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Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001)

[Akai hashi no shita no nurui mizu, Giappone, Francia 2001, Commedia, durata 119']   Regia di Shohei Imamura
Con Koji Yakusho, Misa Shimizu, Mitsuko Baisho, Mansaku Fuwa



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Acqua tiepida sotto un ponte rosso: presente
Ritmo ritmo in Acqua tiepida sotto un ponte rosso: presente
Impegno impegno in Acqua tiepida sotto un ponte rosso: presente
Tensione tensione in Acqua tiepida sotto un ponte rosso: minimo
Erotismo erotismo in Acqua tiepida sotto un ponte rosso: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Acqua tiepida sotto un ponte rosso

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Acqua tiepida sotto un ponte rosso (voti: 15 media: 3,53) 15

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La trama

Un uomo incontra una donna dalle caratteristiche un po'... particolari.

Il quarantenne Yosuke, abbandonato dalla moglie e insofferente del suo lavoro, segue il consiglio di un vecchio vagabondo e si reca in un villaggio della penisola di Noto, dove trova accoglienza in una casa dalla quale si può osservare un ponte rosso. Qui Yosuke spera di impadronirsi di un otre che custodisce una preziosa statua di Buddha in oro massiccio: non rintraccerà il contenitore ma in compenso, con enorme sorpresa, conoscerà Saeko, una donna dotata di strane capacità...  

Imamura - classe 1926, due Palme d'oro a Cannes con _La ballata di Narayama_ e _L'anguilla_ - si è sempre distinto per una saggezza orientale sì, ma assai stravagante. La sua poetica: "Sono interessato alla relazione che esiste tra la parte bassa del corpo umano e la parte bassa della società". Lontano dai conformismi e vicino a chi vive il sesso con primordiale vitalità, Imamura attribuisce all'elemento femminile un posto e un ruolo centrali. La sua eroina ideale ha "altezza e peso medi, carnagione chiara, pelle vellutata, la faccia di una donna che ama gli uomini, materna, una sensazione di caldo, buoni genitali, un animo ricco e vivace". Una femmina così tocca in sorte al protagonista del film. Che la Dea delle Acque Zampillanti ci conservi Imamura San ancora a lungo!

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La recensione di FilmTv

Di Bruno Fornara - FilmTV n. 13/2002

Un viaggio affascinante nella poetica di Imamura San. Tra mito
e poesia un film sull’incontro tra un uomo e una donna, sull’amore e la forza della passione. Da un “grande vecchio” una lezione di grande cinema

Imamura (1926), due Palme d’oro a Cannes con “La ballata di Narayama” e “L’anguilla”, si distingue da altri maestri come De Oliveira (1908), Rohmer (1920), Resnais (1922) o Altman (1926) per una saggezza orientale, molto ma molto stravagante. La sua poetica: «Sono interessato alla relazione che c’è tra la parte bassa del corpo umano e la parte bassa della società». Lontano dai conformismi e vicino a chi vive il sesso con primordiale vitalità, Imamura attribuisce alla donna posto e ruolo centrali. ESPANDI +

