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Le biciclette di Pechino (2001)

[Shiqi sui de dan che, Cina, Taiwan, Francia 2001, Drammatico, durata 110']   Regia di Wang Xiaoshuai
Con Cui Lin, Li Bin, Zhou Xun, Gao Yuanyuan, Li Shuang, Zhao Yiwei



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le biciclette di Pechino: minimo
Ritmo ritmo in Le biciclette di Pechino: forte
Impegno impegno in Le biciclette di Pechino: forte
Tensione tensione in Le biciclette di Pechino: presente
Erotismo erotismo in Le biciclette di Pechino: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Le biciclette di Pechino

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La trama

Le peripezie di un giovane a cui hanno rubato la bici.

Guo ha sedici anni, viene dalla campagna e trova un impiego come fattorino per un'agenzia di recapiti. Per effettuare le consegne, il principale gli dà in prestito una mountain bike, con l'accordo che potrà riscattarla non appena avrà guadagnato 600 yuan. Dopo settimane di duro lavoro, a Guo viene rubata la bicicletta e per il ragazzo inizia una vera e propria odissea...  

In Cina, oggi, una bicicletta è ancora un bene di lusso, uno status symbol. Magari farà sorridere qualche occidentale, ma correre dietro a un ladro, da quelle parti, ha ancora un senso. Uno dei (tanti) motivi per andare a vedere questo autentico rifacimento del capolavoro di Vittorio De Sica, sta appunto nel sorprendersi basiti, nell'essere testimoni di un mondo che, seppur ravvicinato rispetto al passato, è ancora lontano e misterioso ai più. Wang Xiaoshuai, regista (classe 1966) della "sesta generazione", propone uno sguardo nudo e crudo della Pechino contemporanea, contrapponendosi nettamente al "tocco europeo" di autori della generazione precedente (come Zhang Yimou, per esempio). A Wang non piacciono i colori ricercati, le angolazioni eleganti, le atmosfere predilette dai frequentatori di festival. Prende la cinepresa e si butta nei vicoli, nelle strade, nei meandri di quella Cina non ufficiale che fa tremare i polsi ai politici (che infatti non gli hanno dato uno yuan). Una pellicola letteralmente indipendente, che grida con orgoglio la sua totale autarchia. Per fortuna a Berlino 2001 se ne sono accorti e lo hanno ampiamente premiato (Gran Premio della Giuria e Orso d'argento ai due impressionanti protagonisti).

La recensione di FilmTv

Di Aldo Fittante - FilmTV n. 51/2001

In Cina, oggi, una bicicletta è ancora un bene di lusso, uno status symbol. Magari farà sorridere qualche occidentale, ma correre dietro a un ladro, da quelle parti, ha ancora un senso. Uno dei (tanti) motivi per andare a vedere questo autentico rifacimento del capolavoro di Vittorio De Sica, sta appunto nel sorprendersi basiti, nell’essere testimoni di un mondo che, seppur ravvicinato rispetto al passato, è ancora lontano e misterioso ai più. Wang Xiaoshuai, giovane (classe 1966) della “sesta generazione”, propone uno sguardo nudo e crudo della Pechino contemporanea, contrapponendosi nettamente al “tocco europeo” di autori della generazione precedente (come Zhang Yimou, per esempio). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di emmepi8 scritta il 17/12/2010 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto buono

  Un film cinese di un autore che in patria non gode di particolari simpatie politiche, come spesso accade per i diversi autori importanti di questa nazione. L'amore che questo autore ha per il grande cinema lo si vede dalla scelta stessa dell'argomento che non facciamo nessuna fatica a riportarlo al cinema di De Sica e Zavattini tutto, e qui in particolare a Ladri di Biciclette. Attraverso una storia piccola il film si allarga ad una rappresentazione di una società ben inquadrata, senza creare con i motivi di denuncia nessuna caduta di storia, ma anzi inserendola benissimo in ogni personaggio presente, e quindi facendone un acquerello colorato ed intenso e rappresentativo di una società che fa emergere tutte le sue problematiche sia culturali e che sociali. Tutto ha un suo perché, sia nelle situazioni che nei personaggi, ad iniziare dalla caparbietà contadina del nostro protagonista, che si scontrerà con un mondo evoluto ed estraneo da cui subirà offese, che però non lo faranno mai arretrare di un passo. Il confronto con il contadino e lo studente è più che simbolico, ma reso alla perfezione, cinematograficamente parlando: lo scontro, le offese, le violenze, il riavvicinamento con il ragionamento ed il definitivo distacco. Il rapporto fra padre e figlio, messo a confronto con una società che nega certi diritti, e che generazionalmente tende all'incomprensione. Ci sono esempi durante tutto il film a non finire, che mettono alla berlina certi pensieri ed impostazioni politiche e sociali, ma il bello del film e che noi assistiamo senza preconcetti cinematografici ad una rappresentazione efficace e non interrotta da significati messi a pretesto di manifesto, quello che dispiace è che il potere politico cinese se ne sia accorto.
Bellissima la scena finale del protagonista che prende la sua bicicletta sfasciata e attraversa il mare del traffico del centro che sembra osservarlo con curiosità stupita.
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SI

Opinioni su Le biciclette di Pechino


31 dicembre 2011 Opinione di Artemisia1593 su "Le biciclette di Pechino"
Artemisia1593

