L'uomo che non c'era (2001)
Con Billy Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini, Scarlett Johansson
17/10/2011
Sequenze. L'uomo, i capelli e il senso delle cose
I capelli ricrescono sempre. Si è proprio così, prima si tagliano e poi ricrescono. E poi si ritagliano di nuovo e quelli continuano ancora a crescere. “Raccoglierò...
di Peppe Comune
La trama
Una riflessione "esistenziale" virata sui toni del (bianco e) nero.
California, 1949: il barbiere Ed Crane, che sospetta l'infedeltà della moglie Doris, incontra un commesso viaggiatore che gli propone di mettere su una catena di lavaggio a secco. Ma per entrare nell'affare servono molti soldi, e Ed decide di ricattare l'amante di Doris...
I Coen modellano narrativamente e visivamente la vicenda sui classici del noir (dai romanzi di James M. Cain - alle cui suggestioni i Coen si sono esplicitamente ispirati - ai film di Fritz Lang e di Robert Siodmak), ma più che agli snodi del plot sono interessati ai temi dell'identità e dell'essere - o meglio, del "non essere" - nel mondo. Atmosfere inquiete, tagli di luce che forano il buio e il grigio dilaganti. La cadenza inevitabile del destino è sottolineata (come nella _Fiamma del peccato_ di Wilder) dalla voce narrante del protagonista: quieta, smorta, rassegnata. In fondo, Ed Crane cercava solo "un qualche tipo di fuga, un qualche tipo di pace". Straordinario Thornton, invecchiato, dimesso, intristito. Un film "in levare", raffinatissimo e desolato.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 50/2002
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 26/11/2010 - utile per 24 utenti
Voto al film: 
- negative [5]
- sufficienti [4]
- positive [56]
- leggi tutte le opinioni
9 febbraio 2012 Opinione di omero sala su "L'uomo che non c'era"
Siamo nel 1949. Ed Crane fa il barbiere a Santa Rosa in California e conduce un esistenza amorfa, triste, rassegnata; apatico nella sua fissità, grigio nella sua anaffettività (non ama, non odia, non gioisce, non soffre), rigido e tragico nella sua totale inespressività. Alla ricerca di “un qualche tipo di fuga, un qualche tipo di pace”, ricatta l’amico con cui la moglie lo tradisce, gli estorce una grossa somma di danaro e poi lo ammazza, ma qualcosa va storto e gli eventi...
voto al film: 
20 dicembre 2011 Opinione di KICKASS su "L'uomo che non c'era"
Dallo stesso regista dello stupendo Il grande Lebosky e con la protagonista del bellissimo Fargo un film magico che ti sa portare in quella dimensione bianco e nero, in quegli infiniti, ma significativi, silenzi del protagonista. Grottesco quanto basta, il filme che si conclude con la frase "non mi pento di niente; meglio di vivere come un barbiere". Consigliato ai barbieri e a tutti quelli che amano i Coen, il grottesco, il cinema nella sua imprevedibilità. Perfetto nel ruolo Bob Thorton....
voto al film: 
10 dicembre 2011 Opinione di efexor30 su "L'uomo che non c'era"
Negli anni ‘50, l’America gestiva il proprio mediocre isterismo con l’automazione del sistema. I fratelli Cohen hanno ripreso questa grinza storica, lo hanno fatto annerendo il bianco sullo schermo… questo “L’uomo che non c’era“, una parabola sui punti morti delle nostre vite. Ed Crane pensa per non parlare, preferisce così l’interiorità al senso comune del conformismo. È un genio della normalità dentro un ex valle verde, un paesaggio privato d’innocenza, dove tutto...
voto al film: 
22 settembre 2011 Opinione di LAMPUR su "L'uomo che non c'era"
Ed Crane fa il suo lavoro con scrupolo. E’ un barbiere metodico e taciturno. La crescita dei capelli lo affascina e lo turba. Più della sua vita che scorre monotona tra una moglie che lo tradisce ed il capoccia che lo sfrutta. Un proto a Serious man in fine bianconero. L'uomo che non c'era dei Coen centellina la sua vita aspirandosela come il fumo dell'immancabile sigarette tra le sue labbra. Reale compagna di vita e consigliera di azzardi che sfuggiranno ad ogni calcolo...
voto al film: 
15 agosto 2011 Opinione di Paul Hackett su "L'uomo che non c'era"
Prendete "Lo straniero" di Albert Camus, trasportate di peso il suo protagonista Meursault, con il suo nichilismo indolente e la sua disperata indifferenza alla vita, negli Stati Uniti dell'epoca d'oro del noir, fategli indossare i panni dimessi di un taciturno barbiere di provincia, il cui unico apparente segno di vita è l'accensione di una sigaretta dopo l'altra, innescate un disastroso effetto domino dal suo goffo tentativo di dare una svolta alla propria esistenza ricattando...
voto al film: 
14 agosto 2011 Opinione di emmepi8 su "L'uomo che non c'era"
I Coen sono i mostri famelici del cinema, nel senso che il loro amore per questa musa, che alle volte rischia di essere fanatismo cinefilo, li porta a ricomporre pezzi o film di un cinema che ha vissuto i suoi grandi momenti nelle epoche d’oro. Questo alle volte dà anche un senso mortuario, tanto è l’esattezza e l’asciuttezza dei generi riportati, dando ragione a chi predica che il cinema è morto e quello che viene fuori oggi è...
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21 marzo 2011 Opinione di hank su "L'uomo che non c'era"
lento,prolisso,noioso,pesante.coen ci ammorba cercando,vanamente, il lirismo e trovando solo l'artificioso.film falso e presuntuoso,a partire dal bianco e nero.attori monocordi e inespressivi.da dimenticare,altro che film d'autore!
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6 febbraio 2011 Opinione di petrolini84 su "L'uomo che non c'era"
Le 4,5 stelle non esistono, allora propendiamo per arrotondare per difetto: 4 invece che 5. Un film da 5 pieno è un capolavoro assoluto (il Grande Lebowski) che riguardi ogni anno. Il 4 è un ottimo film. E questo è un ottimo film, che in alcune cose tocca il capolavoro. Delicato e raffinato come le note di Beethoven disseminate nella pellicola. E' un film particolare, tutto in bianco e nero, che si svela nell'inutilità delle cose, dell'esistenza. Ha una...
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29 gennaio 2011 Opinione di MovieGoer su "L'uomo che non c'era"
Uno dei migliori noir mai realizzati. I fratelli Coen cesellano l'ennesimo capolavoro di una fruttuosa, e ancora relativamente breve, carriera con un film che emoziona, diverte (amaramente) e commuove. Billy Bob Thornton è magistrale nei panni dell'asettico Ed, la sua (voluta) immobilità espressiva parla più di mille facce, e crea un personaggio indimenticabile che accetta in silenzio il suo destino. Frances McDormand non sorprende più da quant'è brava e i...
voto al film: 
9 dicembre 2010 Opinione di Filmoski su "L'uomo che non c'era"
Un noir esistenzialista nello stile dei film degli anni quaranta con uno splendido bianco & nero che accentua luci ed ombre, l'esserci ed il non esserci. Ed Crane è un uomo comune, un uomo incapace di lasciare tracce evidenti del suo passaggio come milioni di altri uomini qualunque. La sua vita si svolge tra la bottega di barbiere e la sua dimora, condivisa con una moglie fedifraga e disinteressata a lui. Ma Ed Crane non accetta il suo destino, quando si presenta...
voto al film: 
- negative [5]
- sufficienti [4]
- positive [56]
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