L'opinione più recente

Di luisasalvi scritta il 22/10/2008

Voto al film: voto buono

Sono ormai abituato a leggere sintesi fantasiose delle vicende dei film, cui seguono commenti necessariamente arbitrari, ma qui proprio film.tv, di solito abbastanza attento, è riuscito a sbagliare quasi tutto. Yosuke, impiegato, resta disoccupato perché la ditta è fallita; costretto per risparmiare a vivere in provincia con moglie e figlio, si reca a Tokio nella vana ricerca di un altro lavoro, mentre la moglie lo sprona per telefono, lo considera buono a nulla, sollecita pagamenti... Passa a trovare l’amico Taro, un barbone soprannominato “filosofo”, ma questi è morto improvvisamente (lo vediamo morto all’inizio del film, ma lo rivedremo spesso, in ricordi o in apparizioni da fantasma che dà consigli a Yosuke). Racconta ciò che Taro gli aveva detto pochi giorni prima, di aver lasciato (dimenticato, non nascosto, precisa Taro) tanti anni prima un tesoro, una statua d’oro del Buddha, in un vaso in una casa presso un ponte rosso nella penisola di Noto. Gen, un amico comune, aveva sentito lo stesso racconto e lo crede inventato, ma Yosuke, senza lavoro e senza denaro e dopo i rimbrotti della moglie, ripensa a Taro, che lo aveva invitato ad andare a prendersi il tesoro, e ci va. Incontra Saeko, una bella ragazza; poi la rivede in un supermercato dove lei ... sta perdendo acqua, vergognosa, poi ruba un formaggio ed esce; lui vede che le è caduto un orecchino, la insegue per darglielo ma lei parte in auto. Lui rivede l’auto proprio davanti alla casa presso il ponte rosso, entra con la scusa di renderle l’orecchino, ma intanto lei confessa la sua vergogna, di avere dentro a sé l’acqua che la inonda fino alla gola e le esce abbondante e impetuosa; quando ciò le accade non può resistere all’impulso di compiere azioni trasgressive, rubare o fare l’amore con chi capita. Mentre lo spiega l’acqua sale e lei prende Yosuke e... lo innaffia impetuosamente, come mai le era capitato prima (o almeno così lei dice). L’acqua cola, irrora il gelsomino, scende al fiume dove arrivano molti pesci... A Yosuke questa doccia non è dispiaciuta affatto, né se ne stupisce, ma disapprova il fatto che lei rubi; lei lo chiamerà con segnali luminosi ogni volta che sale l’acqua, e lui corre a soddisfarla, anche per evitare che lei vada a rubare (o a cercare altri uomini). Per caso gli offrono un lavoro da pescatore, gli additano una pensioncina economica, e lui si ferma nel paese. La storia che conta è questa, seguita da una parentesi di gelosia di lui che vede Saeko salire in auto con un altro uomo, mentre con lei ha smesso di zampillare. La parentesi è legata al passato, molto romanzesco, che noi scopriamo rapidamente ma in modo un po’ confuso, e Yosuke ancor più confusamente perché non assiste a certi commenti e chiarimenti che il regista riserva a noi (a chi li ascolta): Saeko ha una nonna, Mitsu, che come lei era stata bellissima e aveva la stessa caratteristica, per cui anche lei era costretta a unirsi a chi capitava quando l’acqua le saliva; molti anziani sono stati innamorati di lei, ma lei ha amato uno straniero, che per gelosia ha ucciso un altro uomo e poi è fuggito; risulta che quell’uomo è proprio Taro, lo sappiamo perché Gen capisce che Yosuke è venuto a cercare il tesoro e viene a cercarlo anche lui, entra di nascosto di notte nella casa, è sorpreso da Mitsu che gli chiede di Taro, gli dice Taro è il nonno di Saeko; quindi, chiede Gen, non era vera la storia del vaso? Era vera, risponde Mitsu, ma è stato svuotato da tanto tempo... Alla fine Saeko confermerà a Yosuke che anche la nonna aveva l’acqua e che “il tesoro nel vaso di cui ti hanno parlato doveva essere la sua acqua”; Ma Yosuke l’ha trovata in Saeko... ed è pur sempre il Buddha prezioso. Anche Saeko ha avuto molti amanti innamorati di lei, fra cui uno straniero che per gelosia ha ucciso un altro... come ora Yosuke è tentato di fare a sua volta quando la vede con un altro... Ma tutto si chiarisce e il film conclude con una lieta esplosione d’acqua finale, con tanto di arcobaleno, mentre Mitsu, che rifiutava di vendere la casa e aspettava il ritorno di Taro, saputo della sua morte può finalmente morire. Favoletta leggera, luminosa, narrata con garbo, godibile senza bisogno di cercare significati simbolici o allusioni politiche o istanze sociali, come molti hanno voluto fare.
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SI

Opinioni su Acqua tiepida sotto un ponte rosso


22 ottobre 2008 Opinione di luisasalvi su "Acqua tiepida sotto un ponte rosso"
luisasalvi

Sono ormai abituato a leggere sintesi fantasiose delle vicende dei film, cui seguono commenti necessariamente arbitrari, ma qui proprio film.tv, di solito abbastanza attento, è riuscito a sbagliare quasi tutto. Yosuke, impiegato, resta disoccupato perché la ditta è fallita; costretto per risparmiare a vivere in provincia con moglie e figlio, si reca a Tokio nella vana ricerca di un altro lavoro, mentre la moglie lo sprona per telefono, lo considera buono a nulla, sollecita pagamenti......

