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L'amore probabilmente (2001)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'amore probabilmente: presente
Ritmo ritmo in L'amore probabilmente: forte
Impegno impegno in L'amore probabilmente: molto forte
Tensione tensione in L'amore probabilmente: presente
Erotismo erotismo in L'amore probabilmente: forte

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'amore probabilmente

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'amore probabilmente (voti: 8 media: 3,50) 8

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locandina di L'amore probabilmente

La trama

In tre capitoli Bertolucci filosofeggia sull'amore.

Sofia, allieva di una scuola di recitazione, viene colpita dalla prolusione _L'invito alla menzogna_ che Mariangela Melato rivolge ai suoi discepoli. Secondo lei fare l'attore vuol dire mentire. Sofia, colpita da queste parole, decide di sperimentare nella vita il potere della menzogna. Ne ricaverà guai a non finire. Sconvolta Sofia si ritrova su un treno dove legge il titolo di un intervista a Stefania Sandrelli nella quale sostiene che di fronte alla macchina da presa è impossibile mentire. Sofia decide di dire sempre la verità, ma anche stavolta capisce che dire quello che si pensa non paga. Non resta che l'illusione, affidata ad Alida Valli e a un provino che l'aspirante attrice deve sostenere con un regista e che diventa un viaggio alla scoperta di sé stessa.  

Bertolucci danza come a un ballo delle debuttanti, volteggia, rovesciando i punti di vista quasi a volere accompagnare fuori dalla porta, con educazione, il vecchio "cinema pesante". Leggiadro e leggero filosofeggia sull'amore, scrive ti amo sullo schermo come avesse tra le mani la caméra stylo di Astruc e Cocteau. L'audiovisivo come la penna del poeta, come un verso di Giorgio Caproni, come una parola sentita dire in casa chissà quante volte da papà Attilio. Un film che spera e sperimenta: spera di nascere e sperimenta quanto sia impossibile dire la verità, recitare la menzogna, illudersi che non sia solo un gioco. Bertolucci confessa di non sapere (ancora) cosa sarà il cinema, ma dichiara di avere capito cosa non è più. Eroico.

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 37/2001

I bravi attori? Sono dei poveri illusi, parola di Alida Valli, una delle tre muse prelevate dal proprio immaginario da Giuseppe Bertolucci per tentare di spiegarci e di spiegarsi cosa diavolo si sia insinuato nel già labile territorio che separa la verità dalla menzogna, la realtà dall’illusione. Tre capitoletti, come fosse un sonetto, un canto, sillabato dalle incredibili nuove telecamere digitali che attaccano gli attori, le storie, persino la creatività di sceneggiatori e registi e che, probabilmente, un giorno soppianteranno del tutto la messa in scena, sostituendosi all’ormai stanca Settima Arte. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di emmepi8 scritta il 17/08/2011 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto buono

Giuseppe Bertolucci si è sempre distinto con i suoi film, che hanno fatto sempre un percorso diverso da quello del fratello, la suo voglia di sperimentazione supera ogni ostacolo e si lascia andare, alle volte con alterne fortune, ma sempre su un piano interessante e personale, a tematiche e realizzazioni particolari e che vanno anche oltre il cinema di autore, su cui alle volte si mettono certe scelte. Qui c’è un lavoro in comunione completa con gli attori, che viene distribuito in diversi piani, almeno tre, e poi montato in maniera strategica ed apparentemente confusionaria, mentre si riesce ad intrecciare momenti della lettura del testo,  alle prove e  le riprese effettive. Un scelta audace e non certamente indirizzata al grande pubblico, ma con una dose di disponibilità e concentrazione, risveglia in noi una curiosità ed una partecipazione che premia poi lo sforzo, non certo qualunque, di un’ idea di film e riesce a mettere a dura prova gli attori, che partono dalla discussione del film per arrivare all’ascolto del regista, spesso risultante dalla voce fuori campo, o ripreso  sempre casualmente e molte volte in maniera  sfuocata, fino ad arrivare all’interpretazione che deve necessariamente passare per queste fasi per arrivare al risultato aspirato. A parte questi dati che formano la intelaiatura del film, che però fa parte del film stesso, il tema è di come affrontare un personaggio  da parte dell’attore con l’interpretazione, da quale punto di vista, da quale disponibilità o concetto un interprete riesce ad entrare nei luoghi  essenziali e culminanti di un personaggio. Attori diversissimi danno una loro teoria in merito, e se ne prendono tre in maniera quasi simbolica,  facendo dare loro una testimonianza di come intendono entrare nel personaggio. Si inizia  con Mariangela Melato, che con una esibizione  anche autoironica, è  determinata a entrare nello spirito del ruolo attraverso la menzogna; il fatto è che un attore finga per essere il personaggio, che naturalmente deve avere ricchezze interiori tali da suggerirgli la sua interpretazione. Il ruolo preso in considerazione è Casa di Bambola di Ibsen, e l’attrice dice appunto che Nora non può trasmigrare nei vari attori determinandone il coinvolgimento  personale, ma solo la finzione motivata determina l’interpretazione. Altra attrice simbolo è Stefania Sandrelli che motiva il suo metodo di interpretare nel rimanere sempre sé stessa; i registi cambiano, le richieste anche, ma lei rimane sempre sé stessa  affrontando il ruolo, e per quest’attrice non facciamo nessuna fatica per tenerlo a mente!!! . Alida Valli testimonia, con la su assenza ed un passaggio di sceneggiatura scritta e letta  dall’interprete del film, che l’attore interpreta l’illusione in scena, creandoci nel nostro immaginario un qualcosa che non è realmente vissuto, ma illusoriamente visto, e  Bertolucci sceglie delle immagini di un film del 1947, l’anno in  lui è nato, firmato da Soldati da un romanzo di Balzac. Ogni premessa delle tre attrici è naturalmente esemplificata dal regista tramite gli attori, ed in special modo dall’attrice protagonista vero brillante visibile nel film, senza mai essere in tonalità didascaliche, a cui magari il quadro si presterebbe.
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SI

