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No Man's Land (2001)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in No Man's Land: minimo
Ritmo ritmo in No Man's Land: presente
Impegno impegno in No Man's Land: forte
Tensione tensione in No Man's Land: forte
Erotismo erotismo in No Man's Land: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a No Man's Land

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a No Man's Land (voti: 66 media: 3,92) 66

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La trama

Un bosniaco e un serbo nella "terra di nessuno".

Bosnia, 1993: Ciki e Nino, due soldati, il primo bosniaco e il secondo serbo, sono isolati nella terra di nessuno che divide le linee nemiche. Mentre i due cercano di trovare una soluzione al loro problema, un casco blu francese si organizza per aiutarli contravvenendo agli ordini dei suoi superiori. Ciki ha un problema in più: deve liberare un compagno che si trova sdraiato su una mina. Le televisioni sfruttano la situazione e ne fanno uno show mediatico.  

Danis Tanovic è un ottimo regista perché sa che può essere peggio di così. Soprattutto ha una dote fondamentale per guardare con occhio lucido agli eventi apocalittici del mondo: l'ironia. Una fratricida guerra ma raccontata con i toni, il ritmo e la "leggerezza" della commedia, tra battute a volte irresistibili e momenti di drammatico spessore. Quella di Danis Tanovic è una sceneggiatura perfetta (ha vinto, non a caso, la Palma al Festival di Cannes) perché riesce a gestire con equilibrio due poli emotivi opposti e contrastanti: si ride e ci si commuove, senza mai sentirsi in imbarazzo, sempre con gli occhi sbarrati di fronte alla rappresentazione purtroppo "vera" di una situazione "impossibile". Non a caso Tanovic parla di follia: chi potrebbe prendere sul serio la scenetta di due tizi, con amici comuni e forse anche una storia simile, costretti dagli eventi a scannarsi senza un perché come i "duellanti" di Conrad? "No Man's Land" è un film sorprendente perché sa gestire benissimo (ed è un'opera prima!) la difficile arma della satira (l'Onu e i media ne escono malconci). Sopratutto si tiene lontano dalla retorica immorale di chi considera la guerra a seconda degli interessi contingenti: a volte "sporca", a volte "giusta". Il film ha vinto l'Oscar per il miglior film straniero.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 41/2001

«Conosci la differen-
za tra un pessimista e un ottimista? Il pessimista pensa che la situazione non possa peggiorare, l’ottimista sì». Lo dice uno dei soldati bosniaci persi nella nebbia vicino alla “No Man’s Land” metaforica, abisso dell’umanità scavato nel cuore dei Balcani, Europa. Danis Tanovic è un ottimista perché sa che può essere peggio di così, vedi gli attuali scenari di guerra. Soprattutto, ha una dote fondamentale per guardare con occhio lucido agli eventi apocalittici del mondo: l’ironia. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Snaporaz68 scritta il 03/04/2011 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

EVERYTHING IS POLITICAL


L'opera prima di Danis Tanovic sulla guerra civile in Bosnia Erzegovina uscì nel 2001 e beneficiò sicuramente dell'enorme impressione e sgomento mondiali dopo l'attentato delle Twin Towers dell'undici settembre. Il film vinse il premio come miglior film al Golden Globe, il premio come migliore sceneggiatura a Cannes e l'Oscar come miglior film straniero (battendo Il favoloso mondo di Amelie di Jeunet).
A distanza di tempo, il film mantiene intatto il suo grido contro la stupidità grottesca di una guerra fratricida ma mostra anche qualche crepa e qualche ombra soprattutto nella cifra stilistica.
 
