Corbari (1970)
Con Giuliano Gemma, Tina Aumont, Frank Wolff, Spiros Focas
La trama
Ricostruzione di un episodio della Resistenza.
Romagna, 1944: il giovane Silvio Corbari mette in piedi una banda partigiana. Insofferente a qualsiasi forma di lotta organizzata, compie una serie di audaci azioni che lo trasformano in una figura leggendaria. Il destino ne farà un martire.
In pieno post-'68, un racconto in forma di saga popolare che ne assorbe gli umori più ribellistici.
L'opinione più votata
Di mm40 scritta il 07/02/2012 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
7 febbraio 2012 Opinione di mm40 su "Corbari"
Cosa significa fare un film su Silvio Corbari nel 1970? Significa innanzitutto riallacciarsi al filone del cinema civile italiano inaugurato qualche anno prima da registi come Rosi, Lizzani, Petri (da Salvatore Giuliano a Banditi a Milano a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, uscito proprio in quello stesso 1970), raccontando uno spaccato italiano (storico, contemporaneo o di fiction) che aiuti a riflettere non solo sui contenuti espliciti della pellicola, ma anche sulla...
voto al film: 
5 novembre 2011 Opinione di sasso67 su "Corbari"
Orsini, nel 1970, propone un eroe della Resistenza non incasellabile in alcuna nota formazione politica. Probabilmente anche questo segnò la sua fine tragica ad opera dei fascisti repubblichini. Il giovane partigiano, appena ventunenne, fu impiccato a Castrocaro e poi di nuovo a Forlì, dove fu esposto a "beneficio" della folla, ben prima del 28 aprile 1945. Silvio Corbari rappresenta un tipo di partigiano portatore di un antifascismo militante e permanente, una sorta di Che Guevara, vicino...
voto al film: 
27 ottobre 2010 Opinione di wang yu su "Corbari"
Ritratto di un eroe ribelle,baldanzoso,astuto, generoso e ottimista- Non raggiunge la sufficienza voto 5,5.
voto al film: 
1 maggio 2010 Opinione di chribio1 su "Corbari"
trama reale x 1 film poco convincente anche se ben interpretato da tutti.voto.5.5.
voto al film: 
6 ottobre 2007 Opinione di emmepi8 su "Corbari"
Regista e sceneggiatore un po' anomalo per il nostro cinma, legato inzialmente ai Fratelli Taviani poi si è reso indipendente, ma ha nuociuto non poco il distacco. Qui affronta una storia vera della formazione della vita di Silvio Corbari, romagnolo di sangue caldo che senza volerlo accetta la vita di partigiano, a cui darà la massima coerenza. Diciamo che sembra che gli sceneggiatori abbianmo avuto paura della storia raffrendandola al massimo e qui sta un po' il problema del film, che...
voto al film: 



















