Opinione di hallorann su Figli. Hijos
Con Carlos Echevarría, Julia Sarano, Stefania Sandrelli, Enrique Pineyro
- negative [1]
- sufficienti [6]
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Sul film
Marco Bechis è nato in Cile ma la famiglia un anno dopo si trasferì in Argentina. All’età di 22 anni durante la dittatura di Videla venne catturato da quattro militari, torturato e rinchiuso in una delle tante carceri sotterranee, liberato ed espulso decise di venire a vivere in Italia. L’Argentina è sempre stata nel suo cuore e quando nel 1991 ha esordito come regista, la sua terra d’origine è ritornata prepotente nel suo cinema. ALAMBRADO è ambientato nelle vaste terre della Patagonia, con GARAGE OLIMPO decide di raccontare la tragedia dei desaparecidos, attraverso il singolare rapporto tra vittima (Maria una giovane insegnante idealista) e carnefice (il torturatore Felix). Bechis dimostra fin dalle prime immagini una certa padronanza nel dirigere in modo austero, efficace, senza fronzoli film prodotti in Italia ma dal respiro internazionale. Con FIGLI-HIJOS ha confermato le stesse qualità dimostrando perfino una maggiore incisività. La trama parla di Javier e Rosa, due ragazzi figli di desaparecidos argentini. Javier vive a Milano con una famiglia adottiva che tace sulle sue origini, Rosa è una ragazza spagnola che dice di essere sua sorella, con forza e ostinazione costringerà Javier a intraprendere un viaggio alla ricerca delle loro vere identità. Anche stavolta Bechis - attraverso la figura dei due protagonisti – parte da un racconto individuale per abbracciare la Storia. Quella legata ancora una volta agli anni bui della dittatura e nello specifico alla triste pratica di vendere i neonati delle donne incinte prigioniere e poi fatte scomparire nei famosi voli sull’Oceano (la scena iniziale ne è un metaforico riferimento). Il regista conferisce alla pellicola un’aria straniante, asettica, ostile come la facoltosa famiglia di Javier, mentre i luoghi sembrano dare una sensazione di disorientamento specchio degli stati d’animo dei due giovani, interpretati dai bravissimi e intensi Carlos Echevarria e Julia Sarano. Molto bello ed emozionante il finale dal vero a Buenos Aires scandito dal rullo dei tamburi e dalla silenziosa marcia di indignazione dei FIGLI-HIJOS dei desaparecidos. Il film mal distribuito in seguito al crack finanziario di Cecchi Gori, purtroppo, non ha avuto la considerazione che meritava.
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