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La montagna sacra (1973)

[La montaña sagrada/The Holy Mountain, Messico, USA 1973, Grottesco, durata 115']   Regia di Alejandro Jodorowsky
Con Alejandro Jodorowsky, Valerie Jodorowsky, Ramona Saunders, Horácio Salinas



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La montagna sacra: assente
Ritmo ritmo in La montagna sacra: forte
Impegno impegno in La montagna sacra: presente
Tensione tensione in La montagna sacra: forte
Erotismo erotismo in La montagna sacra: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La montagna sacra

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a La montagna sacra (voti: 57 media: 3,46) 57

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La trama

Un viaggio iniziatico e allucinatorio alle fonti della vita eterna.

Nove bizzarri personaggi (un giovane ladro e sei potentissimi Signori, ciascuno in rappresentanza di un pianeta del sistema solare, più un mistico e il suo assistente che fanno loro da guida) intraprendono l'ascesa alla Montagna Sacra, alla cui sommità sperano di accedere alla rivelazione del segreto dell'immortalità da parte dei Nove Saggi. Ma giunti alla loro meta...  

Sincretica esplosione di riferimenti alchemici, frammenti surrealisti e immaginario religioso-sacrilego, assemblata dal poeta-regista-filosofo sudamericano nel suo film più famoso. Provocatorio all'epoca, forse datato oggi, ma pur sempre avvolto da un alone di fascinoso mistero.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 09/11/2009 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto ottimo

Nella visione di Jodorowsky, la religione degli ultimi e del sacrificio affonda le radici nell'orrore, ossia in ciò che è più sgradevole allo sguardo e alla coscienza; e, secondo un uso millenario, con la rivisitazione di quell'orrore, mette in scena la sua folcloristica magia. E così il suo macabro spettacolo rivive in mezzo all'imperfezione umana, senza poterne in alcun modo arginare i vizi e le depravazioni, e anzi, fornendo, col pretesto della sacralità, una copertura a sinistre aberrazioni iniziatiche e rievocative. L'imposizione di un tabù crea un margine di inviolabilità che si sottrae alla giurisdizione della morale e alla prassi del costume, formando una terra di nessuno all'interno della quale tutto si giustifica e nulla si può giudicare. Il mistero cultuale è, di fatto, ciò che non si conosce e che ci sovrasta, e al cui effetto taumaturgico ci sottomettiamo senza far domande. La forza della promessa, per quanto paradossale e contrastante col buon senso, possiede un potere smisurato, che essa, però, presso la cultura popolare, non riesce ad esercitare in astratto, mediante la lettura dei testi sacri e la riflessione sulla divinità. Diventa allora, purtroppo, necessaria la sua traduzione in pratiche concrete, che rendano visibile la divinità, o tramite la sua identificazione con icone venerabili, più o meno personificate, o, in maniera indiretta e per contrasto, attraverso la dimostrazione della spregevolezza (vedi la metafora scatologica) e dell'impotenza della natura umana (vedi l'incapacità di infrangere la pietra). Questi processi, per essere credibili ed efficaci, devono avere il carattere della straordinarietà, della sfida alla normalità, dello scandalo e quindi devono, in un certo senso, attingere alla sfera del proibito. La presenza di quest'ultimo può essere indicata secondo due opposte modalità: o nascondendolo, o, al contrario, ostentandolo, come avviene, ad esempio, per il sangue, considerato divino o impuro a seconda dei credi e delle circostanze. Del resto, la stessa donna nuda può essere, come dimostra eloquentemente Jodorowsky, sia una donna spogliata della sua capacità seduttiva (il trucco, le unghie, i capelli), sia una donna di cui si vuole esaltare la sensualità. La prosaicità della sostanza umana, fatta di carne ed istinto, è una micidiale trappola per il linguaggio evangelico: la scena della prostituta-bambina, alla quale un vecchio mette, nel palmo della mano, il suo occhio di vetro, è la provocatoria ed estrema visualizzazione del vicolo cieco in cui il concetto cristiano fondante del "dono di sé" può essere spinto da frettolose interpretazioni letterali. La parte centrale del film è dedicata alla deificazione dei potenti, la cui consacrazione è sancita da un uso perverso del sesso e delle armi; qui Jodorowsky scatena la propria fantasia grottesca, che per lui significa spennellare lo squallore di tinte vivaci. La varietà delle situazioni inventate è ricca e originale, ma si guarda bene dall'assumere i connotati dell'arte. Quest'ultima, infatti, è la suprema espressione della fertilità e della libertà, che sono le condizioni diametralmente opposte a quelle che Jodorowsky si propone di ritrarre. Magnificamente riassuntivo è il percorso di purificazione finale: un itinerario catartico, allegorico, visionario, enciclopedico, in cui i falsi miti delle religioni si presentano, a tappe, sotto forma di tentazioni diaboliche. L'ispirazione biblica è contenuta anche nel tema delle "prove", di cui è disseminato il viaggio verso la montagna sacra. Memorabile il finale, che risolve ogni travaglio fisico e spirituale rivelando che la vera trascendenza risiede nello scetticismo. "La montagna sacra" è un'opera vulcanica e monumentale, in cui Jodorowsky ci ipnotizza con una pirotecnica densità di simbolismi che, nel crocevia tra arte e filosofia, sono, insieme, ammalianti suggestioni visive e vigorosi stimoli intellettuali.
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SI

