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L'uomo in più (2001)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'uomo in più: minimo
Ritmo ritmo in L'uomo in più: presente
Impegno impegno in L'uomo in più: minimo
Tensione tensione in L'uomo in più: presente
Erotismo erotismo in L'uomo in più: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'uomo in più

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'uomo in più (voti: 112 media: 3,78) 112

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La trama

Antonio Pisapia, in arte Tony, è un “crooner” partenopeo dalla voce seducente, artista da balera conteso dalle donne, coccolato dai manager e rispettato dai pusher. Antonio Pisapia è invece uno stopper di classe e - dopo un grave infortunio - un allenatore dilettante ma geniale, inventore di un modulo alla Sacchi anni prima dell’avvento del tecnico di Fusignano. Per loro sembra iniziare un periodo di successo: ma nel 1984, la carriera e la vita di entrambi vanno in mille pezzi... 

Per il suo lungometraggio d'esordio, Sorrentino sceglie un pedinamento intenso, entra nei personaggi, li assale con uno sguardo partecipe e lascia che si sciolgano nel dramma: da brivido il monologo di Servillo in Tv.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 38/2002

Visse due volte l’uomo in più. Nei primi anni ’80, come Toni Pisapia, crooner partenopeo dalla voce seducente, artista da balera conteso dalle donne, coccolato dai manager, rispettato dai pusher. E come Antonio Pisapia, stopper ammirato, allenatore dilettante ma geniale, inventore di un modulo alla Sacchi anni prima di Sacchi. Paolo Sorrentino esordisce dietro la macchina da presa con un teorema tragico che si sviluppa in parallelo. Due uomini ricchi e famosi cadono in disgrazia, sembrano rialzarsi dall’oblio e improvvisamente ripiombano nell’abisso, quello definitivo. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di pazuzu scritta il 16/07/2011 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Napoli, primi anni 80. Antonio Pisapia è il nome di due uomini all'apice della notorietà: uno è un cantante di musica leggera abituato ad esser riverito e coccolato, a dare ordini, a scegliersi le donne e a trattare gli altri uomini come pezze da piedi; l'altro è un calciatore, uno stopper esperto dallo stile di vita irreprensibile e dal carattere schivo e riservato. Ma quando la sorte decide di voltargli le spalle, per loro inizia un rapido ed inesorabile declino: il primo, cocainomane e già arrestato nel 1970 per spaccio, finisce di nuovo sotto processo, stavolta con l'accusa di aver stuprato una minorenne, mentre il secondo, reduce dal suo gol più bello, subisce in allenamento la rottura dei legamenti del ginocchio destro. Per entrambi è un colpo ferale ad una carriera fino ad allora lanciata: Tony (così si fa chiamare l'artista vizioso) non ha più mercato, e si trova costretto a ripartire dalle feste di paese o (nella migliore delle ipotesi) dalle crociere; e Antonio, piantato in asso dal proprio fisico, appende gli scarpini al chiodo ma coglie la palla al balzo per mettersi a studiare da allenatore, dedicandosi con passione ad un'idea tattica innovativa e spavalda che nessuno mai gli concederà l'opportunità di mettere in pratica.
L'uomo in più, film d'esordio di Paolo Sorrentino, è un progetto ambizioso ma riuscito a metà.
A convincere è prima di tutto la mano del regista, capace di inquadrature e movimenti non banali oltre che di scene notevoli per l'impatto emotivo e per la perfetta sintesi tra struttura e contenuto, tra forma e sostanza, in grado di gestire con pari sensibilità due personaggi estremamente diversi che in comune oltre al nome hanno soltanto la vocazione per la sconfitta, e di scandagliarne le personalità con apparente semplicità inserendosi con pudore nelle loro sfere private; convince oltremodo Toni Servillo, protagonista di una prova intensa e calda, carica ma mai caricaturale, nel ruolo di un uomo, Tony, egoista ed egocentrico, sposato ma anaffettivo, illuso di poter bastare a sé stesso ma in realtà terribilmente solo, accecato da un successo effimero scambiato per onnipotenza; convince con qualche riserva Andrea Renzi, che lavora per sottrazione (talvolta eccedendo) per restituire la figura di Antonio, il calciatore che, privato del campo da gioco, si rifugia in un'ossessione che lo porta a perdere l'amata moglie l'autostima e la voglia di lottare; convincono nel complesso i caratteri di contorno, e convincono le atmosfere le luci ed i colori, che smorzano il kitch degli interni suggerendo un senso crescente di rassegnazione.
A non convincere è però la sceneggiatura (dello stesso Sorrentino) che, semplice fluida e lineare per tre quarti, cerca di strafare e si ingolfa sul più bello, quando, nel tentativo di congiungere a forza le strade dei due omonimi perdenti, inciampa in un epilogo frettoloso e superfluo seppur nobilitato da belle immagini.
L'uomo in più è dunque un film doloroso e tragico ma sostanzialmente irrisolto, un film le cui singole parti valgono più della loro somma, girato da un regista evidentemente dotato ma ancora troppo istintivo e disordinato che, consapevole e fiero della propria bravura, si fa prendere dalla smania di marcare la (già chiara) distanza dal livello medio(cre) del cinema italiano (contemporaneo), finendo per specchiarsi, perdere la misura, e deludere in parte le buone aspettative create.
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SI

