Gruppo di famiglia in un interno (1974)
Con Burt Lancaster, Silvana Mangano, Helmut Berger, Claudia Marsani, Stefano Patrizi, Romolo Valli
La trama
Giovani e volgari, i nuovi vicini irretiscono un vecchio intellettuale.
Un anziano professore americano vive barricato nel suo appartamento romano, pieno di libri e dipinti. Un giorno però la marchesa Bianca Brumonti, facoltosa esponente di una borghesia nuova e arrogante, si stabilisce al piano di sopra insieme all'amante Konrad, la figlia Lietta e il di lei fidanzato Stefano: dapprima infastidito dagli "scandalosi" intrusi, l'uomo tenta un avvicinamento, destinato tuttavia a risolversi in un'amara disillusione.
La riflessione viscontiana sull'imbarbarimento dei costumi contemporanei e sulla solitudine della vecchiaia sfiora qua e là la maniera, ma può contare su un cast artistico e tecnico di grandissimo livello.
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 2011-02-18 19:14:33 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [4]
- positive [15]
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2012-02-08 23:22:45 Opinione di scandoniano su "Gruppo di famiglia in un interno"
“Gruppo di famiglia in un interno” è il geniale titolo del penultimo film di Luchino Visconti. Più che quello di un film, sembra il titolo di un quadro. Ed in effetti proprio attorno alla compravendita di un quadro di valore si dipano le prime vicende del film, ambientato nella borghesia romana degli anni ’70, in cui le nuove rivoluzioni politiche e civili fanno a cazzotti con i nostalgici dell’Italia fascista. La pellicola, girata tutta in interni, ha come protagonista un...
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2012-01-30 11:59:31 Opinione di marco bi su "Gruppo di famiglia in un interno"
Anziano solitario studioso di “gruppi di famiglia” dipinti su tela con i quali convive tranquillamente in un antico palazzetto affitta, un po’ suo malgrado, l’appartamento di sopra ad un “gruppo di famiglia” formato da persone decisamente rumorose,sboccate e malsane che quasi demolirà la sua casa e le sue tranquille abitudini, finendo per affezionarsi pericolosamente. Titolo bellissimo ma Visconti era già malato e per lui hanno dovuto scrivere una sceneggiatura tutta in...
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2011-06-09 18:54:45 Opinione di steno79 su "Gruppo di famiglia in un interno"
Penultimo film di Visconti, è un'opera della maturità che viene ad acquisire i connotati di un testamento spirituale (certamente in misura maggiore rispetto al successivo L'innocente), e dunque di grande valore per l'autore stesso. A mio parere, però, oltre a risultare poco stimolante dal punto di vista cinematografico (un pò troppo vicino ad una forma di kammerspiel in cui l'azione è scarsa e predominano i dialoghi, anche se resta l'indubbia bravura...
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2011-02-18 19:14:33 Opinione di hallorann su "Gruppo di famiglia in un interno"
Nel 1974 Luchino Visconti era reduce da diversi impegni su vari fronti: al cinema con LUDWIG, in teatro le regie di prosa e lirica TANTO TEMPO FA e MANON LESCAUT. Ma soprattutto da una trombosi che gli paralizzò il braccio e la gamba sinistra. Una pronta riabilitazione e la tenacia del carattere non gli impedirono di continuare a lavorare. Al fido sceneggiatore Enrico Medioli affidò il compito di scrivere un soggetto ambientato in quegli anni, da poter girare in interni, con...
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2010-12-06 00:26:39 Opinione di ligeti su "Gruppo di famiglia in un interno"
Gruppo di famiglia in un interno (titolo bellissimo) è il penultimo film di Luchino Visconti e viene in genere considerato il suo testamento spirituale. Un professore americano ormai anziano (alter ego del regista ben impersonato da Burt Lancaster) ha deciso di ritirarsi tra libri e quadri nella sua casa in un antico palazzo di Roma. La sua quiete viene turbata improvvisamente dall’irruzione di un’affittuaria facoltosa e volgare, la marchesa Bianca Brumonti, che si...
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2010-08-19 16:09:25 Opinione di FABIO1971 su "Gruppo di famiglia in un interno"
"I vecchi diventano strani animali, non lo sapeva? Scontrosi, intolleranti, a volte impauriti dalla solitudine che hanno voluto loro stessi e che tornano a difendere quando è minacciata". [Burt Lancaster] La marchesa Bianca Brumonti (Silvana Mangano), ricco e volgare rudere di una borghesia di raggelante grettezza morale, intende affittare un lussuoso appartamento nella aristocratica residenza romana di un professore di scienze americano ormai in pensione (Burt Lancaster):...
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2009-12-20 12:26:57 Opinione di callme Snake su "Gruppo di famiglia in un interno"
Ci sono persone che affrontano i problemi e cercano di eliminarne le cause. Altre si limitano a debellarne gli effetti, fuggendo in sostanza dalle preoccupazioni. L'anziano professore del penultimo film di Visconti rientra in quest'ultimo gruppo (di famiglia), almeno fin quando, troppo tardi, si accorge di aver sprecato un'esistenza. La sofferenza l'ha portato a chiudersi su di sé, nel suo studio colmo d'arte e tesori, di vite vissute da altri. Allo stesso modo i giovani rampolli del...
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2009-10-23 13:57:45 Opinione di mm40 su "Gruppo di famiglia in un interno"
L'avanzata prepotente e chiassosa della nuova borghesia, volgare e dedita a falsi valori come quello dell'arricchimento facile che l'ha vista salire la scala sociale con troppa facilità e velocità. Non c'è davvero null'altro in questo film, che sarebbe sconcertante per la sua vacuità, se non fosse che è di Visconti: tutto normale per lui. Una lentezza esasperante ed un senso gravissimo di claustrofobia permeano la pellicola, con l'azione (ma quale azione?...
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2009-08-24 04:01:39 Opinione di poggy su "Gruppo di famiglia in un interno"
Non sono un'esperta del cinema di Visconti (ma sto rimediando...), ma da quel poco che ho visto parte del suo genio sta anche nella capacità di dedicarsi ad un'estetica ricca e sontuosa senza per questo perdere di vista la sostanza. Forse, in mano a qualche altro regista un film come questo sarebbe stato un esercizio di stile fine a se stesso e decisamente troppo lungo. Invece, Gruppo di famiglia..., nonostante l'ambientazione statica, a tratti claustrofobica, risucchia ugualmente lo...
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2009-08-03 10:53:41 Opinione di LorCio su "Gruppo di famiglia in un interno"
Ci sono alcuni casi in cui i luoghi parlano. Non è semplicemente un uso intelligente dell’ambiente scenografico, ma proprio una cura estrema nel dare voce alla polvere che si addensa invisibile su ogni elemento di quel luogo. È polvere metaforica, visibile solo agli occhi di una cameriera umile ed arguta, che non fa respirare per precisi motivi. L’interno di “Gruppo di famiglia” è un involucro in cui (poter/dover) morire. Non è un caso che...
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