Leone l'ultimo (1970)
Con Marcello Mastroianni, Billie Whitelaw, Calvin Lockhart, Glenna Forster-Jones
La trama
Spodestato ancor prima di regnare, conoscerà una realtà del tutto diversa.
Detronizzato da una rivoluzione socialista, Leone è riparato a Londra. Sradicato e spaesato, l'uomo esplora il nuovo ambiente e poco a poco si rende conto che il palazzo in cui vive è collocato al centro di un quartiere povero, abitato in prevalenza da neri. Cercando di rendersi utile, Leone prende contatto con le persone che incontra, ma costoro rimangono diffidenti e, per giunta, in famiglia cominciano a dubitare della sua sanità mentale.
Leone scruta i suoi vicini da lontano, col proprio cannocchiale da ornitologo: in definitiva è questa la morale dell'apologo boormaniano, la cui cifra ironica e sospesa è ben assecondata dal Marcello nazionale.
L'opinione più recente
Di sasso67 scritta il 2010-05-12 20:28:36
Voto al film: 
2010-05-12 20:28:36 Opinione di sasso67 su "Leone l'ultimo"
Il re di uno staterello spodestato da una rivoluzione si trasferisce a Londra. Essendo un ornitologo, passa il tempo ad osservare attraverso la finestra il volo degli uccelli con il cannocchiale. In questo modo, si accorge che fuori c’è l’umanità, un’umanità sfruttata e sofferente. Leone prima prende coscienza del problema, poi prende il coraggio di agire, soprattutto quando si rende conto di essere egli stesso parte e causa del problema. Forse la...
voto al film: 
2008-04-29 00:02:12 Opinione di mm40 su "Leone l'ultimo"
Il formato è quello della commedia, ma in effetti lo spessore della storia poteva dare ben altro tipo di risultato (dibattito sociale, politico, civile, razzismo, classismo, di spunti ce ne sono parecchi). Mastroianni si adegua e fondamentalmente i cento minuti passano senza grandi problemi. Niente di stupefacente, tutto scorre.
voto al film: 
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