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Le parole di mio padre (2001)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le parole di mio padre: assente
Ritmo ritmo in Le parole di mio padre: presente
Impegno impegno in Le parole di mio padre: minimo
Tensione tensione in Le parole di mio padre: minimo
Erotismo erotismo in Le parole di mio padre: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Le parole di mio padre

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Le parole di mio padre (voti: 7 media: 3,43) 7

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locandina di Le parole di mio padre

La trama

Un ragazzo viene conteso da tre sorelle.

Il giovane Zeno, che non è riuscito a superare il trauma della morte del genitore, entra in contatto con la famiglia di Giovanni, padre di Anna, Ada, Alberta e Augusta. Zeno si innamora di Ada, che dapprima ricambia il suo affetto ma poi lo allontana, quindi si lascia coinvolgere nel gioco di seduzione di Alberta. Il tentativo di suicidio di quest'ultima lo induce a partire: un anno dopo sarà Augusta a rivelargli i suoi sentimenti.  

La Comencini si ispira liberamente a due capitoli di "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo e si mette in ascolto delle voci interiori dei suoi personaggi. Una densa, penetrante lettura di un capolavoro letterario.

La recensione di FilmTv

Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 23/2001

Nel nome del padre. Senza più rabbia né rancore. Con lo smarrimento affettuoso e freddo, di una conversazione sempre interrotta o cominciata male, nell’imprecisione dei discorsi, nell’impotenza di far coincidere parole e sentimenti. All’ombra di quella figura incombente, che in ogni famiglia ha una sua identità, un suo peso, una sua storia, i figli sentono tutta la fatica del vivere, del crescere e di esplorare la propria coscienza. Questo è il problema: imparare a lavorare, a recitare (“Tre sorelle” di Cechov), ad addentrarsi, da soli, in quella zona dai contorni vaghi e mutevoli denominata “persona” o naufragare tra le insidiose correnti del dolore. ESPANDI +

L'opinione più recente

Di LorCio scritta il 22/11/2010

Voto al film: voto buono

Ispirandosi a due capitoli di quel capolavoro della letteratura italiana (per anni fatto passare per romanzo psicanalitico, fregandosene che l’autore non aveva per niente intenzione di romanzare una psicanalisi) che è La coscienza di Zeno, Francesca Comencini e Francesco Piccolo decontestualizzano la morte del padre del protagonista e il racconto della sua introduzione nella famiglia della futura moglie creando un’unità cinematografica a sé stante. Dimenticare la fonte di Svevo è il primo passo per accettare un film piccolo e complesso come Le parole di mio padre, in cui non si possono capire, ma solo intuire, la condizione stonata del protagonista, il suo essere appellato come pazzo, il suo fare claudicante. Lo Zeno Cosini della fine del novecento messo in scena dalla Comencini è un alienato romantico che lascia solo presagire l’inettutidine del suo corrispettivo di inizio secolo, alle prese, più che altro, da una parte con l’educazione sentimentale che lo vede legarsi in tre modi diversi alle tre figlie in età da marito di Giovanni Malfenti (la bella Ada, vero amore non corrisposto – ma fino a che punto – ed idealizzato; la nevrotica Alberta, seconda scelta impegnativa da cui viene respinto; e la dolce e bruttina Augusta, che l’ama da sempre) e dall’altra con i tentativi di liberarsi del fantasma del padre, il quale ha ritenuto opportuno mollargli uno schiaffo in punto di morte per manifestare l’insoddisfazione paterna. L’effetto delle de contestualizzazione può piacere o no, ma è un’originale esplorazione del testo letterario. Difficile ed elegante, rapido nella sua velocità latente, supportato dalla bella musica di Ludovico Einaudi, può contare su un Fabrizio Rongione praticamente perfetto. Toni Bertorelli, nell’ingombrante ruolo del padre, è più un’assenza che una presenza. Dopotutto, considerando anche il personaggio di Malfenti impersonato da Mimmo Calopresti, è un film di padri da uccidere. Zeno involontario sessantottino? No, però ci sarebbe da riflettere.
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SI

Opinioni su Le parole di mio padre


22 novembre 2010 Opinione di LorCio su "Le parole di mio padre"
LorCio

Ispirandosi a due capitoli di quel capolavoro della letteratura italiana (per anni fatto passare per romanzo psicanalitico, fregandosene che l’autore non aveva per niente intenzione di romanzare una psicanalisi) che è La coscienza di Zeno, Francesca Comencini e Francesco Piccolo decontestualizzano la morte del padre del protagonista e il racconto della sua introduzione nella famiglia della futura moglie creando un’unità cinematografica a sé stante. Dimenticare la fonte di Svevo è il...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Le parole di mio padre (2001)


10 dicembre 2007 Opinione di slim spaccabecco su "Le parole di mio padre"
slim spaccabecco

Difficile, basato su un testo complicato, secondo me non riesce perfettamente a elaborare il tema, ma, seppur imperfetto, da non sottovalutare.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto sufficiente a Le parole di mio padre (2001)



24 settembre 2003 Opinione di joe cavana su "Le parole di mio padre"
joe cavana

Un film dolce, interessante, bello, intenso ed emozionante. Un film, secondo me minimalista come se ne fanno pochi, dove si ascoltano i pensieri e le emozioni dei personaggi. Complimenti al cast di giovani attori, Rongione su tutti.

voto al film: joe cavana assegna il voto buono a Le parole di mio padre (2001)


28 luglio 2003 Opinione di superficie 213 su "Le parole di mio padre"
superficie 213

UN FILM ITALIANO BELLO E DIFFICILE.NATURALMENTE IL PUBBLICO NON SE LO E' FILATO ,PREFERENDO LE MUCCINATE,MA QUESTA E' L'ITALIA DI OGGI.UN PLAUSO ALLA COMENCINI CHE E' RISCITA A TRASFERIRE SULLO SCHERMO UNA PARTE DI UN TESTO DIFFICILISSIMO.VOTO:8

voto al film: superficie 213 assegna il voto buono a Le parole di mio padre (2001)




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