A torto o a ragione (2001)
Con Stellan Skarsgård, Harvey Keitel, Birgit Minichmayr, Moritz Bleibtreu
La trama
Furtwängler e il nazismo, l'artista e la dittatura.
Gli Alleati che hanno occupato Berlino stanno cercando di ristabilire l'ordine nella città sconvolta. Hanno anche un altro compito devono scovare gli ex nazisti e i loro fiancheggiatori. Il maggiore Arnold ha ricevuto l'ordine di interrogare il direttore d'orchestra tedesco Wilhelm Furtwängler e raccogliere le prove dei suoi rapporti privilegiati con i vertici delle camicie brune. Nella sua inchiesta viene aiutato da Emmi, figlia di uno degli organizzatori dell'attentato contro Hitler e dal tenente Wills, un ebreo sfuggito ai campi di concentramento.
Scritto da Ronald Harwood e tratto dal suo testo teatrale "Taking Sides", nel film di Szabó sono i dialoghi e la recitazione gli aspetti più rilevanti. Il torto o la ragione si scontrano nelle argomentazioni più che nelle sequenze.
La recensione di FilmTv
Di Enrico Magrelli - FilmTV n. 13/2002
Furtwängler e il nazismo, l’artista e la dittatura. Da un testo teatrale un film intenso e verboso
L'opinione più votata
Di leporello scritta il 12/12/2010 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [6]
- positive [5]
- leggi tutte le opinioni
12 dicembre 2010 Opinione di leporello su "A torto o a ragione"
Il film non riesce (o non vuole, non saprei) uscire dall'ufficio in cui si consuma il processo ideologico al maestro Wilhelm Furtwängler, ottimamente interpretato da Stellan Skarsgard, ove peraltro l'atteggiamento persecutorio di stampo (appunto) nazista si consuma molto velocemente e ritorna inutilmente ripetitivo per tutto il tempo. Di ciò che accade fuori da quell'ufficio, ad eccezione della velocissima, vibrante versione della quinta di Beethoven dello stesso Wilhelm...
voto al film: 
24 gennaio 2009 Opinione di emmepi8 su "A torto o a ragione"
Un film che risente troppo della sua provenienza teatrale, e quindi tutta la drammaturgia è delegata ai dialoghi, che sono feroci, ma non danno luogo alle emozioni. Il tema è quasi, in più piccolo quello di Vincitori e Vinti e si affronta il tema della scelta di vita di un artista, toccando anche temi scabrosi con persoanggi come Von karjan. Il regista non è nuovo a questo tipo di tema, ma senz'altro aveva fatto meglio in Mephisto. La particolarità di regia e sceneggiatura è che...
voto al film: 
30 novembre 2008 Opinione di chribio1 su "A torto o a ragione"
film che dalla trama mi sembrava interessante ma poi alla fine si e' rivelato molto noioso.voto.4.
voto al film: 
31 luglio 2008 Opinione di tobanis su "A torto o a ragione"
Almeno questo film ha il merito di far conoscere uno dei più grandi direttori d’orchestra del ‘900, cioè il tedesco Furtwangler, che era al livello di Toscanini e Von Karajan, per capirsi. Il film è discreto, è lo scontro - incontro tra due bravissimi attori, Keitel, cattivo come poche volte, e Skarsgard. In realtà le accuse di nazismo che vengono mosse si basano sul nulla, e nel film danno fastidio sia le ipotesi assurde dell’accusa sia le risposte stupide della difesa, e questo...
voto al film: 
20 dicembre 2007 Opinione di jackNONsquartatore72 su "A torto o a ragione"
Voto:7. Contenuti: RITMO** IMPEGNO*** TENSIONE * Il film racconta la storia di Wilhelm Furtwangler, il direttore d’orchestra più illustre della sua generazione. (Il suo approccio alle partiture era particolare, intimistico e lirico, ma personalmente non tutte le sue esecuzioni le considero di riferimento). Per i sospetti sui suoi legami col nazismo venne indagato come rappresentante di tutto il marcio della Germania nazista. L’argomento ed il modo attento e dovizioso di trattarlo...
voto al film: 
4 dicembre 2005 Opinione di supadany su "A torto o a ragione"
VOTO : 6++ Film interessante e mosso da motivazioni ben argomentate che però si chiude un pò su se stesso e su prese di posizioni non sempre chiarissime. Tutte le scene di interrogatorio sono avvincenti e ben realizzate.
voto al film: 
27 luglio 2004 Opinione di superficie 213 su "A torto o a ragione"
Pellicola intrigante e ben fatta quasta del regista Zsabo che avendo a disposizione un mosytro sacro come Keitel lo sfrutta in modo onesto e senza troppi problemi.La trama e' tratta da una piece teatrale - e si nota nella messa in scena - e lascia ampio spazio ai due protagonisti che recitano che e' una bellezza.Purtroppo il ritmo e' un po' fiacco e la tensione ogni tanto cala,ma il film resta comunque piu' in alto della media.
voto al film: 
4 luglio 2004 Opinione di matesi su "A torto o a ragione"
Grande teatro filmato e tematica estremamente interessante. Diceva Moravia che è troppo facile scappare all’estero, quando c’è una dittatura, e, ancora prima, Tacito affermava addirittura che è del tutto inutile farsi ammazzare per una pura questione di principio; l’uomo buono deve invece restare e fare quello che può per il bene del suo paese, anche sotto il governo di un tiranno. In quest’ottica perfino Croce esortò i professori suoi amici a rimanere in Italia e prestare...
voto al film: 
30 ottobre 2003 Opinione di zombi su "A torto o a ragione"
è facile prendere una posizione?... ad un certo punto del film harvey keitel, che interpreta un burino maggiore dell'esercito statunitense chiede: "che bisogno c'era di salvare ebrei se nessuno sapeva". il maggiore è forse un ignorante, arrogante, aggressivo americano che non capisce, ma nonostante sia lì specificatamente per incolpare il grande direttore d'orchestra, vuole anche capire. al processo di norimberga i nazisti dicevano che obbedivano a degli ordini e la popolazione per la...
voto al film: 
10 aprile 2003 Opinione di figgieu su "A torto o a ragione"
Raffinata opera di uno dei più grandi registi ungheresi di sempre, Istvan Szabo, famoso in occidente soprattutto per l’oscar (miglior film straniero) vinto dal suo Mephisto (nel 1981?). Le contapposizioni dei due protagonisti su cui si impernia l’intero film vanno ben oltre le loro antipodiche personalità e possono essere lette su diversi livelli interpretativi. Dopo la seconda guerra mondiale, in Germania è ormai tempo di resa dei conti: Harvey Keitel è un maggiore...
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [6]
- positive [5]
- leggi tutte le opinioni


