Opinioni su L'uomo in più


20 agosto 2011 Opinione di cheftony su "L'uomo in più"
cheftony

Antonio Pisapia (Toni Servillo), detto Tony, è un cantante neomelodico napoletano di successo nei primi anni '80. Arrogante, sbruffone, pieno di donne, cocainomane: la vita gli sorride. Antonio Pisapia (Andrea Renzi), omonimo del cantante, è un calciatore di serie A, ruvido mediano resosi protagonista in una partita difficile con un gol in semirovesciata. Timido, onesto, corretto, tranquillamente sposato: anche per questo Pisapia le cose vanno a gonfie vele. Tony, però,...

voto al film: cheftony assegna il voto buono a L'uomo in più (2001)

2 commenti
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16 luglio 2011 Opinione di pazuzu su "L'uomo in più"
pazuzu

Napoli, primi anni 80. Antonio Pisapia è il nome di due uomini all'apice della notorietà: uno è un cantante di musica leggera abituato ad esser riverito e coccolato, a dare ordini, a scegliersi le donne e a trattare gli altri uomini come pezze da piedi; l'altro è un calciatore, uno stopper esperto dallo stile di vita irreprensibile e dal carattere schivo e riservato. Ma quando la sorte decide di voltargli le spalle, per loro inizia un rapido ed inesorabile...

voto al film: pazuzu assegna il voto sufficiente a L'uomo in più (2001)

nessun commento
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13 aprile 2011 Opinione di Tarabas su "L'uomo in più"
Tarabas

La doppia vita di Antonio Pisapia. Due omonimi che non si conoscono condividono senza saperlo due destini paralleli. L'uomo in più è quel che cercano gli allenatori di calcio nel disegnare uno schema d'attacco. La superiorità rispetto alla difesa, la variabile che porterà alla vittoria. Di Antonio Pisapia ce ne sono due, uno è di troppo, è l'uomo in più, ma lo schema non porta al goal il calciatore dimenticato dopo un infortunio, nè...

voto al film: Tarabas assegna il voto buono a L'uomo in più (2001)

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29 marzo 2011 Opinione di Mathiasparrow su "L'uomo in più"
Mathiasparrow

Presentarsi all'esordio percorrendo due viali del tramonto è un rischio non da poco. Eppure Sorrentino è convinto: vuole avviare la carriera in coraggiosa controtendenza, tratteggiando uno spaccato di declino in cui echeggino irripetibili gioie di vita appena trascorsa, dal sentore terribilmente lontano. L'ambizione urta contro inevitabili limiti di esperienza che il giovane cineasta non può avere, per quanto provi ad ostentare il contrario. Accade così che...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto mediocre a L'uomo in più (2001)

