.
voto 9/10
- negative [1]
- sufficienti [1]
- positive [6]
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24 gennaio 2012 Opinione di steno79 su "Fuoco fatuo"
Uno dei film più coraggiosi e onesti nell'affrontare il difficile tema del fallimento esistenziale che spinge al suicidio. Da un romanzo di Pierre Drieu La Rochelle, che morì effettivamente suicida nel 1945, Louis Malle trae una riflessione rigorosa sul male di vivere, dove seguiamo le vicende di Alain, un alcoolizzato che ha appena completato una cura di disintossicazione in una clinica di Versailles e che sembra guarito, ma, in realtà, non prova più alcun piacere a vivere, poichè...
voto al film: 
23 dicembre 2010 Opinione di luisasalvi su "Fuoco fatuo"
Alain è sposato con Dorothy, una ricca americana che non vedremo mai; era stato scrittore, è diventato alcolizzato, ora vive ancora (a spese della moglie) in una clinica francese dove è stato disintossicato da tempo ma che lui non vuole lasciare; sapremo dopo che Alain si era rifugiato nell’alcol per paura di crescere, di diventare adulto, con inevitabili compromessi, adeguamenti agli altri e alle varie esigenze o convenzioni sociali. Ora è guarito...
voto al film: 
11 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "Fuoco fatuo"
Il disperato soliloquio crepuscolare di un'angoscia intima, esistenziale. Parigi, ingabbiata in un bianco e nero malinconico e riflessivo, è l'inferno proiettato sulla Terra per Alain, il protagonista; gli amici, le donne, nessuno riesce a farlo sentire vivo: in realtà Alain è già morto, fin dall'inizio, dalla prima scena. L'unico a saperlo con certezza è però lui stesso: solo alla ricerca di sè stesso, in un paradosso che è...
voto al film: 
21 luglio 2009 Opinione di siberth su "Fuoco fatuo"
Un capolavoro! imperfetto a tratti quasi abbozzato, am di un lirismo, di un'intensità persino di una crudezza e di una brutale forza di affermazione dell'individuo da lasciare esterrefatti!
voto al film: 
15 agosto 2008 Opinione di Inside man su "Fuoco fatuo"
All'epoca emerse come la più aderente e sconcertante rappresentazione cinematografica di una protagonista del nostro tempo: la depressione. "Le feu follet", coraggioso adattamento tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore "collaborazionista" Drieu La Rochelle (a sua volta afflitto dalla malattia e morto suicida nel 1945), è un fulgido esempio di nouvelle vague "classica" (l'autore transalpino ne fu l'esponente principale), tradizionale nella forma...
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21 maggio 2007 Opinione di bose su "Fuoco fatuo"
Esistenzialista al cubo; tipico stile francese, grandi dialoghi, recitazione strepitosa, ma il contenuto è di una tristezza e rassegnazione totali. Non è assolutamente un film per tutti. Voto 8/10
voto al film: 
30 gennaio 2004 Opinione di ed wood su "Fuoco fatuo"
discontinuo, ma toccante film sulla crisi di un uomo, incapace di cogliere la vita e di entrare in sintonia con la realta' che lo circonda. Film amaro, desolato, cupo, complesso e sostanzialmente riuscito; e' una storia di alienazione, incomunicabilita', spaesamento, male di vivere, mancanza d'amore e desiderio inappagato, raccontata con stile classico, non privo pero' di ingerenze godardiane, come nello straziante sfogo finale contraddistinto da un montaggio brusco e spezzato. Louis Malle...
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