Per avvicinarsi al film si deve sicuramente avere in mente il periodo storico che riguarda la ex Jugoslavia negli anni 1991-1995 ed il conflitto serbo-bosniaco-croato.
Dopo la caduta del muro (1989) e il dissolvimento del patto di Varsavia (1991) i fragili equilibri della federazione Jugoslava (tenuti insieme da Tito e dalla Unione Sovietica) vengono fatalmente a cadere. Iniziano le richieste di indipendenza di Slovenia, Croazia, Macedonia e Bosnia-Erzegovina. L 'esercito federale , controllato dai Serbi sferra un attacco alla Slovenia senza successo e contemporaneamente combatte contro la Croazia. Quando nel 1992 la CEE e gli Stati Uniti riconoscono la sovranità della Bosnia-Erzegovina scoppia il putiferio: i serbi non ci stanno e si riorganizzano. Milosevic dà vita ad una federazione serbo-montenegrina (col nome di Jugoslavia) che sferra un attacco contro la Croazia e la Bosnia per annettersi quelli che considerava i propri territori popolati da serbi; si arriverà ad un attacco massiccio alla capitale Sarajevo che richiederà l'intervento dei caschi blu ONU (UNPROFOR:Forze di Protezione delle Nazioni Unite). Il neuropsichiatra Karadze forma all'interno della Bosnia-Erzegovina una repubblica serbo-bosniaca che rivendica la propria autonomia e inizia una serie di stragi e di pulizia etnica che culmina nel massacro di Srebenica (gran parte delle vittime sono bosniaci di religione musulmana).
 
Il contesto storico in cui è ambientato il film riguarda proprio il momento di maggiore confusione e atrocità del conflitto: nel territorio della Bosnia Erzegovina si fronteggiano due fazioni (quella serba e quella bosniaca) e proprio durante questi combattimenti tre soldati (due bosniaci Ciki e Cera e uno serbo Nino) finiscono nella terra di Nessuno, quella zona di neutralità che non dovrebbe rimanere indifferente davanti allo sterminio e all'assassino. Uno dei tre soldati, Cera, scambiato per morto, viene posizionato su una mina balzante allo scopo di dilaniare e colpire gli ignari soccorritori che ne dovessero sollevare il corpo. Risvegliatosi Cera diviene spettatore inerme e impotente delle assurde tragedie quotidiane che si compiono in guerra: la totale inadeguatezza delle forze ONU che riescono solo a fare precipitare i fragili equilibri nella zona balcanica, le schermaglie tra Ciki e Nino in cui è la forza del fucile a dettare regole e condizioni, la indifferenza degli sciacalli della televisione interessati solo allo scoop, il cinismo dei comandi militari pronti a sacrificare vite umane sull'altare della propaganda politica. ESPANDI +
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SI

Opinioni su No Man's Land


17 maggio 2012 Opinione di marcopolo30 su "No Man's Land"
marcopolo30

Filmone che riesce a rendere con raro distacco le vicende della recente guerra di casa sua (del regista, voglio dire). Il tutto ruota attorno alle vicende di una trincea, dove per una serie di sfortunate coincidenze finiscono per incontrarsi due “nemici”. Grandioso il modo in cui Tanevic costruisce l’escalation di tensione fra i due e con i caschi blu in un secondo tempo. Di spicco fra i non protagonisti il personaggio della giornalista Inglese menefreghista e superficiale.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a No Man's Land (2001)

nessun commento
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3 aprile 2011 Opinione di Snaporaz68 su "No Man's Land"
Snaporaz68

EVERYTHING IS POLITICAL L'opera prima di Danis Tanovic sulla guerra civile in Bosnia Erzegovina uscì nel 2001 e beneficiò sicuramente dell'enorme impressione e sgomento mondiali dopo l'attentato delle Twin Towers dell'undici settembre. Il film vinse il premio come miglior film al Golden Globe, il premio come migliore sceneggiatura a Cannes e l'Oscar come miglior film straniero (battendo Il favoloso mondo di Amelie di Jeunet). A distanza di tempo, il film mantiene intatto...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto buono a No Man's Land (2001)

nessun commento
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18 marzo 2011 Opinione di menestrello su "No Man's Land"
menestrello