Opinioni su La montagna sacra


16 dicembre 2010 Opinione di bamba su "La montagna sacra"
bamba

E' un'opera universale dove misticismo e magia hanno il sopravvento. Il tutto tramutando l'uomo potente/materialista in un' anima sacra e pura. Jodorowsky ci accompagna in questo mondo popolato dal potere cinico e distruttivo per poi cadere nella catarsi e scoprire l'immoratlità (essenziale illusione vedi il finale). Da vedere assolutamente 

voto al film: bamba assegna il voto ottimo a La montagna sacra (1973)

nessun commento
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31 agosto 2010 Opinione di Luke Vacant su "La montagna sacra"
Luke Vacant

Tralasciando, talvolta, la pesantezza della visione, resta un film delirante, malato, forte, simbolico ed astratto. Un mare di visioni, satira forte e cruda, riflessioni. In una sola parola:genio.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a La montagna sacra (1973)



22 dicembre 2009 Opinione di mm40 su "La montagna sacra"
mm40

Fosse semplicemente un lavoro allegorico (Bunuel era il maestro riconosciuto nel campo, per dire), si potrebbe sostenere comunque che, dove non arriva la comprensione dello spettatore, c'è per lo meno una tensione (o intenzione) artistica da parte del regista che conferisce un plusvalore magari non immediato alla pellicola. Ma qui l'arcano, l'astruso, il gusto per l'onirico ed il delirante è puramente gratuito, quantomeno nella maggior parte delle occasioni; per esempio:...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a La montagna sacra (1973)

nessun commento
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9 novembre 2009 Opinione di OGM su "La montagna sacra"
OGM

Nella visione di Jodorowsky, la religione degli ultimi e del sacrificio affonda le radici nell'orrore, ossia in ciò che è più sgradevole allo sguardo e alla coscienza; e, secondo un uso millenario, con la rivisitazione di quell'orrore, mette in scena la sua folcloristica magia. E così il suo macabro spettacolo rivive in mezzo all'imperfezione umana, senza poterne in alcun modo arginare i vizi e le depravazioni, e anzi, fornendo, col pretesto della...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a La montagna sacra (1973)

nessun commento
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6 agosto 2009 Opinione di bradipo68 su "La montagna sacra"
bradipo68

Un caleidoscopio fulmicotonico che resta impresso negli occhi e nelle viscere.Il cervello sta ancora deliberando la riorganizzazione della materia narrativa.Non mi disturba il vilipendio per la religione cattolica,sono sempre e comunque per la libertà d'espressione ma mi stupisco che in una nazione come la nostra in cui l'influenza ecclesiastica è molto ben tangibile(pure troppo per i miei gusti)  questo film sia passato immune agli strali della censura(vedere messali...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a La montagna sacra (1973)

2 commenti
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1 agosto 2009 Opinione di Utente rimosso (Titanic900) su "La montagna sacra"
Utente rimosso (Titanic900)

Sicuramente il film più incomprensibile, folle e malato che abbia mai visto. Ma bellissimo, affascinante, geniale. Un grandissimo mare di simbolismi, satira e provacazioni, bene gestito e calcolato (anche se a voltre suona troppo pesante da seguire). Una genialata pura.

voto al film: Utente rimosso (Titanic900) assegna il voto buono a La montagna sacra (1973)

1 commento


6 febbraio 2009 Opinione di SaintlySinner su "La montagna sacra"
SaintlySinner

Immagini che incantano,visivamente interessanti. Un fillm delirante,simbolico e talmente surreale che a volte stanca.Personalmente ho preferito 100 volte di più il bellissimo "Santa Sangre".

voto al film: SaintlySinner assegna il voto sufficiente a La montagna sacra (1973)


16 dicembre 2008 Opinione di Dalton su "La montagna sacra"
Dalton

Il film della provocazione per eccellenza, sfilata senza soluzione di continuità di immagini deliranti, la cui realizzazione non sarebbe mai stata consentita in un set d’origine filoamericana. Si divide in tre atti. Il 1° atto è un omaggio all’avanguardia surrealista buñueliana de UN CHIEN ANDALOU e L'ÂGE D'OR, ma anche alla visionarietà pop del coevo quanto irriverente Kenneth Anger (SCORPIO RISING). Un susseguirsi di sequenze apparentemente prive d’un trait d’union che non...

voto al film: Dalton assegna il voto buono a La montagna sacra (1973)

1 commento
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31 agosto 2008 Opinione di satura su "La montagna sacra"
satura

Geniale e insostenibile al tempo stesso. Visto che in alcuni momenti mi è parso un autentico capolavoro e in altri (soprattutto verso la fine) mi ha francamente annoiato e allontanato ("Strofina il clitoride contro la roccia!" rimane la battuta più involontariamente comica che io abbia mai udito in un film) posso dare solo "sufficiente" come giudizio globale. Nulla a che vedere col riuscitissimo, a mio avviso, "Santa sangre".

voto al film: satura assegna il voto sufficiente a La montagna sacra (1973)


16 maggio 2008 Opinione di Dying Theatre su "La montagna sacra"
Dying Theatre

Probabilmente una delle vette 'esperienziali' più Alt(r)e mai raggiunte nella Storia del Cinema di Sempre. Il 'probabilmente' è, come di consueto, essenziale. L'alchimista-dello-sguardo Jodorowsky osa tutto e osa troppo, in un campo ove Nulla è troppo, e ben poco aspira al Tutto. Fatemi un fax per spiegarmela, questa. Possibilmente Blu. Ma sul serio.. ancora a scandagliar l'anti-sostanza di cui si nutron le retine... di questo ce n'è sei grammi, di questo ne manca un soffio... A far...

voto al film: Dying Theatre assegna il voto buono a La montagna sacra (1973)

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