Alambrado (1991)
Con Jacqueline Lustig, Martin Kalwill, Arturo Maly
La trama
Poco distante dallo stretto di Magellano, in una casa sperduta tra lande desolate battute dal vento, fuori dal mondo e dal tempo, vive Logan con i due figli adolescenti, Eva e Juan. La minaccia al loro universo arriva sotto forma di un tecnico incaricato di rilevamenti per la progettata costruzione di un aeroporto. I tre reagiscono con diverse strategie di resistenza o di fuga, fisica e mentale.
Un film sullo spazio, sul vuoto. Un film sul vento. L'italoargentino Bechis, regista di "Garage Olimpo", con pochi mezzi realizza un'opera affascinante, un esordio da ricordare. Herzoghiano nell'intimo.
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 2011-02-13 19:45:50 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
2011-02-13 19:45:50 Opinione di sasso67 su "Alambrado"
Nel panorama asfittico del cinema italiano all'inizio degli anni Novanta, un esordio quasi dirompente... forse anche perché Bechis è un "oriundo", di Santiago del Cile. Alambrado è un film su persone indurite dal persistente soffiare del vento, per le quali fuggire da quell'angolo del mondo chiamato Patagonia è una necessità destinata a non realizzarsi mai. Un film d'essai, da vedere, possibilmente in religioso silenzio.
voto al film: 














