Un affare di gusto (2001)
Con Bernard Giraudeau, Jean-Pierre Lorit, Charles Berling, Jean-Pierre Léaud
La trama
Un bel dramma nero con momenti di autentica trepidazione.
In galera chissà perché, interrogato chissà per cosa, il giovane Nicolas sfida lo spettatore a scoprire il suo segreto e a seguire la sua storia. Assunto dal miliardario Delamont come assaggiatore, il ragazzo scopre di essere destinato a una fine ben diversa, plagiato dal "tutore" fino ad assumerne le stesse caratteristiche, persino una fisionomia simile. Il gioco al massacro continua e la testa di Nicolas va in tilt.
La vicenda, ovviamente, si presta a mille interpretazioni, anche politiche, ma la più importante e interessante è quella erotica, che scombussola sequenza dopo sequenza certezze eterosessuali. La forza di volontà sui desideri vince ma trasforma in volgarità anche il piacere. Non è un caso che la raffinatezza delle portate e dei banchetti voluti da Delamont si trasformi in qualcosa di pornografico quando Nicolas viene indotto a odiare le stesse pietanze vomitevoli per il capo. Il duello tra volontà non è nuovo e rimanda, in maniera persino scontata, a "Il servo" di Joseph Losey, anche se ricondotto a una prospettiva di classe più marcata (nel classico film con Dirk Bogarde era il maggiordomo la figura dominante). Al di là di quache trovata risaputa, è pur vero che l'ex critico e scrittore Bernard Rapp, con momenti di autentica trepidazione. Il 60% della riuscita del film, però, è nella recitazione di Bernard Giraudeau (Delamont), attore superlativo e ancora poco celebrato al di qua delle Alpi.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 25/2001
L'opinione più recente
Di werk2 scritta il 18/10/2010
Voto al film: 
Da vedere (a trovarlo)
18 ottobre 2010 Opinione di werk2 su "Un affare di gusto"
Ottimo film che analizza il rapporto di sudditanza psicologica che può venire a crearsi tra due persone , in questo caso tra due uomini di diversa estrazione sociale e culturale, ma la morale che se ne trae può estendersi ben oltre . Da vedere (a trovarlo)
voto al film: 
19 novembre 2006 Opinione di PP su "Un affare di gusto"
Voto 6/7. La magnetica, morbosa simbiosi tra i due protagonisti rappresenta un raffinato costrutto psicologico, supportato dallo stile e dalla avvedutezza di una regia che racconta in modo sempre sospeso ed attento. Irrisolto.
voto al film: 
9 luglio 2005 Opinione di Mister_Kacalùbb su "Un affare di gusto"
Tra le piccole "pellicole" da non dover dimenticare c'è questa commedia di confine,nel senso che è difficile catalogarlo in quanto sfocia in molti territori,al limite di più generi, numerosi gli spunti, non solo morbosi, che lo rendono intrigante sin dalle prime battute. Consigliato a chiunque!
voto al film: 
21 febbraio 2005 Opinione di fochetta su "Un affare di gusto"
Questo film narra la storia della graduale dipendenza di un ragazzo, Nicolas, da un ricco uomo d’affari, Delamont, e del dominio psicologico che questi riesce ad esercitare sul ragazzo. Praticamente “Il servo” al contrario. Infatti, mentre ne “Il servo”, il maggiordomo prende il sopravvento sul padrone, ribaltando il normale rapporto di classe e portando a termine la sua piccola rivoluzione personale, qui è il ricco uomo d’affari che tenta la sopraffazione del giovane...
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26 novembre 2003 Opinione di joe cavana su "Un affare di gusto"
Molto bello, non noiso e imterpretato da un cast in gran forma, dove sovrasta su tutti un mosstuso e gigantesco Giraudeau. Originalissima l'idea di perdita dell'identità di uno e finale molto significativo, ma che non posso spiegare per non levare la sorpresa agli altri lettori. Ce ne fossero di film così.
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10 ottobre 2003 Opinione di zio_ulcera su "Un affare di gusto"
Mi piace perché i temi del rapporto morboso, dell'interazione malata, del plagio reciproco, vengono messi in scena senza ricorrere a situazioni standard. E' un film complesso che narra di una relazione patogena in maniera molto ariosa ed aperta. La regia non cerca il coinvolgimento dello spettatore e ci regala un dramma fosco da guardare dall'esterno. (Quanti film di successo hanno l'unico pregio di mobilitare l'emotività di chi assiste allo spettacolo?)
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10 agosto 2003 Opinione di Aulenta su "Un affare di gusto"
Nonostante si presti a molte interpretazioni, trovo sia un film sulla solitudine e sull'impossibilità della comunicazione. Un miliardario triste e solo assume un giovane assaggiatore, in cui vede il proprio alter ego e con cui desidererebbe trovare una identità assoluta, che lo liberi dal suo sottile ma insopprimibile senso di disgusto ed estraneità per la vita. Lentamente cerca di plagiarlo e plasmarlo per renderlo sempre più somigliante e dipendente da sè, fino alla simbiosi, in un...
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17 gennaio 2003 Opinione di degoffro su "Un affare di gusto"
Noir sottile e insinuante capace di indagare con estrema efficacia psicologica il rapporto ambiguo e sempre più perverso che si stabilisce tra i due protagonisti. Costruito su una sceneggiatura equilibrata e non priva di sorprese (vedi il capovolgimento finale dei rapoorti di forza) "Un affare di gusto" può contare su due eccellenti protagonisti. B. Rapp ci fornisce un ritratto cupo e piuttosto inquietante: il rapporto di manipolazione, plagio totale dipendenza che si instaura tra i due...
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