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Opinione di stanley kubrick su La maledizione dello scorpione di giada

[The Curse of the Jade Scorpion, USA 2001, Commedia, durata 102']   Regia di Woody Allen
Con Woody Allen, Helen Hunt, Charlize Theron, Dan Aykroyd




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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19/03/2011 voto al film: voto buono

Sul film

RUBARE E AMARE

"Non stavo frugando! Stavo rovistando!"

Nel decennio che è appena passato, il regista statunitense noto per immensi capolavori quali Manhattan e Io E Annie sembra aver perso la mano, le idee comiche e intricate che facevano da sfondo ai suoi film vecchi, i dialoghi divertenti e mai ridicoli. Oltre a questo ha anche perso la moglie, Diane Keaton. Ma questa è un altra storia.
Questo La Maledizione Dello Scorpione Di Giada (titolo che, non so perchè mi rimanda alla Rosa Purpurea Del Cairo, forse per la lunghezza e per le affinità presenti nel titolo) è effettivamente il suo miglior film del decennio che è appena trascorso insieme al drammatico Match Point. Il film è una semi-parodia dei noir anni 40.
Il fumo delle sigarette tracannato dagli investigatori e dai criminali, il cappello a bombetta o a cilindro tipico dei due descritti sopra, costumi a mò di segmenti irritati, baffetti e germi che si addentrano dentro le persone.
Il film del comico statunitense è un film che effettivamente si basa sui costumi (altra affinitò con La Rosa Purpurea Del Cairo ma anche Radio Days), tralasciando intensamente le altre cose soprra descritte. Infatti non ci sono propriamente criminali se non i protagonisti, c'è un detective ma non rincorre i criminali ma si limita a indagare le scomparse di oggetti che avevano un grosso valore (geniale la scena iniziale dove spiega come ha fatto a sapere dove si trovava il quadro di Picasso), non ci sono germi che provocano malattie che portano alla morte istantanea. Allen si limita semplicemente ad attuare e completare (quasi) alla perfezione un processo di degrado singolo che subisce il protagonista. Un detective che scopriva i misteri delle scomparse di oggetti di cultura di massa che (diciamo) ordina ai colleghi, è il migliore detective tra quelli che lavorano in quella società, si trasforma in una pedina messa nelle mani di un mefistofelico ipnotizzatore che fa vivere i pesonaggi in un alone di mistero, eccitazione per un amore che si contrasta per entrambi i membri e ladri professionisti nel loro lavoro.
Partiamo dal presupposto del mistero che volteggia "amorevolmente" nelle menti dei due ipnotizzati. Quando ti ipnotizzano non sai che cosa stai facendo (Donnie Darko è forse l'esempio più esemplare) e ti limiti solo a obbedire al tuo padrone (che ha un aspetto, nella mente degli ipnotizzati, di un Dio, del Supremo, del Divino Creatore del Cielo e della Terra).
L'esile corpicello di Allen che si contrappone a quello altezzoso e sicuro di sè di Helen Hunt. Eppure entrambi sono stati spinti in una sorta di gioco del lavaggio del cervello. Non c'entrano le reazioni alle bestie allucinanti che ti si piazzano davanti, non c'entrano il carattere e la determinazione che sono basilari per le tue basi e per il comportamento, non c'entrano nemmeno l'amore sdolcinato che si creerà alla fine tra i due protagonisti. Lo scorpione di Giada, seppur piccolo e gracile (Allen), possiede una forza di attirare le prede a sè in una maniera sensuale (Hunt) con una semplice parola d'ordine. E' una sorta di magia quello scorpione rinchiuso e accerchiato dentro a un cerchietto. Lo scorpione è l'umano, quello che vive nella terra, mentre il cerchietto che lo circonda è il Dio, che può decidere la sorte del futuro, il fato, di ognuno di noi. In questo caso Dio non vuole lasciare andare via l'umano. Lo vuole torturare e ammirare mentre i suoi tessuti si deflagrano a poco a poco, le urla diventano strazianti e fortissime e il pungiglione smette di emettere veleno dal momento della morte. Ecco il "breve" percorso che deve fare l'ipnotizzatore nei confronti dell'ipnotizzato. Lo sfruttamento viene sempre prima, la scoperta tramite indagini della polizia successivamente, il processo di eutanasia (ho chiamato così perchè Allen è menomato psicanalicamente nell'anima, cosicchè può essere considerato malato) per concludere.
Il momento cruciale del film arriva in una festa. Le feste nel cinema alleniano non sono molto presenti ma qui potrebbe fare un'eccezione il comico statunitense. La festa di compleanno di un collega di lavoro dei due protagonisti si trasforma per quest'ultimi in un viaggio che ne usciranno grazie anche all'amore che volteggia nelle loro anime che prendono strade perdute. Un amore che all'inizio era costellato di insulti spregevoli (non volgarissimi, ricordiamoci che Allen non mette mai nei propri film dialoghi che presentano insulti, specialmente con le donne in mezzo), sospetti tra l'uno e l'altra per i furti che si stavano consumando, amori nascosti tra lei e il direttore della società investigativa. Insomma, erano come il gatto e il topo. Soltanto che lei era il gatto che rincorreva lui, il topo. La situazione si potrebbe definire tragicomica, in effetti. Però non si può fare a meno di pensare a questo giochetto sadico. Lui entra nella casa di lei per rovistare (vedi dialogo iniziale), ma in verità cerca il formaggio, suo pane quotidiano. Poi, nella scena finale, diventa un amore solido che combatte contro tutto e tutti.
Però, nell'amore, c'è sempre un triangolo perfetto. Anime impoverite che cercano di scegliere tra due persone all'apparenza diverse ma che invece si assomigliano nell'interno in una maniera assurda. In questa pellicola c'è un quadrato perfetto. Infatti, oltre al direttore della società investigativa, c'è anche una super-modella che mostra le forme al grande regista e cerca in tutti i modi di portarlo a letto. L'ipnotizzazzione perversa riprende il corpo di Allen che deve disdire l'appuntamento. Non accade lo stesso a lei mentre deve consumare un rapporto con il direttore. Ma quanto è bello l'amore...
L'ipnotizzatore verrà preso dalla polizia e, nella scena finale, i due piccioncini percorrono un lungo corridoio. L'amore è giunto senza ipnotizzazione allucinante e devono solo raggiungere la meta, terminare il corridoio, sintesi assoluta della loro vita. Tom e Gerry si amano.
Un momento! Le due parole che facevano ipnotizzare i due sono Constantinopoli e Madagscar, rispettivamente il primo per lui e il secondo per lei. Ma nella storia era Constantinopoli a regnare su Madagascar o viceversa.
Mmh bella domanda...


SI

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