A parte il ritmo piuttosto “orientale”, il film “Le biciclette di Pechino” offre spunti interessanti e momenti avvincenti nel bene e nel male. Vi si vede la Pechino di oggi, il contrasto tra la parte vecchia fatta di catapecchie fatiscenti e vicoli e la parte moderna “occidentalizzata” e caotica. Non è più la Pechino dove circolavano solo biciclette ma esse sono ancora un mezzo importante per la popolazione più povera che vi trasporta sopra le cose più impensabili come un...

voto al film: Artemisia1593 assegna il voto sufficiente a Le biciclette di Pechino (2001)


17 dicembre 2010 Opinione di emmepi8 su "Le biciclette di Pechino"
emmepi8

  Un film cinese di un autore che in patria non gode di particolari simpatie politiche, come spesso accade per i diversi autori importanti di questa nazione. L'amore che questo autore ha per il grande cinema lo si vede dalla scelta stessa dell'argomento che non facciamo nessuna fatica a riportarlo al cinema di De Sica e Zavattini tutto, e qui in particolare a Ladri di Biciclette. Attraverso una storia piccola il film si allarga ad una rappresentazione di una società ben...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Le biciclette di Pechino (2001)

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1 aprile 2010 Opinione di chribio1 su "Le biciclette di Pechino"
chribio1

a me e' sembrato molto + carina la parte del sentimento fra il ragazzo e la tipa che gli girava intorno,anche se il film in se' anche x il resto della storia emana 1 tranquilla aria di godibilita' e di paesaggi urbani cinesi sempre + in espansione e sempre + legati come alla fine da piccoli atti vandalici.voto.6.

voto al film: chribio1 assegna il voto sufficiente a Le biciclette di Pechino (2001)


4 aprile 2009 Opinione di bradipo68 su "Le biciclette di Pechino"
bradipo68

Ladri di biciclette alla pechinese:vidi questo film in un Festival e mi fece subito un ottima impressione nonostante una mia atavica idiosincrasia per molto cinema orientale.Il fatto che mi piacque molto è presto spiegato:questo film è ben più di un omaggio al De Sica di Ladri di biciclette pur richiamandosi assai poco nello stile al neorealismo italiano.Wang in una Pechino letteralmente invasa di auto e di smog(è una delle città più inquinate al mondo)parla di biciclette che ancora...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a Le biciclette di Pechino (2001)



21 settembre 2008 Opinione di slim spaccabecco su "Le biciclette di Pechino"
slim spaccabecco

Rifacimento all'attuale del capolavoro di De Sica. Perde un po' del vigore e della bellezza del nostrano, ma non è tutto da buttare, come i due protagonisti ad esempio.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto sufficiente a Le biciclette di Pechino (2001)


10 agosto 2006 Opinione di joe cavana su "Le biciclette di Pechino"
joe cavana

Un film bellissimo, che ripaga da tutti i "mattoni" cinesi, giapponesi e di Hong Kong che mi tocca sorbire periodicamente. Un film, che arriva diritto e forte, come un calcio al basso ventre. Il paragone, con il capolavoro di De Sica non è sbagliato, perchè il film ne è più che degno, e fortunatamente Berlino lo ha premiato con ben 2 premi (Gran Premio e Premio agli attori). L'ostinazione del Pony Express, dimostra che in alcuni posti del mondo si deve ancora lottare per la...

voto al film: joe cavana assegna il voto buono a Le biciclette di Pechino (2001)



23 novembre 2005 Opinione di arcarsenal su "Le biciclette di Pechino"
arcarsenal

VOTO 4 troppo noioso nella seconda parte

voto al film: arcarsenal assegna il voto mediocre a Le biciclette di Pechino (2001)


21 agosto 2005 Opinione di IANARA su "Le biciclette di Pechino"
IANARA

un film "godevole" nel senso di piacevole e godibile, pieno di tanti silenzi ma allostesso tempo che sa usare la colonna sonora per amplificare i sentimenti. interessante le storie appaiate dei due ragazzini come se fosse la favola del principe e il povero...una favola che rende bene lo spaccato della vita quotidiana della cina di oggi e questo lo considero un gran pregio....

voto al film: IANARA assegna il voto buono a Le biciclette di Pechino (2001)



4 aprile 2005 Opinione di tobanis su "Le biciclette di Pechino"
tobanis

Film carino, fresco, che si perde un po' nel durante e non sa bene come proseguire e chiudere. Spaccato reale di Pechino e della Cina, con notevoli differenze sociali ma sempre con decisa vitalità costruttiva in un paese dove manca un po' di tutto (e figurarsi in provincia).

voto al film: tobanis assegna il voto buono a Le biciclette di Pechino (2001)


23 febbraio 2005 Opinione di sasso67 su "Le biciclette di Pechino"
sasso67

A partire da una vicenda abbastanza semplice, Wang ci racconta la Cina di oggi, a partire da un prologo in cui si vede che il capitalismo è penetrato, mediante colloqui di lavoro e metodi manageriali di conduzione delle aziende, in quello che una volta fu l'impero di Mao. Come fece sessant'anni fa De Sica con "Ladri di biciclette", la trama è il pretesto per farci vedere la coesistenza di una Cina moderna e modernista (i vialoni e i grattacieli del prologo) di fianco ai vicoli polverosi...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Le biciclette di Pechino (2001)




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