Wampyr (1978)
Con John Amplas, Lincoln Maazel, Elayne Nadeau, Christine Forrest
La trama
Lo credono un vampiro. Anche lui si convince che sia vero!
Martin raggiunge la famiglia del cugino Tata Cuda in una cittadina vicino a Pittsburgh. Durante il viaggio in treno dissangua e uccide una ragazza. Tata lo accoglie freddamente: è convinto che il nipote sia un vampiro. Martin cerca indirettamente aiuto, ma il desiderio di uccidere è più forte di lui. Intanto lo zio si attrezza per uccidere il presunto nosferatu.
Grande film del regista di "La notte dei morti viventi". Questa è purtroppo la versione italiana, con la musica posticcia dei Goblin e un montaggio diverso. Resta il fascino di una storia apparentemente horror, dimostrazione di come i veri mostri uccidano con l'arma del pregiudizio.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 10/12/2010 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
È il titolo dell'edizione italiana, "Wampyr" (dilaniata da Dario Argento), a voler spingere sull'horror. Romero punta, semmai, a descrivere un dramma personale puntando l'attenzione su ciò che accade intorno al protagonista (Martin). L'apparente quiete della provincia americana si presenta come una landa desolata: donne fedifraghe; rapporti di coppia in crisi; pettegolezzi; un prete più attaccato al bicchiere che alle funzioni religiose; la superstizione che squarcia la fede religiosa; teppisti di periferia. Una provincia bigotta in cui il “sembrare” è più importante dell'”essere”. Ecco, forse, perché Martin (dalla perenne espressione triste e malinconica) sembra quasi il male minore in mezzo a questo decadente e decaduto sitema-mondo .
Romero si immerge alla sua maniera nel vampirismo, spazzando via in un sol colpo tutti i cliché che avevano sempre caratterizzato la figura mitica del vampiro. Lo fa ripetutamente ed esplicitamente. “Accade solo nei film” ripete il giovane protagonista al conduttore radiofonico assetato di audience. Crocifissi, aglio ed esorcismi vari, non servono a nulla proprio perché il “nuovo Nosferatu” non è un non-uomo. E' la famiglia che lo ha sempre etichettato come tale. Martin è un ragazzo dall’aspetto normale, spinto da istinti omicidi a bere il sangue delle sue vittime. Chi ha creato allora il mostro?
La figura di Martin più che un neo-Nosferatu ricorda, semmai, uno dei tanti antieroi della New Hollywood anni ’70: disilluso, fuori tempo e fuori posto. Un’anima tormentata immersa in una società decadente e decaduta. Non siamo, poi, così lontani dal Travis Bickle di “Taxi Driver” o dal Jimmy Angelelli di “Rapsodia per un killer” Più il film procede e più Martin acquista le caratteristiche di una vittima predestinata, disperdendo nel corso delle azioni quell'aura di killer seriale. É, invece, il vecchio cugino Cuda quello che poco alla volta si trasforma in carnefice; schiavo delle proprie superstizioni mascherate da (bigotto) perbenismo di facciata. Cuda incarna il male invisibile della strisciante normalità di tutti i giorni.
Nello stesso anno di “Dawn of the Dead”, Romero ci regala un’altra opera da ricordare!
NOTA: Park Chan-wook si è ispirato a questa pellicola per il suo “Thirst”.
- negative [2]
- sufficienti [3]
- positive [17]
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23 aprile 2012 Opinione di XANDER su "Wampyr"
Romero solo pochissimi film è riuscito a fare dei capolavori; e questo non è uno di quelli, anzi è uno dei più noiosi della sua filmografia. Poche scene di sesso e poca suspance. Inutile sprecare tempo quando ci sono altri capolavori da vedere
voto al film: 
21 aprile 2011 Opinione di trebby su "Wampyr"
Nell'estate del 1976 il regista Romero girò un ottimo film dell'orrore sui vampiri. La storia di un giovane vampiro che si nutre di sangue tramite siringhe è il pretesto per parlare del fondamentalismo religioso, del pregiudizio, del perbenismo borghese, del timore per i ''diversi'' e del provincialismo ignorante e bigotto. Gli elementi che ho citato poco fa determinano l'emarginazione sociale dell'individuo condannato così alla solitudine. Il film narra la frustrazione...
