Dietro la porta chiusa (1948)
Con Joan Bennett, Michael Redgrave, Ann Revere
La trama
Mark, che Celia ha sposato dopo un colpo di fulmine, si comporta stranamente e ha la mania di ricostruire fedelmente delle stanze che sono state luogo di delitti. Un giorno Celia scopre che una di queste stanze riproduce la sua. La vicenda è raccontata attraverso gli occhi della protagonista, con l'aiuto di un intenso commento della voce fuori campo.
Una delle sequenze più belle riguarda il processo che in sogno Mark intenta a se stesso, dando corpo a quella ossessione criminale che rappresenta il cardine dell'universo immaginario di Lang. Luci, inquadrature e scenografie sapientemente studiate completano il grande fascino del film.
L'opinione più votata
Di stanley kubrick scritta il 20/12/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
"Perchè se ne era andato? Perchè mi aveva mentito"
Ogniqualvolta rivedo Jack Torrance che osserva, con la faccia da schizzato, il labirinto in miniatura in mezzo all'Overlook Hotel e si immagina di prendere Wendy e Danny e stritolarli ripenso sempre alle sette stanze che Mark Lamphere ha arredato in modo maniacale e asimettrico nel film di Fritz Lang Dietro La Porta Chiusa. E' un noir costruito perfettamente, con un cura speciale per le luci e i movimenti di macchina. Il vero mistero che pervade lo spettatore è cosa c'è dentro alla settima stanza, chiusa a chiave e protetta da Mark. Quelle quattro mura sembrano appartenere particolarmente al protagonista, per lui hanno un valore diverso rispetto alle altre sei, la cura che ne riserva, la chiave che porta con sè e non la lascia mai, le scenate per la troppa curiosità della moglie sono elementi che denotano il suo attaccamento alle cose che in qualche modo gli appartengono. Le sei stanze che precedono quella misteriosa (la camera 237... se si nota, applicando la numerologia, moltiplicando i primi due numeri si ottiene 6, ovvero le stanze che precedono la settima, rappresentata dal numero 7 finale) sono felici secondo le teorie di Mark. Lang adotta il metodo della bugia inconsapevole per far proseguire questo significato allegorico. Essere felici, per una stanza, significa essere in sintonia con l'ambiente e sulle cose accadute tanto tempo fa. Gli omicidi che sono stati commessi al suo interno diventano solo un pretesto di curiosità nei confronti di altre persone, come ad esempio succede durante la festa nella villa nel quale Mark fa vedere a tutti i partecipanti le sei camere che ha ricostruito magistralmente (è lì che nasce l'arroganza e la protezione assoluta nei confronti della settima stanza). Questa ossessione per i luoghi chiusi e per la loro ricostruzione secondo fonti storiche turba profondamente l'animo dolce, curioso e inconsapevole di Celia, la seconda moglie di Mark. Anche sulla sua vita passata Mark mente alla nuova sposa, nella loro luna di miele in Messico le bugie sono all'ordine del giorno. Mark mente perchè ha paura di dire la verità, che risulterebbe incredibile e fin troppo strana agli occhi di chi lo ascolta. Eppure al suo arrivo nell'enorme villa di Mark, Celia fa di tutto per coprirlo quando si trova davanti la sorella del marito.
Dietro La Porta Chiusa è sicuramente il film più disperato di Fritz Lang, il più ossessionato, ma anche uno dei più sconosciuti. Celia racconta attraverso i suoi occhi l'intera esperienza, addirittura illudendo lo spettatore praticamente a film appena incominciato. Prima di incontrare il futuro marito, Celia vaga per terre sperdute alla ricerca di qualcuno che le voglia bene. La sua elaborazione del lutto nei confronti del fratello appena scomparso trova il suo culmine e quindi successivamente la felicità di un nuovo amore. I suoi racconti fuori campo avvengono successivamente allo svolgere della vicenda, lei sembra aver "ereditato" la bugia che nasconde la verità da Mark. ESPANDI +
- negative [2]
- sufficienti [2]
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19 marzo 2012 Opinione di alfatocoferolo su "Dietro la porta chiusa"
Altra perla dell'immenso Fritz Lang, tutto è costruito nei più infinitesimi dettagli. L'incipit è già abbagliante con una fotografia praticamente perfetta che sembra uscire da un prodotto di animazione computerizzata; il resto è distillato di bravura, la trama si svela poco alla volta, come una porta che si apre un millimetro alla volta mostrando solo uno spiraglio del terrore che vi sta dietro. Il tributo alle teorie psicanalitiche allora in voga, è palese ma Lang evita di cadere nel...
