Le bianche tracce della vita (2000)
Con Milla Jovovich, Peter Mullan, Wes Bentley, Sarah Polley, Nastassja Kinski
La trama
Avventure sentimentali in un paesino sperduto nelle nevi.
Siamo nel 1869 in un piccolo villaggio immerso nelle nevi della Sierra Nevada. La vita del paese viene sconvolta dal ritorno di Dillon che, vent'anni prima, aveva venduto la moglie Elena e la figlia Hope in cambio di un certificato di proprietà di una miniera d'oro. Nel frattempo Elena si è innamorata di Dalglish incaricato di tracciare il percorso della nuova ferrovia. L'ex compagno torna a corteggiarla.
Un'operazione solo a tratti suggestiva (l'ambientazione è ricca), salvata in extremis da un intonato coro attoriale dove lo scozzese Mullan dà lezioni di recitazione al giovane Bentley, e dove tre donne (Kinski, Polley e Jovovich) assicurano contro la noia.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 31/2001
sferisce l’Inghilterra del suo celebre “Sindaco di Casterbridge” in una Sierra Nevada che più “nevada” non si può. ESPANDI +
L'opinione più votata
Di Utente rimosso (ohmeye) scritta il 06/06/2003 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
- negative [2]
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7 gennaio 2010 Opinione di fornarolo su "Le bianche tracce della vita"
La bellezza dell'ambientazione, unico lato positivo, non salva lo spettatore della noia per una storia poco interessante.
voto al film: 
17 settembre 2009 Opinione di bradipo68 su "Le bianche tracce della vita"
Come raccontare l'epopea della frontiera partendo dalla letteratura inglese.Il genere cinematografico western è americano per eccellenza:il west racchiude la loro storia,la loro mitologia,rappresenta le loro radici.E di storie di frontiera il cinema americano western ce ne ha raccontate tante.Stupisce ancor di più che a raccontare questa storia sia un regista inglese specializzato in suburbi minimalisti e con una spiccata predilezione per la letteratura inglese,in particolare...
voto al film: 
23 aprile 2005 Opinione di ceo_85 su "Le bianche tracce della vita"
Dramma a sfondo western/sentimentale, ben diretto e interpretato. Il ritmo non molto alto lo rende un prodotto per gli amanti delle storie lente e tormentate ma con risvolti a lieto fine.
voto al film: 
20 ottobre 2003 Opinione di movieman su "Le bianche tracce della vita"
Da dimenticare.
voto al film: 
6 giugno 2003 Opinione di Utente rimosso (ohmeye) su "Le bianche tracce della vita"
E' un peccato che nessuno abbia visto questo bel film, soprattutto perchè è firmato da Michael Winterbottom, che compie un'ardita trasposizione sul testo d'ambientazione rurale di Thomas Hardy "The major of Casterbridge", trasportandolo dalla costa del Devon (il mitico Wessex) alle fredde montagne dell'Alaska, dall'inizio dell'800 all'epoca della Febbre dell'Oro. Il film è splendido sotto molti punti di vista: innanzi tutto la storia di Dillon, un pionere-re della sua città chiamata...
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