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Un affare di gusto (2001)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Un affare di gusto: assente
Ritmo ritmo in Un affare di gusto: presente
Impegno impegno in Un affare di gusto: minimo
Tensione tensione in Un affare di gusto: presente
Erotismo erotismo in Un affare di gusto: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Un affare di gusto

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Un affare di gusto (voti: 11 media: 3,73) 11

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locandina di Un affare di gusto

La trama

Un bel dramma nero con momenti di autentica trepidazione.

In galera chissà perché, interrogato chissà per cosa, il giovane Nicolas sfida lo spettatore a scoprire il suo segreto e a seguire la sua storia. Assunto dal miliardario Delamont come assaggiatore, il ragazzo scopre di essere destinato a una fine ben diversa, plagiato dal "tutore" fino ad assumerne le stesse caratteristiche, persino una fisionomia simile. Il gioco al massacro continua e la testa di Nicolas va in tilt.  

La vicenda, ovviamente, si presta a mille interpretazioni, anche politiche, ma la più importante e interessante è quella erotica, che scombussola sequenza dopo sequenza certezze eterosessuali. La forza di volontà sui desideri vince ma trasforma in volgarità anche il piacere. Non è un caso che la raffinatezza delle portate e dei banchetti voluti da Delamont si trasformi in qualcosa di pornografico quando Nicolas viene indotto a odiare le stesse pietanze vomitevoli per il capo. Il duello tra volontà non è nuovo e rimanda, in maniera persino scontata, a "Il servo" di Joseph Losey, anche se ricondotto a una prospettiva di classe più marcata (nel classico film con Dirk Bogarde era il maggiordomo la figura dominante). Al di là di quache trovata risaputa, è pur vero che l'ex critico e scrittore Bernard Rapp, con momenti di autentica trepidazione. Il 60% della riuscita del film, però, è nella recitazione di Bernard Giraudeau (Delamont), attore superlativo e ancora poco celebrato al di qua delle Alpi.

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 25/2001

In galera chissà perché, interrogato chissà per cosa, il giovane Nicolas sfida lo spettatore a scoprire il suo segreto e a seguire la sua storia. Assunto dal miliardario Delamont come assaggiatore, il ragazzo scopre di essere destinato a una fine ben diversa, plagiato dal “tutore” fino ad assumerne le stesse caratteristiche, persino una fisionomia simile. Il gioco al massacro continua e la testa di Nicolas va in tilt. Come trucidare il gusto degli altri e piegare i “sottoposti” al sentire del padrone. ESPANDI +

L'opinione più recente

Di werk2 scritta il 18/10/2010

Voto al film: voto buono

Ottimo film che analizza il rapporto di sudditanza psicologica  che può venire a crearsi tra due persone , in questo caso tra due uomini di diversa estrazione sociale e culturale, ma la morale che se ne trae  può estendersi ben oltre .
Da vedere (a trovarlo)
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SI

Opinioni su Un affare di gusto


18 ottobre 2010 Opinione di werk2 su "Un affare di gusto"
werk2

Ottimo film che analizza il rapporto di sudditanza psicologica  che può venire a crearsi tra due persone , in questo caso tra due uomini di diversa estrazione sociale e culturale, ma la morale che se ne trae  può estendersi ben oltre . Da vedere (a trovarlo)

voto al film: werk2 assegna il voto buono a Un affare di gusto (2001)


19 novembre 2006 Opinione di PP su "Un affare di gusto"
PP

Voto 6/7. La magnetica, morbosa simbiosi tra i due protagonisti rappresenta un raffinato costrutto psicologico, supportato dallo stile e dalla avvedutezza di una regia che racconta in modo sempre sospeso ed attento. Irrisolto.

voto al film: PP assegna il voto buono a Un affare di gusto (2001)



9 luglio 2005 Opinione di Mister_Kacalùbb su "Un affare di gusto"
Mister_Kacalùbb

Tra le piccole "pellicole" da non dover dimenticare c'è questa commedia di confine,nel senso che è difficile catalogarlo in quanto sfocia in molti territori,al limite di più generi, numerosi gli spunti, non solo morbosi, che lo rendono intrigante sin dalle prime battute. Consigliato a chiunque!

voto al film: Mister_Kacalùbb assegna il voto buono a Un affare di gusto (2001)


21 febbraio 2005 Opinione di fochetta su "Un affare di gusto"
fochetta

Questo film narra la storia della graduale dipendenza di un ragazzo, Nicolas, da un ricco uomo d’affari, Delamont, e del dominio psicologico che questi riesce ad esercitare sul ragazzo. Praticamente “Il servo” al contrario. Infatti, mentre ne “Il servo”, il maggiordomo prende il sopravvento sul padrone, ribaltando il normale rapporto di classe e portando a termine la sua piccola rivoluzione personale, qui è il ricco uomo d’affari che tenta la sopraffazione del giovane...

voto al film: fochetta assegna il voto buono a Un affare di gusto (2001)



26 novembre 2003 Opinione di joe cavana su "Un affare di gusto"
joe cavana

Molto bello, non noiso e imterpretato da un cast in gran forma, dove sovrasta su tutti un mosstuso e gigantesco Giraudeau. Originalissima l'idea di perdita dell'identità di uno e finale molto significativo, ma che non posso spiegare per non levare la sorpresa agli altri lettori. Ce ne fossero di film così.

voto al film: joe cavana assegna il voto buono a Un affare di gusto (2001)


10 ottobre 2003 Opinione di zio_ulcera su "Un affare di gusto"
zio_ulcera

Mi piace perché i temi del rapporto morboso, dell'interazione malata, del plagio reciproco, vengono messi in scena senza ricorrere a situazioni standard. E' un film complesso che narra di una relazione patogena in maniera molto ariosa ed aperta. La regia non cerca il coinvolgimento dello spettatore e ci regala un dramma fosco da guardare dall'esterno. (Quanti film di successo hanno l'unico pregio di mobilitare l'emotività di chi assiste allo spettacolo?)

voto al film: zio_ulcera assegna il voto buono a Un affare di gusto (2001)



10 agosto 2003 Opinione di Aulenta su "Un affare di gusto"
Aulenta

Nonostante si presti a molte interpretazioni, trovo sia un film sulla solitudine e sull'impossibilità della comunicazione. Un miliardario triste e solo assume un giovane assaggiatore, in cui vede il proprio alter ego e con cui desidererebbe trovare una identità assoluta, che lo liberi dal suo sottile ma insopprimibile senso di disgusto ed estraneità per la vita. Lentamente cerca di plagiarlo e plasmarlo per renderlo sempre più somigliante e dipendente da sè, fino alla simbiosi, in un...

voto al film: Aulenta assegna il voto buono a Un affare di gusto (2001)


17 gennaio 2003 Opinione di degoffro su "Un affare di gusto"
degoffro

Noir sottile e insinuante capace di indagare con estrema efficacia psicologica il rapporto ambiguo e sempre più perverso che si stabilisce tra i due protagonisti. Costruito su una sceneggiatura equilibrata e non priva di sorprese (vedi il capovolgimento finale dei rapoorti di forza) "Un affare di gusto" può contare su due eccellenti protagonisti. B. Rapp ci fornisce un ritratto cupo e piuttosto inquietante: il rapporto di manipolazione, plagio totale dipendenza che si instaura tra i due...

voto al film: degoffro assegna il voto buono a Un affare di gusto (2001)




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