5 commenti
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6 dicembre 2010 Opinione di barabbovich su "L'uomo in più"
barabbovich

Antonio Pisapia (Renzi) è un calciatore di serie A, timido, onesto, laconico ed introverso, determinato a diventare allenatore non appena avrà raggiunto la pensione pedatoria. Ma Antonio Pisapia (Servillo) è anche un cantante per palati ruvidi in stile Fred Bongusto, un rodomonte crapulone, tirannico, traditore e cocainomane al quale piace godersi la vita senza dover fare rinunce. Omonimi, entrambi residenti a Napoli, i due Pisapia toccano i vertici del successo...

voto al film: barabbovich assegna il voto buono a L'uomo in più (2001)

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11 agosto 2010 Opinione di gene55 su "L'uomo in più"
gene55

"Nella vita il pareggio non esiste"...Con questa frase nella primissima inquadratura,nonchè in locandina,si presenta l'esordio alla regia del napoletano Paolo Sorrentino coaudivato dal conterraneo Toni Servillo,che da li a poco ci avrebbero deliziato col capolavoro de "Le conseguenza dell'amore".Non c'è respiro,la macchina da presa è affannata,le idee strabordano,i personaggi sono tutti interessanti ed ognuno a suo modo molto rimarcato...Antonio Pisapia,alias...

voto al film: gene55 assegna il voto buono a L'uomo in più (2001)

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3 agosto 2010 Opinione di Jimmybuz su "L'uomo in più"
Jimmybuz

Dopo aver letto "Tutti hanno ragione" non potevo non vedere questo film....molto triste ma veramente ben fatto.... Assolutamente da leggere il libro sopra citato ....è praticamente la storia di Tony Pagoda .....

voto al film: Jimmybuz assegna il voto ottimo a L'uomo in più (2001)


11 giugno 2010 Opinione di Filmoski su "L'uomo in più"
Filmoski

La storia di due omonimi, un calciatore ed un cantante neo-melodico, e delle loro vite. Il passo dalla gloria alla polvere è assai breve e, per chi ha assaporato il gusto dolce e fugace della celebrità, è ancora più amaro il sapore della sconfitta. Paolo Sorrentino, sin dall'esordio, si discosta da tanto cinema italiano e conferisce già un'impronta personale, una forte caratterizzazione dei personaggi, inquadrature non banali, a questo film sorprendente....

voto al film: Filmoski assegna il voto buono a L'uomo in più (2001)

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27 maggio 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "L'uomo in più"
Utente rimosso (signor joshua)

Sorrentino e il resto dell'Italia sono su due lunghezze d'onda completamente opposte: il primo è calmo, diretto, sicuro, carico di una malinconia che trova le sue radici in una visione grigia (sempre tenendo tenendosi stretto un raggio di luce nelle tenebre) della società e della condizione umana a cui le persone delle normali scale sociali vanno incontro; la seconda, non persona ma massa, è invece sfarzosa e ridondante, simbolo da sempre uno stile di vita mediamente...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto sufficiente a L'uomo in più (2001)

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9 maggio 2010 Opinione di jagger su "L'uomo in più"
jagger

Nel suo lungometraggio d'esordio Sorrentino dimostra di avere già le idee chiare su quello che sarà il suo cinema, personalissimo e affascinante, film d'attori in cui la regia è una co-protagonista attenta che non ruba la scena ma gioca con gli interpreti, servendo assist per prestazioni eccellenti. La pellicola racconta di una affinità elettiva tra due persone che, in comune, hanno il nome. Due carriere diverse (un ex cantante di successo che vive un momento...

voto al film: jagger assegna il voto buono a L'uomo in più (2001)

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