L'amore probabilmente (2001)
Con Sonia Bergamasco, Rosalinda Celentano, Fabrizio Gifuni, Teco Celio
La trama
In tre capitoli Bertolucci filosofeggia sull'amore.
Sofia, allieva di una scuola di recitazione, viene colpita dalla prolusione _L'invito alla menzogna_ che Mariangela Melato rivolge ai suoi discepoli. Secondo lei fare l'attore vuol dire mentire. Sofia, colpita da queste parole, decide di sperimentare nella vita il potere della menzogna. Ne ricaverà guai a non finire. Sconvolta Sofia si ritrova su un treno dove legge il titolo di un intervista a Stefania Sandrelli nella quale sostiene che di fronte alla macchina da presa è impossibile mentire. Sofia decide di dire sempre la verità, ma anche stavolta capisce che dire quello che si pensa non paga. Non resta che l'illusione, affidata ad Alida Valli e a un provino che l'aspirante attrice deve sostenere con un regista e che diventa un viaggio alla scoperta di sé stessa.
Bertolucci danza come a un ballo delle debuttanti, volteggia, rovesciando i punti di vista quasi a volere accompagnare fuori dalla porta, con educazione, il vecchio "cinema pesante". Leggiadro e leggero filosofeggia sull'amore, scrive ti amo sullo schermo come avesse tra le mani la caméra stylo di Astruc e Cocteau. L'audiovisivo come la penna del poeta, come un verso di Giorgio Caproni, come una parola sentita dire in casa chissà quante volte da papà Attilio. Un film che spera e sperimenta: spera di nascere e sperimenta quanto sia impossibile dire la verità, recitare la menzogna, illudersi che non sia solo un gioco. Bertolucci confessa di non sapere (ancora) cosa sarà il cinema, ma dichiara di avere capito cosa non è più. Eroico.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 37/2001
L'opinione più votata
Di emmepi8 scritta il 17/08/2011 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- positive [4]
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17 agosto 2011 Opinione di emmepi8 su "L'amore probabilmente"
Giuseppe Bertolucci si è sempre distinto con i suoi film, che hanno fatto sempre un percorso diverso da quello del fratello, la suo voglia di sperimentazione supera ogni ostacolo e si lascia andare, alle volte con alterne fortune, ma sempre su un piano interessante e personale, a tematiche e realizzazioni particolari e che vanno anche oltre il cinema di autore, su cui alle volte si mettono certe scelte. Qui c’è un lavoro in comunione completa con gli attori, che viene...
voto al film: 
3 marzo 2010 Opinione di Tato88 su "L'amore probabilmente"
Ho avuto la fortuna di vedere questo film oggi a lezione. Sebbene inizialmente "violenti" un pò lo spettatore con questo montaggio caratterizzato da un insistente jump-cut in puro stile nouvelle vague ancora più radicale e selvaggio del godardiano "À bout de souffle", presto ci si fa l'abitudine e si inizia a comprendere il meccanismo per il quale si passa dal film tout-court alle prove delle riprese, alla lettura a tavolino del copione, sì che...
voto al film: 
14 dicembre 2003 Opinione di apemaga su "L'amore probabilmente"
Non l'ho capito mica, ma mi è piaciuto, cos'è il teatro, che è recitare. Se prima non lo sapevo, ora continuo ad ignorarlo, per amare la recitazione forse però non è necessario capire, ma aprirsi e la sciare entrare quello che l'arte sa darti. E le emozioni, quelle contano. Una Spettatrice
voto al film: 
11 ottobre 2002 Opinione di make su "L'amore probabilmente"
Un tributo al cinema, un tributo alla vita, un tributo all'amore. Seguendo queste tre tematiche Giuseppe Bertolucci firma il suo capolavoro. Un film che intende scavare nell'io più profondo per indagare sull'anima, sulla verità che diventa anche menzogna, per ritornare a quel punto di arrivo da dove in realtà non si era mai partiti. Rivolgendosi a tre attrici che hanno incarnato nella loro carriera e quindi nella loro vita tre diverse concezioni esistenziali -Mariangela Melato la...
voto al film: 
11 agosto 2002 Opinione di rosebud su "L'amore probabilmente"
Menzogna, Verità, Illusione (come il titolo dei 'capitoli' del film stesso) sono le corde dello strumento che accompagna lo svolgersi del film di Giuseppe Bertolucci. Un viaggio in tre stazioni sull'arte del recitare e del vivere. Un fine settimana in montagna, la fuga in treno, il provino in teatro: i tre volti di una donna alla ricerca di se stessa e del proprio futuro. Primo film di Bertolucci girato in digitale, lascia l'amaro in bocca per una sorta di strisciante pessimismo che...
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