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001)


6 maggio 2008 Opinione di slim spaccabecco su "Acqua tiepida sotto un ponte rosso"
slim spaccabecco

Un po' leggenda e un po' fiaba, comunque piacevole.

voto al film: slim spaccabecco assegna il voto buono a Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001)



19 febbraio 2007 Opinione di carlos brigante su "Acqua tiepida sotto un ponte rosso"
carlos brigante

Ultimo film di Imamura e opera gradevole, in cui il surreale si fa strada con leggerezza e un tono misto di allegria e malinconia

voto al film: carlos brigante assegna il voto buono a Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001)


17 luglio 2006 Opinione di sasso67 su "Acqua tiepida sotto un ponte rosso"
sasso67

Grottesco, non il miglior film di Imamura, il suo ultimo lungometraggio in ogni caso presenta qua e là qualche zampata d'autore. Il contesto di "Acqua tiepida" è ancora una volta il mondo dei reietti della società, e l'ambientazione sociale quella di un'industrializzazione selvaggia, cattiva e fallita, che non ha più niente di umano. Solo l'amore, sembra dire Imamura, anche quello fisico e carnale (che comunque raramente va disgiunto da quello di derivazione platonica), può salvarci dal...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001)



8 novembre 2004 Opinione di tobanis su "Acqua tiepida sotto un ponte rosso"
tobanis

E' un buon film e il pubblico è stato troppo severo. Ben girato, bella storia (la parte erotica è importante ma secondaria, il regista è giustamente discreto e non si vede nulla, anche se le situazioni sono scabrose); gli attori sanno il loro mestiere e gli esterni sono interessanti. Tutto a posto, non appassiona ma prende, diverte, i dialoghi sono ben scritti e insomma di questi tempi un film così è già tanto.

voto al film: tobanis assegna il voto buono a Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001)



25 ottobre 2002 Opinione di speedy34 su "Acqua tiepida sotto un ponte rosso"
speedy34

Shoei Imamura è nato a Tokyo il 15 Settembre 1926 e quindi, considerando che la matematica non è un’opinione, ha 76 anni! Dato anagrafico rilevante nello scoprire che dietro un film vitale, originale e modernamente ermetico come “Acqua tiepida sotto un ponte rosso” si cela un “maturo” signore considerato una vera e propria istituzione in Giappone. Si vocifera anche che, nella scorsa edizione del Festival di Cannes, questo film abbia seriamente insidiato il...

voto al film: speedy34 assegna il voto sufficiente a Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001)


20 agosto 2002 Opinione di doinel su "Acqua tiepida sotto un ponte rosso"
doinel

Di fronte alle opere di anziani registi (vedi De Oliveira) ho quasi sempre la sensazione di vedere all'opera un fuoriclasse che, malgrado il palleggio elegante e qualche tocco brillante, non riesca a reggere il ritmo di una partita intera; è questo il caso di Shohei Imamura. A parte qualche trovata interessante, una ricerca estetica a tratti di alto livello e un'ambientazione davvero suggestiva, il suo "Acqua tiepida sotto un ponte rosso" mi appare come un mero esercizio di stile, a volte...

voto al film: doinel assegna il voto sufficiente a Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001)



10 agosto 2002 Opinione di SNAPORAZ79 su "Acqua tiepida sotto un ponte rosso"
SNAPORAZ79

Ho visto questo film pochi giorni fa in un cinema all'aperto e mi è piaciuto. C'è della filosofia orientale ma anche molto surrealismo di stampo europeo. Ad esempio, l'idea di una donna da cui sgorga acqua mentre fa sesso è deliziosa. Inoltre tutti i personaggi del film, inclusi quelli marginali, sono ben caraterizzati. Certo, il dialogo finale fra gli scogli più che grottesco è solo ridicolo, ma è salutare la follia di questo film in un periodo in cui la magia del cinema sembra...

voto al film: SNAPORAZ79 assegna il voto buono a Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001)


24 aprile 2002 Opinione di denis su "Acqua tiepida sotto un ponte rosso"
denis

Un film squinternato, come può essere una commedia giappponese. Al limite della surrealtà, descrive, tra parti più o meno soporifere, una sorta di epigona di "gola profonda" (per la stranezza sessuale ingestibile, ma niente di simile)insomma: costei è piena d'acqua, che non è pipì... Pruriginoso come i giapponesi sanno sfornare, ma è un film per il mercato francese anni '70. Un po' vecchiotto insomma. Il precedente film del regista Imamura: "Il dottor Akagi", quello sì è un ottimo...

voto al film: denis assegna il voto sufficiente a Acqua tiepida sotto un ponte rosso (2001)




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