L'infedele (2000)
Con Lena Endre, Erland Josephson, Krister Henriksson, Thomas Hanzon
La trama
Una storia d'amore, di passione e di morte.
Markus, affermato direttore d'orchestra, è sposato con Marianne; i due hanno una figlia di nove anni, Isabelle. Frequenta la loro casa il migliore amico di Markus, David, la cui presenza è talmente familiare da non destare alcuna preoccupazione. Ma una sera accade l'irreparabile: Marianne guarda David con occhi diversi...
Liv Ulmann è stata la grande attrice di nove film di Ingmar Bergman, di capolavori come "Persona", "Sussurri e grida" e "Scene da un matrimonio". Diventata regista, ha diretto due film, poi Bergman le ha affidato, nel 1996, la sceneggiatura del notevole "Conversazioni private". Il film comincia come una storia d'amore (Parigi!) e diventa ben presto un'indagine, tempestosa e tremenda, del tutto bergmaniana, su come le passioni portino alla lacerazione e alla distruzione dell'amore che si andava cercando. Sensi di colpa, umiliazioni, giochi perversi, il furore e il sadismo, un destino funesto fino alla perdizione. E una grande regia, tesa e lucida, della Ulmann, la cui macchina da presa cerca una sua verità lungo impietosi piani sequenza e infine la trova nei primi piani, sui volti degli attori, con una Lena Endre che fa di Marianne una figura dolorosa e straziante in scene mozzafiato da tragico e fatale thriller d'anime: scorticate.
La recensione di FilmTv
Di Bruno Fornara - FilmTV n. 18/2001
L'opinione più recente
Di mm40 scritta il 2008-12-25 15:54:26
Voto al film: 
- negative [1]
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2008-12-25 15:54:26 Opinione di mm40 su "L'infedele"
Una storia di Bergman sceneggiata da Bergman e che trova in Josephson il 'regista' di tutta la vicenda narrata (e nella Ullmann la regista effettiva del film): eppure manca una sola cosa di Bergman, ovvero quella fondamentale: l'occhio. Troppa devozione verso il Maestro, eppure così poca convinzione nel proporre un quadro di ordinaria disperazione, di affetti violati, negati e quotidiana violenza psicologica dentro le mura di casa. Due ore e mezza in cui i dialoghi sono maestosi,...
voto al film: 
2004-07-23 23:24:49 Opinione di joe cavana su "L'infedele"
Non ho intenzione di perdermi nei confronti con le teorie bergmaniane (purtroppo non sono così acculturato cinematograficamente da poter fare un confronto) ma è un film fondamentalmente masochista e senza speranza. Un film che crede nella passione carnale ma non nell'amore. A prima vista può sembrare un mattone, ma in realtà è un film intenso e rigoroso. Con un attrice veramente bella e brava. Il finale è molto poetico.
voto al film: 
2002-09-10 16:20:15 Opinione di franzi su "L'infedele"
C'è la mano di Ingmar Bergman? C'è anche la testa, le mani, i piedi? Ci sono la sua filosofia e la sua prassi? Ebbene sì, c'è tutto questo, e quindi quale miglior regalo, anche se la firma è quella di Liv Ulmann, che almeno mostra tutta la sua umile e dovuta devozione al maestro. Possiamo goderci ancora qualcosa nel suo nome! A parte tutto, anche per chi non conoscesse il grande Ingmar, si tratta di un film che suscita interesse e coinvolge; sterminati e appassionati dialoghi da cui...
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