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Opinione di teaestefano su L'uomo che non c'era

[The Man Who Wasn't There, USA 2001, Noir, durata 114', b/n]   Regia di Joel Coen
Con Billy Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini, Scarlett Johansson




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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2009-03-04 15:28:02 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Questo film sarà tecnicamente perfetto quanto volete, ma quella sua specie di cinismo assoluto, o cosmico, non so neppure come chiamarlo, mi risulta stomachevole. Trasuda nichilismo da ogni scena. Siamo infatti dalle parti di Fargo (quel film dove i tizi mettono nel frullatore le gambe di un cadavere...). Il protagonista, apatico e qualunquista oltre ogni pudore, è praticamente un automa, un uomo senza cuore, senza sentimenti, senza coscienza. Magari avesse almeno passioni malsane, ma ha a malapena desideri meschini. Ricatta e uccide (volontariamente e non per obbligo o errore) con una naturalezza e un'indifferenza che mi ha lasciato schifato. Lo trovo odioso nella sua imperturbabilità. Tutt'altra cosa era il noir dei tempi d'oro, che sapeva parlare di passioni, di ricatti, omicidi, e del male in generale in un modo però anni luce lontano da questo. Il male in quei film almeno non veniva banalizzato e svuotato di drammaticità come accade qui, e la sua rappresentazione aveva una funzione quasi catartica e morale. Qui siamo nel nichilismo più assoluto. Dopo aver visto Fargo mi ero detto - saggiamente - che non avrei mai più guardato un film dei Cohen. Poi è successo che l'ho registrato per sbaglio (Canale 5 lo ha dato al posto di "American Graffiti"), e ho deciso di concedere una chance a quei due fratelli che non so che razza di inferno abbiano nel cuore. Ne ho ricavato solo un po' di voltastomaco. Quei due hanno talento da vendere, ma metterlo al servizio di questi manicaretti avvelenati è usarlo nel modo peggiore. Come il coltello, che si può usare per tagliare la bistecca o per uccidere qualcuno. Mi rendo ben conto, comunque, che questa recensione scoraggerà qualcuno, ma purtroppo solleticherà molti di più a guardare il film. Va però detto che il titolo calza benissimo, specie se si intende per uomo "essere umano".


SI

Commenti

  • 4 marzo 2009, 17:57 di Daskabinett

    Caro/a/i Teaestefano, ora puoi saggiamente ri-decidere di non guardare più film dei Coen. Il destino ti aveva dato una seconda chance ma sembra evidente che tu non li capisca. Scusa la presunzione ma sembra proprio cosi leggendo il tuo commento. Prima di tutto il film non è cinico; il protagonista ama la moglie, per esempio, e quindi non è senza cuore-sentimenti-coscienza come scrivi. Che sia apatico e qualunquista, quello si: pretendi che i film ritraggano solo persona positive, eroi senza macchia, campioni dell'ottimismo? Allora dovresti trovare "stomachevoli" circa il 50% delle pellicole. Che tu trovi il personaggio odioso, poi, non dovrebbe riflettersi su un giudizio al film; questo è un errore grave. Infine, il male non è ritratto in maniera banale, tutt'altro: il mostrare che il male possa nascere in maniera banale può essere un messaggio importante in un'epoca che comunica e informa per stereotipi e, quella si, banalizza tutto e genera altro male. Bye

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  • 9 marzo 2009, 10:42 di teaestefano

    Non è che a me piacciono solo gli eroi senza macchia. Mi piacciono a volte i poveretti, e apprezzo anche chi fa il male sapendo di fare il male e poi si pente. Non mi dà fastidio neppure il personaggio del malvagio - benché naturalmente non lo condivida - che fa il male perché vuole farlo. Nei film non mi dà neppure fastidio la rappresentazione del male in modo drammatico, facendolo vedere come tale. Solo una cosa mi urta: il male fatto con indifferenza, quasi per caso, quasi senza partecipazione, quasi senza motivo, quasi senza l'intervento di una vera volontà. E poi la coscienza che sembra non approvare né disapprovare. Gli unici registi che trovo insopportabili o stomachevoli, cioè al di là del "non mi piace", sono Robert Altman (a parte "Il lungo addio") e questo in questione. Ci rispettiamo, ma i film dei Coen ci fanno un effetto opposto. Stefano.

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  • 18 marzo 2009, 11:19 di Daskabinett

    Il male fatto con indifferenza.. li leggi il giornali? Comunque non vorrei uscire troppo dal seminato per questo che è un sito di cinema. Credo fermamente che i film (i libri) non debbano essere costruiti necessariamente sull'asse "delitto + castigo" (non è un giudizio su Dostoevskij, uno dei miei scrittori preferiti). Esiste qualcosa che si chiama realismo e rappresnta le cose come sono e non come dovrebbero essere. E, ripeto, mi meraviglia che detesti solo i Coen e Altman. L'altra sera mi sono rivisto Natural Born Killers; non oso immaginare cosa ne pensi. Mi sembra che sulle tue valutazioni pesi troppo il giudizio morale che dovrebbe essere staccato e almeno molto secondario per chi fruisce di un'opera d'arte. Comunque, rispetto, anzi confronti cosi sono utili.

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  • 18 marzo 2009, 11:23 di Daskabinett

    Il male fatto con indifferenza.. li leggi il giornali? Comunque non vorrei uscire troppo dal seminato per questo che è un sito di cinema. Credo fermamente che i film (i libri) non debbano essere costruiti necessariamente sull'asse "delitto + castigo" (non è un giudizio su Dostoevskij, uno dei miei scrittori preferiti). Esiste qualcosa che si chiama realismo e rappresnta le cose come sono e non come dovrebbero essere. E, ripeto, mi meraviglia che detesti solo i Coen e Altman. L'altra sera mi sono rivisto Natural Born Killers; non oso immaginare cosa ne pensi. Mi sembra che sulle tue valutazioni pesi troppo il giudizio morale che dovrebbe essere staccato e almeno molto secondario per chi fruisce di un'opera d'arte. Comunque, rispetto, anzi confronti cosi sono utili.

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  • 24 luglio 2009, 16:15 di toni70

    A giudicare dalla passione delle tue parole sembrerebbe quasi che ti sia piciuto. "Solo una cosa mi urta: il male fatto con indifferenza,...". Sono d'accordo con te, fuori da una sala; ma il lavoro del regista è quello di rendere al meglio "il male fatto con indifferenza" e loro, sempre nei loro film come anche in questo, riescono a farlo benissimo. Non so come interpretare il tuo commento quindi; sembra che la realizzazione del film ti sia piaciuta ma non quello che rappresenta. In questo caso dovresti dire che il film ti è piaciuto anche se non ne condividiil messaggio. Condordo con Dask su "Che tu trovi il personaggio odioso, poi, non dovrebbe riflettersi su un giudizio al film"; la nostra simpatia o meno verso un personaggio, un messaggio non dovrebbe influenzare il nostro giudizio critico su un opera, e questa bella discussione ne è la testimonianza. Comunque bel commento, interessante e scritto con vero pathos, segno che qualcosa sti fratelli cattvi ti hanno lasciato. Ciao

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