voto al film: 
10 dicembre 2010 Opinione di carlos brigante su "Wampyr"
“Martin” è la storia di un escluso della società. Un reietto condannato dall'ignoranza e dalla superstizione famigliare a sentirsi diverso. Un “assetato di sangue” vittima della propria malattia e debolezza. Un'anima in pena destinata a non trovare mai pace e a vagare in attesa del giorno del giudizio. È il titolo dell'edizione italiana, "Wampyr" (dilaniata da Dario Argento), a voler spingere sull'horror. Romero punta, semmai, a descrivere un...
voto al film: 
3 gennaio 2010 Opinione di Myau su "Wampyr"
Non aspettatevi un horror. Questo film del film dell'orrore non ha nemmeno il travestimento. Si parla di adolescenza problematica e di passaggio all'età adulta, di turbe psichiche e di superstizione. Da evitare l'edizione italiana, ove, se non vado errato, la malatissima scena iniziale sul treno è stata eliminata.
voto al film: 
30 settembre 2009 Opinione di bellahenry su "Wampyr"
è un film stranissimo questo Martino o wampyr di quel genietto di Romero. i dialoghi sono ridotti al minimo indispensabile e la storia procede a balzi temporali ma la tensione c'è e si sente!!! tutta la vicenda è come in sospeso...il protagonista uccide mosso da un "bisogno vampiresco" di sangue ma in realtà non ha denti a punta e deve incidere le vittime x berne il sangue..dice di avere 80 anni ma ha il comportemante di un ragazzo giovane e l'esperienza di u...
voto al film: 
2 marzo 2009 Opinione di teaestefano su "Wampyr"
Secondo me passabile, rispettabile, ma non buono. E' una pellicola cupa e silenziosa, venata di malinconia, forse disperazione e certo cinismo. Credo che Italia 1 abbia passato la versione integrale senza i tagli e senza la musica dei Goblin, quindi posso giudicarla per quello che è veramente. La parte più debole del film è secondo me il discorso, che mi sembra un po' aggrovigliato e non chiaro. Persino il fatto che su Martin non abbiano effetto le benedizioni e gli esorcismi rimane...
voto al film: 
16 febbraio 2009 Opinione di emmepi8 su "Wampyr"
Non so se è dipeso dalla versione italiana o meno, ma questo film ha delle voragini enormi, che ci lasciano interdetti nella visione. La storia è stranamente vuota, anche se le scene sono di effetto, la musica è posticcia, senz’altro dovuto alla manomissione di Dario Argento. Quindi improponibile e poco giustificato il significato della storia.
voto al film: 
16 febbraio 2009 Opinione di OGM su "Wampyr"
Come ne "La notte dei morti viventi", in questo film l'orrore è una mostruosità vissuta alla luce del sole, che però nessuno vuole o può affrontare con le risorse della ragione: se per il protagonista il vampirismo è un impulso che si sottrae completamente al controllo razionale, per gli altri è uno scandalo da coprire con il velo del perbenismo o con l'oscurantismo della superstizione. In questa storia l'impotenza di fronte al male si fa colpa, diventando una sorta di peccato...
voto al film: 
17 gennaio 2009 Opinione di PP su "Wampyr"
Voto 4. Ho visto la versione italiana, infarcita di stucchevoli musiche dei Goblin. Ho letto che questa edizione ha totalmente snaturato questo film. Non ho visto l’originale ma questa versione è veramente mediocre, senza fascino, oltre che poco chiara nell’epilogo. [04.01.2009]
voto al film: 
11 novembre 2008 Opinione di chribio1 su "Wampyr"
film horror a me sconosciuto,per quanto visto divaga dal solito tema alla Dracula e risulta forte come scene e splatter vario ma anche nello stesso tempo ben fatto.voto.8.
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [3]
- positive [17]
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