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La donna che visse due volte (1958)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La donna che visse due volte: minimo
Ritmo ritmo in La donna che visse due volte: presente
Impegno impegno in La donna che visse due volte: assente
Tensione tensione in La donna che visse due volte: molto forte
Erotismo erotismo in La donna che visse due volte: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a La donna che visse due volte (voti: 214 media: 4,45) 214

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La trama

A causa delle sue vertigini, l'agente Ferguson è a riposo per non aver impedito un incidente mortale a un collega. Un amico gli chiede di sorvegliare sua moglie, che ha manie suicide. Di fronte a Ferguson, paralizzato dalle vertigini, la donna si butta da un campanile, o almeno così crede il povero agente. Ma un giorno un incontro casuale rimette tutto in gioco.  

Uno dei film più belli della storia del cinema. La regia funzionale al racconto, alla suspense, all'intreccio di corpi e fantasmi, raggiunge le vette del sublime. Un grande film di amore e morte, sullo sfondo di una San Francisco onirico. Tutta la prima parte ambigua e misteriosa, poi sempre più morbosa, e un finale agghiacciante. Le giravolte della sceneggiatura non contano, conta l'ipnosi e l'atmosefra, la strordinaria doppia Kim Novak. Straordinaire fotografia di Robert Burks e musica di Bernard Herrmann.

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L'opinione più votata

Di Snaporaz68 scritta il 24/12/2010 - utile per 13 utenti

Voto al film: voto ottimo

L’invito è di avvicinarsi a questo film evitando l’approccio razionale scientifico e trascurando l’intreccio thriller e la caccia al colpevole. A differenza delle altre opere di Hitchcock, Vertigo rappresenta la descrizione sincera, sentita, coinvolta, assolutamente partecipata di una ossessione d’amore che diventa patologia psichiatrica. L’investigatore acrofobico Scottie Ferguson (James Steweart modello post guerra, non più meravigliato e sognante alla Frank Capra, ma complicato e disilluso) si innamora della donna (Kim Novak splendida nel suo taileur grigio e nell’ambivalenza di donna preda e cacciatrice) che pedina per conto di un suo vecchio compagno di college, ma non ne riesce ad evitare il suicidio dal campanile di una vecchia chiesa proprio per la sua paura dell’altezza. Il momento fondamentale del film è l’incontro, per caso, per strada, di una donna dai capelli rossi del tutto simile alla suicida. Qui scatta il genio di Hitchcock che interseca l’ossessione d’amore di James Stewart che tende a modificare l’oggetto del suo folle sentimento nel ricordo soggettivo (e nell’immagine ormai indelebile nella memoria) con la forza contraria di Kim Novak che va in direzione opposta, ovvero nel tentativo di farsi amare cosi come è, abbandonando una immagine del passato che non le appartiene più, ma al contrario rappresenta l’ombra di un inganno feroce e terribile da rimuovere al più presto. E certi rapporti d’amore non si deteriorano proprio per questa vertigine malsana di ricreare un passato che non c’è più, cercando il futuro alle proprie spalle, invece di guardare avanti? Gli occhi pieni di lacrime di James Stewart nel momento in cui Kim Novak esce dal bagno, completamente trasformata (e perfettamente aderente all’immagine necrofila) sono tra i più bei momenti della storia del cinema. Il progressivo avvicinamento di Kim Novak alla storia di Carlotta Mendes passa attraverso tre suicidi: il primo falso, il secondo è un uxoricidio, il terzo è invece riuscito e rappresenta la totale identificazione con il fantasma del passato (che emerge dall’oscurità). La scena della sequoia sempervivens, nella quale Kim Novak identifica la piccolezza della sua vita mortale in una semplice venatura del tronco, è forse il primo segno di dissociazione della personalità (accompagnata dal nascente innamoramento per James Stewart). Un bacio ha per sfondo un mare in tempesta (della baia di San Francisco) che rimanda alla stessa agitazione dei due protagonisti, alla loro caduta nel vuoto, nel gorgo vorticoso della passione sensuale (non dimentichiamoci che Kim Novak dovrebbe essere la moglie dell’amico di James Stewart e quindi non “avvicinabile”). Tra gli attori di contorno, una menzione merita la pura Barbara Bel Geddes (la matriarca di Dallas) che ancora non contaminata dalle tenebre dell’animo umano ha l’ingenuità di affermare: “E’ Mozart, quello che ci vuole per te, la scopa che spazza via le tele del ragno…”. Altro che Mozart, qui ci vuole una dose massiccia di antipsicotici. 
Altro particolare da segnalare l’originalità dei titoli di testa con il logo della vertigine che nasce proprio dall’occhio di chi guarda e inoltre la bravura tecnica di Hitchcock che rende la paura del vuoto inquadrando un modellino di scale alla Escher e zoomando in avanti con una contemporanea carrellata all’indietro. Altra vertigine tecnica la scena del bacio con lo sfondo cangiante mentre ruota attorno ai protagonisti (citata per esempio da Brian De Palma in Omicidio a Luci Rosse). 
Girato a San Francisco. 
Musica famosissima di Bernard Hermann. 
Opera stracitata e di culto: tra i film che vi si sono ispirati ricordo L’esercito delle 12 Scimmie, Omicidio a Luci rosse e naturalmente Mulholland Drive (e in effetti il taileur grigio di Naomi Watts ricorda proprio quello di Kim Novak). 
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Opinioni su La donna che visse due volte


