Ritorno a casa (2001)
Con Michel Piccoli, Catherine Deneuve, John Malkovich, Leonor Silveira
La trama
Un anziano attore a confronto con l'elaborazione del lutto.
Gilbert è un affermato interprete teatrale. Una sera, alla fine dello spettacolo, la tragedia irrompe bruscamente nella sua vita: il suo agente lo informa che la moglie, la figlia e il genero sono morti in un incidente stradale. Passa il tempo e l'esistenza, nonostante tutto, riprende il suo corso: a Gilbert non resta che dividersi tra l'amato nipotino e il palcoscenico che non ha mai abbandonato. Quando un regista americano gli propone di partecipare a un adattamento cinematografico di _Ulisse_ di Joyce, Gilbert accetta con entusiasmo. Ma al momento delle prove...
Straordinariamente lieve, sottoposto a un controllo ferreo, senza una sbavatura: con i suoi piani fissi e il suo gusto per i particolari, con dialoghi svagati e ridotti all'essenziale, con un'ironia diffusa, de Oliveira ha realizzato un film senza età e senza ricatti, assistendo al quale si ha la sensazione di condividere il tempo della maturazione, la resistenza apatica, la vulnerabilità disarmante di Gilbert. Al servizio dell'ultranovantenne maestro lusitano, due attori che non esitano davanti a lunghissimi primi piani: il protagonista Michel Piccoli e John Malkovich nella piccola, sgradevole, perplessa parte del regista. E nonostante lo "spessore" del tema e della messa in scena, _Ritorno a casa_ è anche divertente.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 25/2001
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 12/05/2010 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
12 maggio 2010 Opinione di Peppe Comune su "Ritorno a casa"
Gilbert Valence è un attore di gran talento. E' al culmine della sua carriera quando un evento tragico gli sconvolge l'esistenza. Dopo la conclusione de "Il Re muore" di Eugène Ionesco, Gilbert riceve la sconvolgente notizia che in un incidente automobilistico sono morti la moglie, la figlia e il genero. Rimane solo col nipotino e un lavoro che non sarà più lo stesso. Più che un film sull'elaborazione dolorosa di un lutto, "Ritorno a casa" è una...
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15 agosto 2009 Opinione di joe cavana su "Ritorno a casa"
L'argomento della vecchiaia è già pesante di suo, inoltre messo insieme a un triplo lutto, quindi lo spettatore sa già a cosa va' incontro. Inoltre preso atto che il maestro portoghese non sa che cosa sia il ritmo (ormai me ne sono fatto una ragione), e che per di più, in questo film i dialoghi sono ridotti all'osso, devo ammettere che stavolta mette insieme un cast talmente notevole, tra i quali si avvale di un immenso Piccoli, che nonostante i soliti difetti...
voto al film: 
8 giugno 2009 Opinione di mm40 su "Ritorno a casa"
La terza età non è affatto disperata come la si crede: buone notizie dal 92enne regista portoghese che mette in scena con grande lucidità e pure discreta ironia la vicenda di un quasi ottuagenario alle prese con un taglio netto delle sue radici famigliari. Il lavoro come realizzazione presente e proiezione verso un futuro sempre più difficile da immaginare (o semplicemente: da credere) ed il nipotino come germoglio che porterà avanti la storia, non solo quella di famiglia; questo può...
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17 novembre 2008 Opinione di OGM su "Ritorno a casa"
La vita parigina di un grande attore non è, contrariamente a come ci si potrebbe aspettare, mondana e sfavillante, bensì tranquilla e solitaria, oltre che intrisa di dolore e tenerezza. E se il teatro dei classici, nonostante l'avanzare dell'età, continua ad essere il suo mondo, il cinema e la televisione lo vorrebbero diverso da come gli anni lo hanno fatto diventare. "Ritorno a casa" è un'amara riflessione sul tramonto di un artista: se anche la sua passione è immune al logorio del...
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26 marzo 2007 Opinione di carlos brigante su "Ritorno a casa"
E' passato già qualche anno dalla sua visione, ma ricordo l'eleganza formale, l'ironia e il senso di lenta decadenza. Piccoli si dimostra (tanto per cambiare) un attore per tutte le stagioni e per tutti i ruoli. Uno dei più grandi di tutti i tempi, come del resto il vecchio De Oliveira!
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4 ottobre 2005 Opinione di tobanis su "Ritorno a casa"
Osannato dalla critica, ha invece ricevuto un'accoglienza tiepida dal pubblico. Il perchè è presto detto: è una palla pazzesca. Non brutto, per carità, ma tutto imperniato su due cardini (due super cardini): l'eccezionale bravura di Michel Piccoli, la bravura e le invenzioni in regia di de Oliveira. Il resto è terribile. Le recitazioni in teatro sono imbarazzanti da quanto scarse, i tempi sono dilatatissimi, i dialoghi minimi, pochi i motivi di interesse. Lo sguardo finale del bimbo è...
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28 settembre 2005 Opinione di alraune74 su "Ritorno a casa"
Di fronte ad un dolore forte si possono presentare differenti modi di reagire. Un ventaglio molto ampio di comportamenti e atteggiamenti, esterni e interiori, si apre e nessuno dall’esterno, può entrare nel merito di tali reazioni. Una delle reazioni possibili è quella di far finta di niente, continuare a vivere senza porsi tante domande sull’accaduto, usando le giornate come contenitori di ore da riempire con un’agenda fitta d’impegni. “Ritorno a casa” di M. Oliveira (2001)...
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4 maggio 2005 Opinione di truffaut su "Ritorno a casa"
Uno dei migliori film degli ultimi anni.La leggerezza, l'ironia, la capacità di parlare di temi impegnativi come la vecchiaia, la morte, la dignità stupiscono in questo sempre verde ultranovantenne. Tutto è affidato alle immagini, le parole servono a poco e vengono riservate al palcoscenico. Che grazia, che leggerezza, che gioia. Come Monicelli la voglia di inventare il cinema è direttamnte proprozionale all'atà
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