Opinione di steno79 su A Beautiful Mind
Con Russell Crowe, Jennifer Connelly, Ed Harris, Christopher Plummer, Paul Bettany
- negative [11]
- sufficienti [20]
- positive [76]
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Sul film
Classico esempio di film sopravvalutato dall'Academy (4 Oscar) e dal pubblico pagante, A beautiful mind rientra nel genere biografico narrandoci la vita del matematico John Nash, ma si tratta di una biografia ripulita a fini spettacolari: vengono omessi particolari importanti della storia di Nash come ad esempio il figlio che ebbe da una relazione extra-coniugale, o i problemi psichici del figlio legittimo avuto con la moglie Alicia, così come nessun accenno è fatto alla sua presunta bisessualità (se ne parla invece nel libro Il genio dei numeri di Sylvia Nasar, da cui è tratta la sceneggiatura). Il ritratto del personaggio è dunque parziale, probabilmente per una scelta di sceneggiatura che tende a concentrarsi quasi unicamente sulla relazione con la moglie e sull'inferno della schizofrenia di cui soffrì per diversi anni, tralasciando anche il versante delle scoperte matematiche e scientifiche. Il dramma ha una sua credibilità e pagine di discreta intensità emotiva grazie al proficuo impegno degli attori, soprattutto Russell Crowe che supera con onore la prova del personaggio "mentalmente disturbato" (e non vinse la statuetta solo perchè aveva vinto l'anno prima con Il gladiatore), mentre Jennifer Connelly, oltre a risultare una gioia per gli occhi degli spettatori di sesso maschile, si cala nei panni della moglie con un misto di sensualità e di vulnerabilità femminile (e porta a casa l'Oscar come non protagonista). La regia di Howard è un pò troppo scolastica, ma ha le qualità giuste per impressionare i membri dell'Academy e riesce a sconfiggere colleghi del calibro di Lynch (per Mulholland Drive) e Altman (per Gosford Park). Il messaggio di speranza sulla lotta per sconfiggere i disturbi mentali è comunque molto gradito, soprattutto da chi conosce nella realtà il calvario di dover convivere con queste immagini o presenze estranee (e qui Howard e lo sceneggiatore Akiva Goldman hanno saputo trovare una maniera molto efficace per rappresentare questi elementi perturbanti). Fra gli apporti tecnici, molto bella la colonna sonora che contribuisce all'atmosfera sognante di certe sequenze. voto 7/10
Commenti
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27 luglio 2011, 15:36 di spopola
..e in effetti è molto più "convenzionale" (e commerciale) - parlo della regia di Howard rispetto a Lynch e Altman... e gli Oscar vanno quasi sempre in quella direzione
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