22 maggio 2012 Opinione di marcopolo30 su "La donna che visse due volte"
marcopolo30

Uno dei grandi capolavori di Hitchcock. “La donna che visse due volte” è una storia molto originale (al limite dell'eccentricità) che il grande maestro Inglese riesce a portare avanti con il consueto dominio del mezzo tecnico, e che affascina e tiene sulle spine nonostante il ritmo insolitamente lento. Memorabile la scena finale.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)

nessun commento
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17 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "La donna che visse due volte"
MrPostman

Il thriller psicologico più importante della storia del cinematografo.La pellicola si delinea come il tracciamento di un moto armonico circolare vorticoso ("Vertigo") le cui principali connotazioni sostanziali e, in relazione ai punti di vista, accidentali (vedesi il finale) trovano la loro reale esistenza nei concetti di spazio e tempo, viventi in base alla soggettività ed interiorizzazione della propria coscienza e del proprio "io".L'uomo può chiudere col passato, ma il passato...

voto al film: MrPostman assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)



2 febbraio 2012 Opinione di alfatocoferolo su "La donna che visse due volte"
alfatocoferolo

Assolutamente un film sufficiente, senza grosse pretese e molto al di sotto delle aspettative che lo hanno reso immortale. Non è sicuramente tra i migliori di Hitchcock anzi è atipico nella sua produzione, in maniera disturbante. La mano del regista si vede, ci sono spezzoni che danno spazio ad un minimo di suspance e di tensione; c'è l'ossessione del protagonista che presagisce scenari d'orrore, c'è il dubbio e l'aria del thriller ma per il resto le pause morte si sprecano, le...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto buono a La donna che visse due volte (1958)

4 commenti
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31 dicembre 2011 Opinione di armonica1996 su "La donna che visse due volte"
armonica1996

Dopo psyco il capolavoro per eccellenza di hitchcock

voto al film: armonica1996 assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)



20 dicembre 2011 Opinione di giuseppedimarco94 su "La donna che visse due volte"
giuseppedimarco94

Ci vorrei tornare. Per ora attesterei l'aria vagamente di missione e senso di colpa che permea la pellicola. Stewart (mio eroe sin dai tempi della finestra sul cortile) si cimenta nel compito prima con scetticità, poi con grande trasporto. Il protagonista riesce a profondere grande malinconia e monomania. Le cose che non convincono secondo me sono quelle che nella trama Aristotele avrebbe definito le "invenzioni". Queste non sono altro che delle spiegazioni inserite idealmente nei nodi ma...

voto al film: giuseppedimarco94 assegna il voto buono a La donna che visse due volte (1958)


1 febbraio 2011 Opinione di mondolariano su "La donna che visse due volte"
mondolariano

“Vertigo” è stato tratto dal romanzo “D’entre les morts”, di Pierre Boileau, a sua volta derivato da alcuni racconti di Edgar Allan Poe (il tema del doppio e l’ossessione di rivivere lo stesso amore in due donne diverse). Ma mentre nel libro il mistero resta insoluto fino alla fine, Hitchcock decide di rivelare già al 94° minuto l’identità della seconda donna. In questo modo il regista rinuncia al fascino dell’enigma guadagnando in psicologia: il sincero desiderio...

voto al film: mondolariano assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)

nessun commento
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24 dicembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "La donna che visse due volte"
Snaporaz68

L’invito è di avvicinarsi a questo film evitando l’approccio razionale scientifico e trascurando l’intreccio thriller e la caccia al colpevole. A differenza delle altre opere di Hitchcock, Vertigo rappresenta la descrizione sincera, sentita, coinvolta, assolutamente partecipata di una ossessione d’amore che diventa patologia psichiatrica. L’investigatore acrofobico Scottie Ferguson (James Steweart modello post guerra, non più meravigliato e...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)

nessun commento
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27 settembre 2010 Opinione di Carlo Ceruti su "La donna che visse due volte"
Carlo Ceruti

E' un thriller che gioca le sue carte sull'atmosfera inquietante e misteriosa, senza far uso di scene d'azione, violenza o roba del genere. Rivoluzionario per l'epoca e può dirsi completamente riuscito nel suo intento, mettendo in più punti la pelle d'oca allo spettatore. Stewart è davvero grande, inutile spendere lodi per il regista. Tabellino dei punteggi di Film Tv ritmo:3 tensione:4

voto al film: Carlo Ceruti assegna il voto ottimo a La donna che visse due volte (1958)



27 settembre 2010 Opinione di PompiereFI su "La donna che visse due volte"
PompiereFI

I tetti di San Francisco sono infidi, scivolosi e… lontani da terra. Se ne rende ben presto conto il poliziotto John “Scottie” Ferguson (James Stewart) che rimane appeso a un cornicione durante un inseguimento. Lo shock dovuto alla vertigine sarà così grande da fargli prendere la decisione di abbandonare il servizio e di andare in pensione, forte del suo agio economico da scapolo inveterato. Gavin, un vecchio amico, gli chiede una cortesia: seguire sua...

voto al film: PompiereFI assegna il voto buono a La donna che visse due volte (1958)

nessun commento
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9 settembre 2010 Opinione di wang yu su "La donna che visse due volte"
wang yu

Parere negativo Idem all'opinione di sasso67 ,ma questo film alla stragrande maggioranza è piaciuto.media voto 8,5.

voto al film: wang yu assegna il voto mediocre a La donna che visse due volte (1958)




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