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Opinione di speedy34 su Figli. Hijos





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16/10/2002 voto al film: voto buono

Sul film

Lo percepisci immediatamente. La storia di “Figli/Hijos” è uno di quei film che il regista italo/cileno Marco Bechis ha sentito di voler fare, quasi un’esigenza naturale, il bisogno impellente di scuotere sopite coscienze. E ne avverti subito il sentore: ti si chiude lo stomaco, si fa piccolo piccolo ed i silenzi dei protagonisti sono più assordanti di mille parole messe insieme. Dopo “Garage Olimpo” (1999), dove Bechis mostrava le torture che subirono i desaparecidos durante la dittatura militare Argentina, in “Figli” sono le cicatrici degli anni del terrorismo ad essere scandagliate con occhio mai didascalico, retorico ma intensamente e politicamente vivo. Una delle più terribili conseguenze di quegli anni fu il rapimento dei figli appena partoriti dalle prigioniere e poi “adottati” dalle famiglie dei generali. Cosa accade se dopo vent’anni uno di questi figli scopre di aver vissuto con gli assassini dei suoi genitori? Materia tanto potentemente drammatica non poteva trovare un regista migliore di Marco Bechis capace di raffreddare e non strumentalizzare le potenzialità emotive insite in una rivelazione di tale portata ma allo stesso tempo capace di scaldare gli animi ed il cuore per le atrocità, violenza e brutalità che si annidano nelle vite più “normali”. Come nell’esistenza piccolo borghese della “finta” madre Victoria Ramos che ancora una volta Stefania Sandrelli interpreta con impercettibile e deflagrante giustezza di toni e commovente equilibrio illuminandoci, meglio di qualsiasi trattato sociologico o delle mille mamme stereotipate di tante fiction televisive, sulla grande “Tragedia” dell’essere madre.


SI

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