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L'albero della vita (1957)

[Raintree County, USA 1957, Drammatico, durata 146']   Regia di Edward Dmytryk
Con Montgomery Clift, Elizabeth Taylor, Eva Marie Saint, Lee Marvin



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'albero della vita: assente
Ritmo ritmo in L'albero della vita: presente
Impegno impegno in L'albero della vita: presente
Tensione tensione in L'albero della vita: presente
Erotismo erotismo in L'albero della vita: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'albero della vita

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'albero della vita (voti: 8 media: 3,25) 8

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La trama

Nel 1862 John, fidanzato con la compagna di scuola Nell, cerca con lei il mitico albero della vita. Ma quando incontra sulla sua strada Susanna, sarà lei che sposerà, abbandonando Nell. John combatte poi nella guerra di Secessione contro la schiavitù, anche se Susanna, contraria alle sue idee, lo abbandona. 

Sullo sfondo di questo ambizioso affresco storico-psicologico c'è "Via col vento" e il ruolo di Susanna offre alla Taylor l'occasione di misurarsi con un personaggio complesso, prototipo, per certi aspetti, di altri che in seguito riprenderà. La sceneggiatura di Millard Kaufman non rende giustizia al romanzo di Ross Lockridge da cui è tratta.

L'opinione più votata

Di vincenzo carboni scritta il 07/12/2011 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto buono

È il 27 dicembre 2010 di una serata inoltrata. Mia figlia si è finalmente addormentata. È da molto tempo che non faccio le ore piccole per un film (soprattutto non ricordo più da quando ho visto un film affidandomi ai tempi della rete TV che lo offre, pubblicità comprese), ma stasera –dopo aver visto per l’ennesima volta ‘Cenerentola’ con mia figlia- prendo la coincidenza per un’altra direzione del mio viaggio immaginario, e mi accomodo sul treno che porta alla Contea dell’albero d’oro, il luogo dove si svolge l’azione de ‘L’albero della vita’. Ho detto ‘azione’; ma il protagonista è mite nei confronti della vita che lo aspetta, la abbraccia indulgendo solo ad azioni dirette a mete simboliche, come la ricerca dell’albero d’oro, l’oggetto che promette un’aura di felice e mite convivenza del leone con l’agnello, proprio a ridosso della guerra di secessione e dei fantasmi cupi della bestialità dell’animale uomo, benchè parlante. È l’oggetto che evoca la mancanza originaria quello che John-Clift cerca e che continuerà a non trovare, trovando tuttavia in questo processo la assoluta irriducibilità della mancanza alla vita dell’uomo. Si tratta per John di compiere una ricerca che cerca, cerca incessantemente qualcosa che non è possibile trovare, installando la propria missione nel campo religioso, dapprima sposando una donna fragile che chiede solo di essere cercata ma non trovata, poi nello sposare il proprio ruolo di educatore, e quindi di amministratore pubblico sulle ceneri della guerra fratricida. Susanna-Taylor non avrà altro da perseguire che il proprio desiderio insoddisfatto, in questo continuando a godere dell’insoddisfazione pur pensando di aver guadagnato l’oggetto conteso con il matrimonio. La donna che John sposerà sarà teneramente e subdolamente abitata dal sintomo, metafora questo del trauma prodotto da una mancanza primitiva, quello del primo oggetto d’amore, quella madre non riconosciuta –ma bianca- al posto della quale desiderarne un’altra –la sua bambinaia- benchè portatrice dello stigma sociale della pelle scura, essendo questa meticcia. Ma tant’è… È una sola goccia di sangue scuro a fare di un uomo un negro, esclama Susanna imprigionata nello scacco prodotto tra l’odio e l’amore diretto verso la stessa persona, dovendo comporre ciò che per un bambino è impossibile: avvicinare una madre che allo stesso tempo spaventa. Si desidera ciò che non si ha, quello che sfugge alla nostra presa per poterlo continuare a volere. Ecco che John non sposa la sua compagna di studi –Nell- ma la sua antagonista dai capelli neri, disposta ad ingannare (il suo sintomo mente essendo la natura di questo mentire come lo scorpione sul dorso della rana entrambi a guadare lo stagno) pur di guadagnare a sé la protezione (Mi abbandonerai? Mi continuerai a proteggere?) dalla propria pazzia. Si tratta per Susan di passare dalla bambola che sta per l’assenza materna, all’uomo disposto a fare presente la propria parola per cacciare il fantasma del sintomo isterico. ESPANDI +
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SI

Opinioni su L'albero della vita


7 dicembre 2011 Opinione di vincenzo carboni su "L'albero della vita"
vincenzo carboni

È il 27 dicembre 2010 di una serata inoltrata. Mia figlia si è finalmente addormentata. È da molto tempo che non faccio le ore piccole per un film (soprattutto non ricordo più da quando ho visto un film affidandomi ai tempi della rete TV che lo offre, pubblicità comprese), ma stasera –dopo aver visto per l’ennesima volta ‘Cenerentola’ con mia figlia- prendo la coincidenza per un’altra direzione del mio viaggio immaginario, e mi accomodo sul treno che porta alla Contea...

voto al film: vincenzo carboni assegna il voto buono a L'albero della vita (1957)

nessun commento
[utile per 5 utenti]

27 maggio 2007 Opinione di PP su "L'albero della vita"
PP

Voto 6. Melodrammone in stile “via col vento” immerso in alcuni dei più noti stereotipi holliwoodiani: Clift alle prese con il suo ennesimo personaggio turbato ed irrisolto, la Taylor nell’ennesima parte di psico labile ammazza famiglie, ecc. La regia è abbastanza piatta, grande impegno produttivo, bella la fotografia. [25.05.2007]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a L'albero della vita (1957)



12 aprile 2007 Opinione di Giobbe su "L'albero della vita"
Giobbe

Questo kolossal è, a mio parere, un grande capolavoro della storia del cinema! Bellissima la scenografia e l'ambientazione all'epoca della guerra di secessione, stupendi gli abiti, grandiosi gli attori (su tutti la favolosa Elizabeth Taylor), girato con superba maestria e trama complessa molto affascinante!

voto al film: Giobbe assegna il voto buono a L'albero della vita (1957)


11 aprile 2007 Opinione di spopola su "L'albero della vita"
spopola

Nelle intenzioni, questa riduzione in immagini del corposo romanzo di Russ Lockridge jr. avrebbe dovuto rinverdire i fasti di “Via col vento”: ancora una volta un affresco denso di “avvenimenti drammatici” e di annotazioni sociologiche sullo sfondo della guerra di secessione americana, uno dei più terribili ed efferati scontri fratricidi storicamente documentati, che contrappose, più che il Nord al Sud, due ideologie contrastanti per ragioni ovviamente ben più profonde e laceranti...

voto al film: spopola assegna il voto sufficiente a L'albero della vita (1957)

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