Il colpo - La recensione di FilmTv
Con Gene Hackman, Rebecca Pidgeon, Sam Rockwell, Delroy Lindo, Danny DeVito
La recensione di FilmTv
Un noir più ironico che violento con un grande Gene Hackman. Grandi duelli verbali con sorpresa finale
I personaggi di Mamet sono dei fantasisti dell’inganno e dell’avidità. Non dicono mai tutta la verità perché la verità è un punto di vista e i punti di vista si trasformano, si appannano, passano dallo stato gassoso (delle parole e dei pensieri disonesti) a quello liquido e, infine, a quello solido. La formula della delinquenza, della truffa, del raggiro, del contratto tra soci e amanti ha la consistenza di un instabile castello di carte. Questa certezza, unita alle altre costanti perfezionate in tanti testi teatrali e in solo alcuni dei film scritti e diretti, è il traliccio di un noir, più ironico che violento, su un banda di ladri geniali e simpatici, specializzata in gioielli e lingotti d’oro, e capeggiata da Joe, un Gene Hackman straordinario come sempre, e formata dai bravissimi Delroy Lindo e Ricky Jay e dalla più scialba Rebecca Pidgeon, la signora Mamet. I professionisti sono in affari con il perfido Danny DeVito. Quando Joe viene inquadrato a viso scoperto da una telecamera del circuito di sicurezza di una gioielleria, l’alleanza tra le due ditte a delinquere s’incrina. Come nei film di Allen verrebbe voglia di appuntarsi i duelli verbali, le battute, i felpati rovesciamenti di campo, lo schema bifronte dell’intelligenza. Una versatile ingegneria meccanica del racconto sostenuta da performance di ottimi attori impegnati, nello spazio di un’inquadratura, a dire una cosa e a celarne un’altra.
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