Non mi ha convinto del tutto questo film. La fotografia, i colori, la tecnica registica non sono da eccepire, ma la storia, a mio parere interessante, mi è parsa soffrire di alcuni momenti di "vuoto", forse a livello di sceneggiatura. Mi hanno però colpito due elementi in particolare. In primo luogo la reiteratezza dell'odio (cieco), in quanto in diversi momenti sembra quasi che i due protagonisti possano mostrare repciproca solidarietà, a dispetto del finale. Il secondo...

voto al film: menestrello assegna il voto sufficiente a No Man's Land (2001)


17 marzo 2011 Opinione di herzog73 su "No Man's Land"
herzog73

soprattutto si scrive con due t, capra

voto al film: herzog73 assegna il voto buono a No Man's Land (2001)



5 marzo 2011 Opinione di Luke Vacant su "No Man's Land"
Luke Vacant

Recensione col vecchio nickname Titanic 900: "Un ottimo film dove i nemici si vengono incontro e cercano di collaborare. Ironico, serio ed in un certo aspetto anche senza speranza.

voto al film: Luke Vacant assegna il voto buono a No Man's Land (2001)


20 gennaio 2011 Opinione di yume su "No Man's Land"
yume

Dalla nebbia in cui si sono persi mentre trasferivano un convoglio militare,emergono nella terra di nessuno,fra le linee nemiche, soldati bosniaci (siamo nel ’93, guerra serbo-bosniaca) che una pioggia di fuoco, tanto improvviso quanto inaspettato e sproporzionato, spazza via appena torna la visibilità. Sopravvive Ciki, riparato dentro una trincea da dove vede il cadavere dell’amico Cera. Dei due serbi mandati in ricognizione dopo l’assalto e presi a fucilate da...

voto al film: yume assegna il voto buono a No Man's Land (2001)

1 commento
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11 gennaio 2011 Opinione di alfatocoferolo su "No Man's Land"
alfatocoferolo

Più che la guerra, il protagonista di questo film sembra essere la comunicazione. E' chiaro infatti sin dalle prime battute che ai due soldati sono state infinocchiate informazioni diverse e sono costretti a puntarsi un fucile addosso a vicenda per trovare un accordo in termini. E' chiaro che il film denuncia anche comportamenti dell'Onu che mostrano come spesso gli intermediari più che togliere legna dal fuoco, preferiscono gettar benzina proprio per mantenere il loro ruolo....

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a No Man's Land (2001)

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10 dicembre 2010 Opinione di wang yu su "No Man's Land"
wang yu

 Un film di genere apparentemente bellico ma che si rivela in realtà una profonda riflessione sul senso della vita e sul significato di conflitti apparentemente dovuti a diverse ideologia politiche in realtà senza una reale motivazione razionale. Un film in cui convivono il tragico e il paradosso, il drammatico e l'irrazionale.

voto al film: wang yu assegna il voto buono a No Man's Land (2001)



27 novembre 2010 Opinione di luisasalvi su "No Man's Land"
luisasalvi

Un buon film privo di genialità, ma efficace nel denunciare le follie della guerra, e più dell’animo umano, vera terra di nessuno, cioè di nessun uomo, di umanità: nella situazione paradossale di una trincea abbandonata fra i due fronti avversari di serbi e bosniaci finiscono due soldati avversari, entrambi feriti, accanto ad uno che sembrava morto ed è stato posato sopra una “mina balzante” che sarebbe esplosa il momento in cui si alza il...

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a No Man's Land (2001)

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22 agosto 2009 Opinione di supadany su "No Man's Land"
supadany

VOTO : 7+. Ottimo lavoro di Tanovic, riesce ad affrontare il tema della guerra, mescolando il dramma alla commedia e sappiamo tutti bene quanto questo tema sia delicato, soprattutto nella sua terra. Un raro esempio di equilibrio, perchè tutto funziona e non era certo facile trovarlo. Una piccola opera da coltivare.

voto al film: supadany assegna il voto buono a No Man's Land (2001)




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