Luna rossa (2001)
Con Toni Servillo, Licia Maglietta, Domenico Balsamo, Carlo Cecchi
La trama
Guerre di mafia, legami di sangue e tragedie familiari.
La famiglia Cammararo, legata al mondo della camorra, ha dimostrato fin dall'inizio degli anni Settanta un'innegabile vocazione per gli affari sporchi. A mano a mano si è allargata sul territorio e contemporaneamente si è arroccata nella sua tenuta-fortino. Ora l'equilibrio, costruito su una scala gerarchica oppressiva, si sta sfaldando grazie alle ultime generazioni. I giovani della famiglia sentono, in qualche modo, il peso di una vita che non gli appartiene più.
"Sentivano una canzone, "Luna rossa", una canzone sul tradimento", dice la matrona di casa Cammararo. Il tradimento e la vendetta, Eschilo (ma anche Shakespeare) e la camorra. Antonio Capuano rilegge l'Orestiade, blinda i personaggi in una casa, ne fa esplodere gli inevitabili conflitti seguendo abbastanza fedelmente la struttura del testo classico. Mélo e noir, mafia e tragedia: sono binomi a cui il cinema (italo) americano ci ha abituato da tempo. Ma sminuire "Luna rossa" perché c'è già stato Abel Ferrara non ha senso, sarebbe come dire che Jean-Claude Izzo è uno scrittore minore perché secoli fa c'era Omero. In realtà questo è il cinema (italiano) che abbiamo sognato per anni; denso e massimalista. Ottimo il lavoro di sperimentazione sulla recitazione e il linguaggio (dal napoletano dei bassifondi a una forma più aulica). Ottima tutta la prima parte sospesa tra la claustrofobia dei luoghi, l'oppressione della macchina da presa e la drammaturgia di una storia potente. Interpreti da urlo.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 44/2001
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 15/09/2011 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
E in effetti tra i numerosi abitanti, tutti parenti o quasi, che vagano nei soggiorni vuoti dove vigila la tv perennemente accesa e in camere da letto affollate, si instaurano stranissimi rapporti sessuali. Molto fisici. Fatti di incesti, rabbiosi rancori edipici, istinti veementi. Sopra tutto e tutti, le agghiaccianti influenze del capofamiglia, il quale cerca di tirare le redini per affermare il comando, ma si trova a dover fare i conti con le giovani leve malavitose, i cui componenti si cercano solo per scorticarsi, sfidarsi o incantarsi. Per derisione, ripicca, cupidigia.
Silenziato ad arte durante lo svolgersi di alcune sequenze, “Luna rossa” riprende a battere grazie a improvvisi slanci musicali. Stuzzicante miscela di remoto e moderno, dalla consueta romanza napoletana alla lirica, fino agli accentuati bassi filo-house, lo score del film appassiona per la sua coerenza. Da manuale l’accompagnamento che accorda gli sfregi corporali di uno dei protagonisti.
L’affresco corale così dipinto cova vipere in seno che si mordono l’una con l’altra; hanno in corpo così tanto veleno che non subiscono conseguenze, come se avessero acquisito una specie di immunità allo scontro e al vituperio verbale (tra gli incontri-scontri, una menzione speciale va alle interpretazioni di Licia Maglietta e Antonino Iuorio).
Grazie a dialoghi solenni composti da frasi fatte, da declamazioni universali che sfiorano il melodramma e la tragedia, attualizzati da un apporto visivo e narrativo inconsueto, la corsa dei cavalli bradi dei Cammarano è destinata a dissolversi, tra infinite chiacchere al cellulare filtrate da un addetto centralinista e l’impassibile utilizzo di armi da fuoco. Dotato di un montaggio invidiabile, che mescola le carte sulla piena comprensione dei personaggi, la narrativa si scalda per poi spegnersi, si esalta per poi estinguersi, in un interessantissimo e complesso ordito.
Per tre quarti il film ha una cadenza invidiabile, ferma e incostante allo stesso tempo. Poi si adagia su una ripetitività di situazioni e interazioni che stiracchiano le vicende fino all’immaginabile (e inutile) finale. Capuano avrebbe potuto benissimo fare a meno di spiegare, far vedere, chiudere il cerchio. Il completamento delle figure geometriche non è sempre un pregio.
- negative [4]
- sufficienti [2]
- positive [11]
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15 settembre 2011 Opinione di PompiereFI su "Luna rossa"
Chiusa in una specie di bunker circondato da campi dove far correre liberi i cavalli, la famiglia Cammarano punta alla leadership camorristica. Gli arredamenti che guarniscono gli interni sono volgari come i proprietari, sono oggetti che parlano e dicono della sfarzosa e inutile boria della Famiglia. Imbruttiti dagli ostacoli dell’ignoranza, sembrano suppellettili avanzate ai film a luce rossa. E in effetti tra i numerosi abitanti, tutti parenti o quasi, che vagano nei soggiorni...
voto al film: 
7 dicembre 2010 Opinione di emmepi8 su "Luna rossa"
Certo lo spunto di partenza è la tragedia greca e lo stesso nome di Oreste la richiama all'istante, ma di teatrale c'è anche la recitazione, e questo è un fattore voluto, perché solo con questo si ottengono certi risultati. L'atmosfera che si attraversa certamente non è mai ruffiana e di avventura, ma acida ed ostile, sembra un film di Bellocchio prima maniera, almeno negli spunti. Attori tutti bravi e preparati per i loro rispettivi ruoli, che...
voto al film: 
15 dicembre 2008 Opinione di sasso67 su "Luna rossa"
Appunti per un'Orestiade napoletana. Il film di Capuano ha momenti interessanti, ma nel complesso zoppica parecchio. Alcuni personaggi sono abbastanza credibili, anche se soprattutto grazie alle interpretazioni di attori come Toni Servillo, Carlo Cecchi, Antonino Iuorio e Italo Celoro (quest'ultimo un padrino viscido e infido). L'insieme, comunque, sta appiccicato con la Coccoina, e non convince per le inevitabili forzature che comportava comprimere la tragedia greca nelle odierne vicende di...
voto al film: 
12 ottobre 2008 Opinione di LorCio su "Luna rossa"
Come si può combinare nel medesimo concentrato sia la tragedia greca (non è un caso che nel cast ci siano attore di matrice profondamente teatrale come Carlo Cecchi, Licia Maglietta, Toni Servillo, Lucia agni, Angela Pagano, Antonino Iuorio...) che la canzone napoletana, Eschilo che si incontra (e non si scontra) con Luciano Tajoli? Contaminando un genere pressoché morto, riverbero post-moderno dell’antichità per eccellenza, Antonio Capuano riflette per immagini sullo stato del teatro...
voto al film: 
11 marzo 2006 Opinione di Marika su "Luna rossa"
Avvincente,drammatico,crudo realistico
voto al film: 
19 agosto 2005 Opinione di brando su "Luna rossa"
Lucido e avvelenato. La vendetta che parte dalla polvere. Un angelo ubriaco finito all'inferno. Un film teso ed assurdo che ricorda la tensione irreale di Abel Ferrara e la follia pulita di Lynch. Le sbavature che costellano l'intera pellicola,rafforzano il rosso assordante dei colori,ed il peso ovattato delle inquadrature
voto al film: 
- negative [4]
- sufficienti [2]
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