2019. Dopo la caduta di New York (1983)
Con Michael Sopkiw, Edmund Purdom, Jacques Stanislawski
La trama
Sopravvissuti del pianeta Terra in guerra per il futuro.
Dopo la guerra termonucleare la Terra è ridotta in macerie. Solo pochi agglomerati urbani restano popolati da uomini, ma le radiazioni hanno reso i superstiti totalmente sterili. L'esercito instaura un regime poliziesco e individua nei bassifondi di New York la sola ragazza in grado di rimanere incinta. Un eroe chiamato Parsifal cercherà di salvarla.
Brutto film di Martino miracolato dalla rivalutazione di Quentin Tarantino (che lo definisce un "personal cult") e Steve Della Casa (che lo ha presentato in pompa magna al Torino Film Fest 2001). In realtà è improvvisato e superficiale, inferiore ai post-atomici di Castellari.
L'opinione più votata
Di callme Snake scritta il 28/08/2009 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
- negative [8]
- sufficienti [2]
- positive [5]
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5 gennaio 2012 Opinione di michel su "2019. Dopo la caduta di New York"
Qualcuno lotta per salvare un umanità agonizzante pensando in cuor suo che non ne vale la pena; avventura senza gioia, nichilismo da bancarella.
voto al film: 
5 settembre 2011 Opinione di mm40 su "2019. Dopo la caduta di New York"
Un insolito Sergio Martino dedito alla fantascienza (e un pochettino anche all’horror), questo di 2019 – Dopo la caduta di New York; l’esperimento però non soddisfa molto né l’autore (che non tornerà più al genere, se si escludono un paio di sortite orientate al fantasy quali Vendetta dal futuro, 1986, e La regina degli uomini pesce, 1995), né il pubblico, che in effetti non ha premiato e neppure ricordato più di tanto questo...
voto al film: 
18 febbraio 2011 Opinione di Cipolla Colt su "2019. Dopo la caduta di New York"
Pazzesco capolavoro trash del genere post-apocalittico. consigliato per gli amanti del genere.
voto al film: 
4 aprile 2010 Opinione di fox1969 su "2019. Dopo la caduta di New York"
Sono rimasto subito colpito dal lavoro alla macchina da presa e dal montaggio, veramente notevoli nelle scene dinamiche e abbastanza buone in quelle statiche dove ho gradito l'uso abbastanza frequente di ottiche grandangolari, specialmente in esterni. Non conosco il direttore della fotografia ma...curiosando nei titoli di coda ho visto che dietro la camera c'è l'occhio di Enrico Lucidi. Il lavoro fotografico è comunque (secondo me) abbastanza particolare nel primo tempo del...
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6 dicembre 2009 Opinione di wang yu su "2019. Dopo la caduta di New York"
è UN FILM CON BUONISSIME SCENE DI AZIONE E VIOLENZA,UN PO FRIVOLO IN PARTE DEI DIALOGHI. FILM GODIBILE-
voto al film: 
28 agosto 2009 Opinione di callme Snake su "2019. Dopo la caduta di New York"
Nel 1981 esce Escape From New York, per la regia di John Carpenter. Il film è uno splendido esempio di contaminazione a basso budjet tra generi e arti: fumetto, cinema, postatomico, blaxploitation, azione, fantascienza, western, horror. In Italia nello stesso periodo andavano di moda i sequel apocrifi e le derivazioni incontrollate dai modelli americani: così Zombi di Romero proseguiva in Zombi Flesh Eaters e negli altri epigoni fulciani, passando per Joe D'Amato e Virus -...
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8 ottobre 2008 Opinione di Freddy Krueger25 su "2019. Dopo la caduta di New York"
Ottimo esempio di post-atomico "alla matriciana" girato da un ispirato Sergio Martino al quale mancano solo i soldi (fanno simpatia i modellini all'inizio e alla fine del film);la storia, pur se prendendo spunto ( e a volte anche copiando) da vari film di fantascienza, è molto coinvolgente e regge bene fino al finale che lascia aperta una certa speranza per l'umanità. Ennesimo esempio di come un tempo in Italia, sia pure con mezzi quasi zero, si riuscisse a fare buoni film di...
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5 febbraio 2008 Opinione di chribio1 su "2019. Dopo la caduta di New York"
film di fantascienza poco interessante.da rilevare la presenza di Anna Kanakis.voto.5.
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16 gennaio 2008 Opinione di ed crane su "2019. Dopo la caduta di New York"
a me è piaciuto.non chiedetemi perchè :-)
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28 settembre 2006 Opinione di colin clive su "2019. Dopo la caduta di New York"
La cosa più bella del film sono i nomi assunti dai vari attori per meglio figurare all'estero (mettiamola così). Vincent Scalondro aka Paolo Maria Scalondro, Jacques Stanislawsky di cui dico sotto, Roman Geer (Romano Puppo)... Tutto il resto - come afferma Califano - è noia. E scarso budget...
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