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Opinione di mm40 su Giovanna d'Arco

[Jeanne la Pucelle: Les batailles - Les prisons, Francia 1994, Drammatico, durata 227']   Regia di Jacques Rivette
Con Sandrine Bonnaire, André Marcon, Jean-Louis Richard, Philippe Morier-Genoud




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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21/03/2011 voto al film: voto sufficiente

Sul film

Abbiamo qui un Rivette insolitamente sobrio, che si dedica alla storia (e alla Storia) innanzitutto, affrontando con un piglio narrativo logico e lineare le vicende che hanno vista protagonista, nella prima metà del quindicesimo secolo, l'eroina nazionale francese, Giovanna d'Arco. In tanti avevano già messo le mani sul mito, da Bresson a De Mille, da Rossellini a Dreyer, e molti ancora seguiranno nell'impresa, con risultati comprensibilmente alterni; la particolarità di questo lavoro sta nel fatto che a Rivette interessano più le vittoriose imprese della Giovanna guerriera (e missionaria, in quanto chiamata da una visione di San Michele a prendere il controllo delle truppe francesi) che le disgrazie della Giovanna perseguitata e mandata al rogo dall'ottusità della Chiesa. Pertanto in questa pellicola si approfondisce lo sguardo sulla prima parte della sua breve vita (si ricordi che Giovanna d'Arco non arrivò neppure a compiere vent'anni) e lo si fa con una ricostruzione storica eccellente, per la quale va lodata la sceneggiatura firmata dal regista con la collaborazione per i dialoghi delle fide collaboratrici Pascal Bonitzer e Christine Laurent. Sandrine Bonnaire è un'ottima protagonista, che sa spogliarsi di quasi ogni residuo di femminilità (cosa che non è riuscita, ad esempio, alla Bergman di Rossellini o alla Jovovich di Besson) pur senza per questo eccedere in mascolinità; una figura che vive nel suo sguardo distaccato l'idea del mito, del fuoco che la tormenta dentro come la predestinata che sente di essere. Solita nota dolente per i lavori di Rivette: la durata è smisurata - 4 ore di pellicola, tanto da aver convinto il regista a spezzare in due il film e fornire dei sottotitoli alle due metà: la prima è Le battaglie e la seconda Le prigioni: lapalissiani, ma in linea con il tono misurato del lavoro. Un tono misurato che, in fin dei conti, pare ben più adatto a quello artificioso dell'opera (di chiara matrice teatrale) di Rossellini (1954) e che si distacca allo stesso modo dalle angosciose atmosfere di un Dreyer (1928) più indirizzato verso le emozioni che verso i fatti concreti. Ben fatto, ma meglio sarebbe stato con un po' di contenimento. 6,5/10.

Sulla trama

Due film in uno. Primo: le battaglie di Giovanna d'Arco, che conduce l'esercito francese alla vittoria contro l'invasore inglese. Secondo: le prigioni e le persecuzioni cui la ragazza viene sottoposta dalla Chiesa, che la condanna infine al pubblico rogo.


SI

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