Da zero a dieci (2002)
Con Massimo Bellinzoni, Elisabetta Cavallotti, Pierfrancesco Favino, Stefania Rivi
La trama
Quattro ex ragazzi vogliono chiudere un fine settimana di vent'anni prima.
Giove, Libero, Biccio e Baygon hanno lasciato a Correggio impegni, famiglie, problemi e responsabilità per proseguire in quel di Rimini un weekend interrotto nell'estate del 1980. Certo la città è cambiata, ma quello che è rimasto uguale è la pensione Ambra e Caterina, Lara, Carmen e Betta, le ragazze protagoniste di quello scatenato fine settimana di vent'anni prima.
È una Romagna Split che non crea atmosfere e vuole, con intelligenza narrativa, buoni dialoghi, alcune scene girate con notevole perizia (per tutte, la corsa-roulette russa con le macchine) liberare e far defluire energie sul set come sul palco di un concerto rock. Suonare e cantare per stabilire un'empatia con il pubblico e narrare una storia per comunicare, condividere, confessarsi pezzi di vita. All'appuntamento per il fine settimana arrivano anche quattro ragazze: le figure femminili, però, sono molto meno interessanti di quelle maschili. La band degli otto personaggi festeggia una serie di non compleanni, stenta ad afferrare i bagliori degli attimi fuggiti, sfila per chi ha voglia di voltarsi a guardarli e accompagna il destino di chi rinuncia, tragicamente, a crescere e di chi accetta di essere traghettato oltre la metà del cammino. Ligabue conosce il cinema e i film americani e li usa con naturalezza, ha un punto di vista sul mondo e lo rivela con onestà, ha uno spiccato senso del racconto e ha un genuino senso del ritmo. E non è questione di accordi, di disaccordi, di scale e di battute.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 7/2002
È bello e curioso il nuovo viaggio di Ligabue sulla riviera romagnola. Insieme a quattro ex ragazzi che vogliono concludere un weekend interrotto vent’anni prima.
Senso del ritmo, intelligenza narrativa e regia curata
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 07/06/2010 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
- negative [21]
- sufficienti [7]
- positive [12]
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20 maggio 2012 Opinione di mm40 su "Da zero a dieci"
Così come Radiofreccia (1998), il primo film di Ligabue, rispecchiava lo spirito del precedente disco Buon compleanno Elvis (1995), cioè per metà racconto dalle radici veraci e per l'altra metà piacionerie e facilonerie per il pubblico, ecco che questo secondo lungometraggio del regista rocker, uscito in concomitanza con l'album Fuori come va?, ancora una volta viene perfettamente descritto dalla sua contemporanea musica: una boiata. Rock per famiglie (cioè qualcosa che non è più...
voto al film: 
7 giugno 2010 Opinione di sasso67 su "Da zero a dieci"
Qui casca l’asino: come spesso succede, al secondo film. Un soggetto sui trentenni in crisi, trattato con un’idea di sceneggiatura adolescenziale e girato senza la minima consapevolezza della regia cinematografica: questo è Da zero a dieci. Ed è una delusione per chi – come il sottoscritto – aveva apprezzato Radiofreccia. Ad aggravare la situazione, c’è un egocentrismo, grave per un personaggio che racconta di avere fatto «una vita da...
voto al film: 
1 marzo 2010 Opinione di chribio1 su "Da zero a dieci"
film veramente insipido e poco originale.Oltre che alla Cavallotti e altre bellezze varie ho notato anche la presenza di Sascha Zacharias,poco conosciuta ma che da qualche annetto la si vede in varie e famose fiction di Rai1;in questo caso la si nota solo in 1 piccolo,quasi impercettibile fotogramma mentre ballano la canzone dei Village People "ymca",e' 1 delle ragazze ballerine!!! Al film voto.1.
voto al film: 
1 marzo 2010 Opinione di mmciak su "Da zero a dieci"
"Da zero a dieci" diretto nel 2002 da Luciano Ligabue, devo dire che è stata una delusione. La storia racconta che quattro inseparabili amici: Giove, Libero, Biccio e Baygon, hanno lasciato a Correggio gli impegni con le famiglie e i problemi e responsabilità per andare a Rimini in un weekend interrotto nell'estate del 1980. La città è cambiata, ma quello che è rimasto uguale è la pensione Ambra,e Caterina, Lara, Carmen e Betta, le ragazze...
voto al film: 
31 gennaio 2010 Opinione di supadany su "Da zero a dieci"
VOTO : 6++. Rispetto a "Radiofreccia" è un mezzo passo indietro, ma quello era un progetto tutto suo. Sorprende comunque ancora una volta la padronanza del mezzo cinematografico che possiede. Storia molto semplice, ma marcata con una certa disinvoltura, i personaggi sono scritti piuttosto bene e ci si affeziona a loro. Senza volare alto il film regala buoni momenti, con un gusto lontano dalle ipocrisie che spesso affossano i nostri film. Una conferma.
voto al film: 
6 novembre 2009 Opinione di fornarolo su "Da zero a dieci"
Dopo il buon esordio di Radiofreccia, Ligabue ha tentato la carta rischiosissima della nostalgia di gruppo, fallendo sul piano narrativo: i suoi personaggi sono poco credibli e le situazioni per lo più banali. Ci voleva un Pupi Avati: Ligabue è ancora troppo rozzo e inesperto.
voto al film: 
31 agosto 2009 Opinione di gene55 su "Da zero a dieci"
Curioso esprimere un giudizio e di conseguenza votare un film,che per buona parte ci interogga sul senso di questi ultimi e non fa altro che dare pagelle...Ligabue,dopo "Radiofreccia",a cui c'è un piccolo omaggio,racconta la storia,a tratti autobiografica,di quattro amici alla ricerca,ognuno a suo modo,del proprio quarto d'ora di celebrità...qualcuno risulterà divertente,qualcun'altro tragico e fuori tempo massimo...Questo "Da zero a dieci" riesce ad emozionare,se...
voto al film: 
12 ottobre 2008 Opinione di Utente rimosso (pithecusano) su "Da zero a dieci"
L'idea non è nuova. Per niente. Anche se qualche spunto rimane notevole, ci si aspetterebbe quanto meno un guizzo, un'intuizione che aggiunga qualcosa all'eterno dilemma sul tornare, misurarsi con l'io più giovane di vent'anni, il peso della vita e della morte, essere o non essere, sognare, forse. Già, mi sa che il buon Liga non lo sa ma ci aveva pensato anche zio Shakespeare. Olttre al suo collega Guccini, al suo collega in quest'altro ramo Moretti (che si è spicciato prima, con "gli...
voto al film: 
11 ottobre 2008 Opinione di Mathiasparrow su "Da zero a dieci"
Il Liga, dopo aver fatto pienamente centro con “Radiofreccia” quattro anni prima, torna dietro la cinepresa per concedersi un'altra storia di gioventù, ovviamente elaborata a modo suo: mescolando esperienza personale, rimpianti, sogni vecchi e idee nuove. Ma dirigere con il cuore non è sufficiente a dar vita a grande cinema. Lo dimostrano gli stereotipi nostalgico-vacanzieri da cui il cantautore non riesce a staccarsi mai troppo; sono loro che appiattiscono tutte le cose che il Liga...
voto al film: 
- negative [21]
- sufficienti [7]
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