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Opinione di dedo su Il grande attacco





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01/12/2009 voto al film: voto mediocre

Sul film

Il genere "guerra" è uno dei miei preferiti e per questo sono un po' esigente. Il film non mi è piaciuto, anzi in diverse occasioni mi ha dato fastidio. I pregi sono modesti (eccetto all'inizio la comparsa dello scudo con scritto "Titanus": quanti ricordi !). i difetti sono numerosi. Sin dall'inizio i documentari d'epoca passano senza una successione temporale: si parte dall'invasione della Polonia e si finisce con le prove di Jesse Owen alle Olimpiadi di Berlino del '36. L'olimpiade è l'occasione di una cena tra personaggi di diverse nazioni (non amici, ma conoscenti) nella quale si parla e si brinda alla Pace. Ma il conflitto invece si scatena ed il film ci trasporta nello scacchiere nord-africano. A parte presentare un Generale Patton che aveva 57 anni e che appare invece come un vecchio di 70, vengono rappresentate ampie descrizioni di battaglie di carriarmati fatte male (mezzi corazzati che sul ciglio di un'altura invece di scatenare un inferno di fuoco stanno in bella vista silenziosi, i movimenti in battaglia , ripresi da angolature diverse, vengono proposti e riproposti sino alla nausea, il tentativo di sminamento consente all'eroe, costretto di notte a rintanarsi in una buca perchè martellato dalle mitragliatrici tedesce, di riuscire invece in pieno giorno ed in piena vista ad avvertire le colonne corazzate di spostarsi dal percorso iniziale). Esite anche una certa difficoltà a seguire i personaggi principali nelle loro peregrinazioni. La guerra è una follia, ma esiste dalla nascita dell'homo sapiens (si fà per dire) e non mai scomparsa: come tale è un evento che non possiamo nascodere. Quindi il messaggio della inutilità della guerra è pleonastico e retorico. Propendo a credere che forse si sia voluto sottolineare la presenza di amabili conoscenti (non amici) tra campi avversi e quindi costretti a combattersi fra loro possa essere in vero motivo di questo film, forse dimenticando che ognuno compie il suo dovere di cittadino se la nazione, nel giusto o nell'ingiusto lo chiama alle armi. Il montaggio è lento, spezzettato e spesso ripetitivo. La sceneggiatura appare sufficiente. La regia è scarsa (mi dispiace per Lenzi che ha firmato opere decisamente migliori). Gli attori interpretano il loro ruolo senza lode nè infamia. La colonna sonora non è praticamente percepibile. Voto 4

Sulla colonna sonora

In mezzo al frastuono dei pezzi di artiglieria non si percepisce

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