Opinioni su L'amore probabilmente


17 agosto 2011 Opinione di emmepi8 su "L'amore probabilmente"
emmepi8

Giuseppe Bertolucci si è sempre distinto con i suoi film, che hanno fatto sempre un percorso diverso da quello del fratello, la suo voglia di sperimentazione supera ogni ostacolo e si lascia andare, alle volte con alterne fortune, ma sempre su un piano interessante e personale, a tematiche e realizzazioni particolari e che vanno anche oltre il cinema di autore, su cui alle volte si mettono certe scelte. Qui c’è un lavoro in comunione completa con gli attori, che viene...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a L'amore probabilmente (2001)

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[utile per 2 utenti]

3 marzo 2010 Opinione di Tato88 su "L'amore probabilmente"
Tato88

Ho avuto la fortuna di vedere questo film oggi a lezione. Sebbene inizialmente "violenti" un pò lo spettatore con questo montaggio caratterizzato da un insistente jump-cut in puro stile nouvelle vague ancora più radicale e selvaggio del godardiano "À bout de souffle", presto ci si fa l'abitudine e si inizia a comprendere il meccanismo per il quale si passa dal film tout-court alle prove delle riprese, alla lettura a tavolino del copione, sì che...

voto al film: Tato88 assegna il voto buono a L'amore probabilmente (2001)



14 dicembre 2003 Opinione di apemaga su "L'amore probabilmente"
apemaga

Non l'ho capito mica, ma mi è piaciuto, cos'è il teatro, che è recitare. Se prima non lo sapevo, ora continuo ad ignorarlo, per amare la recitazione forse però non è necessario capire, ma aprirsi e la sciare entrare quello che l'arte sa darti. E le emozioni, quelle contano. Una Spettatrice

voto al film: apemaga assegna il voto buono a L'amore probabilmente (2001)


11 ottobre 2002 Opinione di make su "L'amore probabilmente"
make

Un tributo al cinema, un tributo alla vita, un tributo all'amore. Seguendo queste tre tematiche Giuseppe Bertolucci firma il suo capolavoro. Un film che intende scavare nell'io più profondo per indagare sull'anima, sulla verità che diventa anche menzogna, per ritornare a quel punto di arrivo da dove in realtà non si era mai partiti. Rivolgendosi a tre attrici che hanno incarnato nella loro carriera e quindi nella loro vita tre diverse concezioni esistenziali -Mariangela Melato la...

voto al film: make assegna il voto buono a L'amore probabilmente (2001)



11 agosto 2002 Opinione di rosebud su "L'amore probabilmente"
rosebud

Menzogna, Verità, Illusione (come il titolo dei 'capitoli' del film stesso) sono le corde dello strumento che accompagna lo svolgersi del film di Giuseppe Bertolucci. Un viaggio in tre stazioni sull'arte del recitare e del vivere. Un fine settimana in montagna, la fuga in treno, il provino in teatro: i tre volti di una donna alla ricerca di se stessa e del proprio futuro. Primo film di Bertolucci girato in digitale, lascia l'amaro in bocca per una sorta di strisciante pessimismo che...

voto al film: rosebud assegna il voto mediocre a L'amore probabilmente (2001)



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