voto al film: 
20 dicembre 2011 Opinione di stanley kubrick su "Dietro la porta chiusa"
OSSESSIONI EDIPICHE "Perchè se ne era andato? Perchè mi aveva mentito" Ogniqualvolta rivedo Jack Torrance che osserva, con la faccia da schizzato, il labirinto in miniatura in mezzo all'Overlook Hotel e si immagina di prendere Wendy e Danny e stritolarli ripenso sempre alle sette stanze che Mark Lamphere ha arredato in modo maniacale e asimettrico nel film di Fritz Lang Dietro La Porta Chiusa. E' un noir costruito perfettamente, con un cura speciale per le luci e i...
voto al film: 
26 maggio 2010 Opinione di luca826 su "Dietro la porta chiusa"
VOTO 8,5 ANTICONFORMISTA Straordinario film sempre in bilico tra horror-noir-melò e thriller psicologico, comunque in tutti i generi citati è perfetto. Lang compie prodigi su prodigi (la narrazione con voce fuoricampo, in un primo tempo di Cecilia e poi di Marco, è di una modernità e di una funzionalità al racconto decisiva) e lascia allo spettatore tutta l'angoscia, la tensione di una storia originale e morbosa ricolma di riferimenti sessuali a dir poco...
voto al film: 
9 novembre 2009 Opinione di rebis su "Dietro la porta chiusa"
Profondamente ancorato alle teorie psicoanalitiche – che chiosano pedantemente le azioni dei personaggi e bruciano col raziocinio qualsiasi mistero e ambiguità – il film di Lang fatica a superare il vaglio degli anni, perché la componente ludica del thriller è sopraffatta dalla macchinosa indagine psicologica. L’insorgere dell’inquietudine – con buona pace dell’espressionismo – è perlopiù affidato ai dialoghi...
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7 novembre 2009 Opinione di Baliverna su "Dietro la porta chiusa"
Ecco un capolavoro che si può guardare una volta ogni tanto senza esserne mai annoiati. L'ottimo risultato raggiunto è molto dovuto secondo me al tema trattato, che è uno dei preferiti del regista: cioè l'impulso oscuro e spesso irrazionale all'omicidio che sale dal di dentro. Che sia un'ossessione fortissima e fine a se stessa alla quale il personaggio non riesce a sottrarsi (M, il mostro di Düsseldorf, o questo stesso film) o un impulso improvviso ma...
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8 luglio 2009 Opinione di jonas su "Dietro la porta chiusa"
L’archetipo è ovviamente la storia di Barbablù: un uomo che uccide le sue mogli, una stanza chiusa da non aprire mai, una donna che viola la proibizione. Nelle mani di Lang diventa, come ci si può aspettare, una meditazione sulla natura umana e la sua tendenza al male (“siamo tutti figli di Caino”, afferma il protagonista): pur non avendo la terribile profondità di La donna del ritratto, è però ben più di un semplice...
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31 dicembre 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Dietro la porta chiusa"
L’impressione comune con cui si tenta di far coincidere l’interpretazione del film è che Lang voglia continuamente penetrare pian piano nell’inconscio della protagonista e attraverso esso dare una visione dell’intero racconto che mette in scena. In realtà, a ben vedere, forse il vecchio Fritz è ancora più avanti di quel che pensiamo: la sua cinepresa è già radicata nella testa della Bennett fin dal principio, quando sentiamo la sua voce fuori campo parlare e confessare i propri...
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30 ottobre 2008 Opinione di OGM su "Dietro la porta chiusa"
Un colpo di fulmine si trasforma, per Cecilia, in un matrimonio con un estraneo sfuggente e la sua diffidente famiglia. Un film sull'evanescenza dell'amore coniugale e familiare e la sua contiguità con l'odio. Una regia fredda e perfetta riesce quasi a persuaderci che l'unica vera emozione sia quella che induce alla violenza omicida e distruttrice. Tutto il resto è una ritualità priva di sentimento; e se le persone, lì per lì, si cercano, è solo per necessità o per compassione. Il...
voto al film: 
29 ottobre 2008 Opinione di LorCio su "Dietro la porta chiusa"
Dietro la porta chiusa succede, evidentemente, qualcosa. Di innominabile enigmaticità, evocativa perversione, pericoloso tatto. Fritz Lang la apre, questa porta. Apre così le porte chiuse di un animo umano, con piglio da psicanalista coinvolto nella curiosità enorme di chi vuole conoscere il lato oscuro dell’istinto che si impadronisce della ragione. Persi nei meandri di una mente manipolata dalle proprie ossessioni, ingabbiata nel buio delle nebbie intestine che avvolgono i sensi, Lang...
voto al film: 
29 ottobre 2008 Opinione di kkk su "Dietro la porta chiusa"
chiedevo di più, volevo di più!
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [2]
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