Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
scrivi la tua opinione

Opinione di ga.s su Il colpo





Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

Non ancora bookmarkato  
05/07/2006 voto al film: voto buono

Sul film

David Mamet è un ottimo sceneggiatore che anche alle prese con un noir metropolitano condito con un po’ d’azione, tipico di tanto cinema americano commerciale, dimostra abilità nella costruzione della trama e in particolare nella scrittura dei dialoghi. Joe Moore è un ladro professionista, ma un po’ sfortunato: sta compiendo il suo ultimo colpo con l’intenzione poi di ritirarsi per godersi i soldi e la giovane e bella moglie, ma durante la rapina ecco che una telecamera lo riprende in viso. Bergman, il suo ricettatore, lo ricatta costringendolo ad un altro colpo. Mamet, dicevo, alle prese con un thriller, mantiene l’andamento tipico delle sue storie, seguendo un climax che avviluppa personaggi e avvenimenti in una sorta di spirale che sul finale continua a deviare la traiettoria, inanellando una serie di piccoli colpi di scena che serrano il ritmo. Tuttavia, a dire la verità, direi che proprio questa scelta di struttura del finale rischia di essere un po’ ripetitiva, anche perché continuando a replicare questo tipo di andamento c’è sempre la possibilità di stancare o deludere, poiché è logico che ogni volta ci si aspetta una soluzione ancora più sbalorditiva della precedente, e invece la caratura di queste continue sterzate è più o meno sempre la stessa. Ad ogni modo, a parte questo, tutto il resto del film funziona bene, è sempre più che godibile e dà parecchi punti a molti altri thriller U.S.A. forse più celebri, ma molto meno interessanti. Il regista dosa molto bene l’alternarsi di violenza (mai troppo virtuosistica) e ironia (quasi una sorta di punteggiatura), così da modulare la visione del film, regalando brevi e inaspettati attimi di respiro in una vicenda abbastanza avvincente. I dialoghi poi hanno momenti molto gustosi che vanno dalla filosofia personale di Joe e proposito di ciò che manda avanti il mondo («Non l’amore, ma l'amore per l’oro manda avanti il mondo»), fino a veri e propri momenti di originale e raffinato umorismo (a proposito della proverbiale calma di Joe, un suo complice dice «È così calmo che quando dorme le pecore contano lui»). La regia di Mamet si adegua più ai personaggi che all’azione, evitando scene troppo rutilanti (che in film del genere di solito non mancano), tenendosi quindi lontano da un montaggio e da una direzione troppo movimentati. Un thriller mentale e fisico, ironico e sufficientemente teso, ben diretto e soprattutto ben scritto, sorretto da un ottimo cast (guidato da un sempre grande Gene Hackmann e dove si ritaglia un buon ruolo anche il ricettatore Danny DeVito), nel quale ognuno, mentre dice qualcosa, deve riuscire a celarne un’altra, facendo però in modo che lo spettatore abbia sempre il sospetto della doppiezza.


SI

Commenti

Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?


Lascia un commento

Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra



box office

dal 14/5 al 20/5

Prime al cinema

uscite del

Proseguimento prime

uscite del


login

hai dimenticato la password?