Marcia nuziale (1965)
Con Ugo Tognazzi, Catherine Faillot, Gaia Germani, Tecla Scarano, Alexandra Stewart
La trama
Le "gioie del focolare" messe alla berlina da Ferreri.
Quattro episodi satirici su famiglia e matrimonio. In "Prime nozze", due cani dal nobile pedigree vengono fatti incontrare dai rispettivi padroni, che hanno predisposto per loro un vero e proprio talamo; in "Dovere coniugale", una casalinga logorata dalle faccende domestiche nega le sue grazie al marito; in "Igiene coniugale", una coppia di americani stila una tabella per regolamentare gli amplessi; in "Famiglia felice", ambientato nel futuro, gli esseri umani hanno rinunciato al sesso e si accoppiano con pupazzi di plastica.
Armato della consueta vis dissacratoria, Ferreri co-sceneggia e dirige quattro apologhi un po' datati ma sempre taglienti.
L'opinione più votata
Di cantautoredelnulla scritta il 27/02/2012 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
- negative [3]
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27 febbraio 2012 Opinione di cantautoredelnulla su "Marcia nuziale"
Interessante analisi dell'istituzione matrimoniale e della coppia incorniciata al suo interno, presentata in quattro momenti che vanno dalla celebrazione fino alla sua inevitabile fine. I momenti della vita matrimoniale che propone Ferreri sembrano passi progressivi di una storia unica, che va dalla ricerca del matrimonio-maschera formale per sfogare un istinto sessuale, passando dalla crisi sessuale che risente della quotidianità, per poi presentarci l'analisi della crisi sessuale...
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15 aprile 2011 Opinione di chribio1 su "Marcia nuziale"
film ad episodi come si facevano in quegl'anni ma e' da salvare solamente il finale del 3° e l'ultimo episodio in totale.voto.5.
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10 marzo 2010 Opinione di ed wood su "Marcia nuziale"
Discontinuo, come spesso accade nei film ad episodi. Il primo non ho fatto a tempo a vederlo dall'inizio. Il secondo è prolisso e con un finale poco azzeccato, ma riesce comunque a restituire cinematograficamente il senso di frustrazione della coppia borghese, fra Marcuse, surrealismo (l'infinito, incompiuto, sospeso, impossibile amplesso onirico di L'Age D'Or) e quella vena di pietas sotterranea sempre presente in Ferreri: il cineasta milanese era certo caustico nei...
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9 settembre 2009 Opinione di mm40 su "Marcia nuziale"
Ferreri e Tognazzi fecero in quegli anni dei film piuttosto critici (se non spietati) sulla coppia, sull'uomo e sulla donna moderni; questo è senz'altro il prodotto più 'leggero' di quel periodo, molto più autoironico e stilizzato della Donna scimmia o dell'Ape regina. Ma di buono c'è lo stesso tanto: un'analisi spietata dell'istituzione-matrimonio, delle abitudini e dei complessi che ne sorgono automaticamente e della rovina psicofisica che da tutto ciò...
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1 luglio 2008 Opinione di emmepi8 su "Marcia nuziale"
Siamo in pieno cinema ad episodi, e anche Ferreri si adatta al sistema, a modo suo naturalmente. Si adatta anche perché viene da situazioni non facili, come spesso gli è accaduto, di censura-produttive. Ma anche qui non riesce a passarla liscia, intoppando in un taglio di censura. Gli argomenti sono di stretto ambito di coppia, interessanti e futuribili, anche se oggi fanno sorridere per le date proposte (1984) e che allora si credeva che a quell'epoca il mondo sarebbe stato interamente...
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11 gennaio 2007 Opinione di sasso67 su "Marcia nuziale"
Indubbiamente un film minore di Marco Ferreri, un momento di pausa, e forse di stanchezza. Il film si articola in quattro episodi con al centro la sostenibile pesantezza del matrimonio a metà degli anni sessanta. La critica è stata tutta concorde nel giudicare abbastanza negativamente "Marcia nuziale", anche se poi qualcuno ha detto che l'episodio migliore era quello finale e qualcun altro ha ritenuto che fossero più interessanti i due episodi centrali. Secondo me l'ultimo episodio è...
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8 novembre 2005 Opinione di Diego_F su "Marcia nuziale"
Forse l'unico episodio che rimane impresso è il secondo ("Dovere coniugale"), un bel frammento di vita italiana e domestica degli anni '60 e di sempre. Nel 1° episodio compare per la prima volta un Tognazzi un po' manierato, per intenderci quello de "Il vizietto", anche se qui in chiave eterossuale. Per il resto, film di routine, né brillante come i capolavori di Ferreri, né invedibile come alcuni film poco riusciti, tipo "Diario di un vizio".
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